CVC Studio
un laboratorio di Cognizione Vicaria Collettiva
Un invito pubblico a testare nuovi utilizzi dell’IA in educazione
Come cambiano i processi educativi (e quindi il mestiere dell’insegnante ma anche quello di studente e di tutto il complesso ecosistema di una nuova ecologia cognitiva AI mentored) quando entra in campo l’Intelligenza Artificiale?
E poi, quale intelligenza artificiale?
Presentazione a cura di Aluisi Tosolini
Dal 30 novembre 2022, giorno in cui OpenAI ha rilasciato al pubblico ChatGPT, è questa la domanda chiave che sfida il mondo dell’educazione e della formazione.
Casco Learning, sin dalla sua nascita, ha dedicato moltissime risorse ed energie nella ricerca, sperimentazione, formazione, accompagnamento e basta scorrere l’Open Magazine per trovarne testimonianze concrete sia nell’area della ricerca che in quella della sperimentazione concreta e laboratoriale.
Durante questa estate da più parti è cresciuta la richiesta di pensare l’IA in modo più complesso rispetto ai soli LLM che forniscono risposte (più o meno corrette, più o meno approfondite).
Per quanto riguarda Casco Learning tutto ciò ha comportato un percorso che approda oggi ad una proposta di “laboratorio” con l’invito ai docenti a testarlo partecipando così alla sua messa punto, validazione e valutazione. Uno strumento, quindi. Un esempio concreto. Un invito alla ricerca.
Da dove viene CVC Studio – Laboratorio di Cognizione Vicaria Collettiva
La sua genesi è presto detta.
CVC Studio nasce dal tentativo di dare forma operativa e didattica a un percorso di ricerca dedicato alla trasformazione degli ambienti educativi nell’età dell’intelligenza artificiale.
Questo percorso si colloca nel quadro delle ricerche sull’apprendimento esteso, sugli ecosistemi educativi e sulle nuove forme di relazione cognitiva tra esseri umani, ambienti e sistemi di intelligenza artificiale.
Tra i riferimenti scientifici che hanno contribuito a questo quadro vi è il numero monografico del Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, “Apprendimento esteso in ecosistemi di rete: dove sta la mente oggi?”, curato da Giuseppina Rita Jose Mangione e pubblicato il 20 luglio 2026. Il fascicolo raccoglie contributi dedicati alla mente estesa, agli ecosistemi educativi, all’agency e al ruolo dell’intelligenza artificiale nei sistemi di apprendimento.
In questo contesto assume particolare rilevanza il contributo di Lydia Zampolini, Fabrizio Lo Presti, Giuseppina Rita Jose Mangione e Manuel Gentile, “Beyond AI Teammates: Collective Vicarious Cognition as a Framework for Educational Multi-Agent Systems”, che sviluppa esplicitamente il concetto di Collective Vicarious Cognition in relazione ai sistemi educativi multi-agente.
Ho tentato di riprendere e sviluppare questo orizzonte di ricerca interrogandomi sul passaggio dalla mente estesa agli ecosistemi educativi e sulle conseguenze pedagogiche dell’ingresso dell’intelligenza artificiale in tali ecosistemi. L’articolo “Per un cambio di prospettiva in educazione: dalla mente estesa agli ecosistemi educativi. Il ruolo dell’intelligenza artificiale” è stato pubblicato a fine agosto sull’Open Magazine. L’articolo, che costituisce la premessa teorica di CVC Studio, si chiudeva con la presentazione di un primo strumento (un GPT) che tentava di dare concretezza all’idea base della Cognizione Vicaria Collettiva.
Successivamente, anche grazie al fatto che OpenAI ha reso disponibile l’area “siti”, ho utilizzato tutte le risorse impiegate nella strutturazione del GPT per implementare e realizzare un sito che aiuti docenti e studenti a progettare attività didattiche nelle quali l’intelligenza artificiale permette di organizzare e mettere a confronto differenti prospettive, sottopone il ragionamento a critica e verifica selettiva, lasciando allo studente (e ai docenti) la responsabilità del giudizio.
Ma concretamente?
CVC Studio è il tentativo di tradurre un percorso teorico in una pratica didattica concreta: utilizzare l’intelligenza artificiale non semplicemente come strumento che produce risposte, ma piuttosto come ambiente nel quale rendere visibili e confrontabili differenti percorsi cognitivi, sottoporli a critica e verifica e riportare infine allo studente la responsabilità del giudizio. La Cognizione Vicaria Collettiva è qui utilizzata come dispositivo didattico per organizzare il confronto tra prospettive, argomenti, fonti, criteri, presupposti, obiezioni e limiti, senza attribuire all’IA autonomia cognitiva, autorità epistemica o responsabilità decisionale.
Concretamente (vedi dal menù in alto la pagina Come funziona oppure anche solo scorrendo tutta la homepage) un docente (o uno studente) utilizza CVC Studio configurando il proprio laboratorio a partire da una domanda specifica, da una disciplina, da uno specifico contesto e da una specifica età dello studente. Ovvero indica la questione chiave sulla quale deve o vuole lavorare.
Il sito, attraverso 7 passaggi che nei diversi campi richiedono sempre precise scelte dai fruitori, giunge a costruire quello che in estrema sintesi è un prompt che deve essere copiato dentro il proprio sistema AI (ovvero dentro il proprio Gemini, o ChatGPT, o Copilot, eccc).
Il proprio LLM, dando seguito alle istruzioni del prompt, presenta 4 diverse prospettive con cui può essere affrontato il tema o la questione da cui si è partiti e che si intende indagare. Lo studente o il docente potrà validarle, oppure modificarle indicando anche se intende aggiungere direttamente materiali di approfondimento o se al momento lascia alla AI generativa il compito di proporli.
A questo punto il proprio LLM si blocca e chiede a chi lo sta utilizzando di rispondere a diverse domande specifiche obbligandolo ad assumere una propria specifica posizione rispetto al tema oggetto di indagine. E in un dialogo serrato con il fruitore il sistema obbliga a rendere ragione, a motivare, a risolvere contraddizioni e aporie, a argomentare con sempre maggiore precisione e chiarezza la propria posizione.
In sostanza CVC Studio aiuta docenti e studenti a progettare attività didattiche nelle quali l’intelligenza artificiale organizza e mette a confronto differenti prospettive, sottopone il ragionamento a critica e verifica selettiva e lascia allo studente la responsabilità del giudizio.
Non resta che provarlo…
CVC Studio utilizza i LLM alla base dei sistemi di AI Generativa ma “li mette al lavoro” in modo innovativo, senza accontentarsi della loro più o meno significativa capacità di fornire risposte a domande o quesiti ma ingaggiandoli in un percorso “tutoriale” in cui l’AI fa da mentore lungo una strada in cui la responsabilità resta sempre dell’umano. Dei docenti e degli studenti. In quella che Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi hanno chiamato la posizione dello “human as curator”.
… restituendo un feedback per rendere possibile il miglioramento
Chi avrà modo di provare ad utilizzare, o anche solo testare, CVC Studio chiedo di restituire, se lo desiderano, un feedback scrivendomi (a.tosolini@cascolearning.it).
Riferimenti all’origine del progetto
Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching Vol. 6, n. 1 suppl. (2026) “Apprendimento esteso in ecosistemi di rete: dove sta la mente oggi?”
A cura di Giuseppina Rita Jose Mangione – luglio 2026
DOI: 10.32043/jimtlt.v6i1sup
Tra i contributi presenti nel volume un saggio ha costituito la base dell’idea di concretizzare un laboratorio di Cognizione Vicaria. Si tratta del saggio di Lydia Zampolini, Fabrizio Lo Presti, Giuseppina Rita Jose Mangione e Manuel Gentile, “Beyond AI Teammates: Collective Vicarious Cognition as a Framework for Educational Multi-Agent Systems”.
Le prospettive su cui si basa CVC Studio sono ritrovabili nell’articolo di Aluisi Tosolini Per un cambio di prospettiva in educazione: dalla mente estesa agli ecosistemi educativi. Il ruolo dell’intelligenza artificiale (Casco Open Magazine 21-agosto-2026) e in molti altri articoli e approfondimenti pubblicati sempre su Casco Magazine in questi anni e che qui non possiamo riassumere.
La responsabilità del progetto CVC Studio e della elaborazione didattica rimane ovviamente di Aluisi Tosolini.
Ringraziamenti
Questo percorso non avrebbe mai visto la luce senza Casco Learning, la comunità e l’ecosistema che mi ha accolto diventando per me un incubatore di creatività.
Devo poi ringraziare le moltissime persone, docenti, dirigenti, studenti, studiosi con cui mi sono confrontato in questi mesi e che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi restituendomi sempre domande e riflessioni che hanno spinto in avanti il progetto.
Per non rischiare dimenticanze non nomino nessuno ma davvero grazie a tutti e a tutte.