{"id":1,"date":"2023-09-20T11:45:09","date_gmt":"2023-09-20T11:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=1"},"modified":"2025-12-04T20:14:55","modified_gmt":"2025-12-04T18:14:55","slug":"child-robot-interaction","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2023\/09\/20\/child-robot-interaction\/","title":{"rendered":"Child-Robot Interaction: uno sguardo su innovazione ed educazione"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A che punto sono le ricerche sulle interazioni tra esseri umani e robot? Una breve presentazione relativa alla International Conference on Child-Robot Interaction di Milano.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bambini e Robot. Esseri umani ed agenti artificiali.<br>Soltanto pochi anni fa sarebbe stato impossibile immaginarli affiancati, cooperanti, interagenti.<br>Oggi invece le loro interazioni sono sempre pi\u00f9 frequenti, dalle modalit\u00e0 basilari &#8211; una semplice programmazione con Scratch &#8211; a quelle complesse &#8211; la relazione con robot umanoidi.<br>Quali potenzialit\u00e0 nella HRI &#8211; Human-robot interaction? Quali implicazioni positive e negative? Quali prospettive per una futura applicazione?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">International Conference on Child-Robot Interaction: presentazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questi ed altri interrogativi si \u00e8 occupata l\u2019International Conference on Child-Robot Interaction all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Milano-Bicocca<sup>1<\/sup> dal 21 al 23 giugno 2023, promossa &#8211; tra gli altri &#8211; dal RobotiCSS Lab<sup>2<\/sup> il Laboratorio di Robotica per le Scienze Cognitive e Sociali dell\u2019Universit\u00e0 milanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conferenza si proponeva di indagare l\u2019interazione robot-bambini da un punto di vista multidisciplinare: tecnologico, psico-pedagogico, etico, filosofico, socio-culturale. Ed \u00e8 proprio l\u2019intersezione tra diverse prospettive che caratterizza le ricerche &#8211; attualissime e continuamente in progredendo &#8211; su questa problematica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre gli speaker invitati alla conferenza plenaria dagli organizzatori. Il loro profilo \u00e8 espressione della complessit\u00e0 e della variet\u00e0 di approccio sulla HRI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Prof. Dirk Ifenthaler si occupa di apprendimento, design e tecnologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Mannheim, Germania, \u00e8 professore a contratto presso la Deakin University in Australia e affiliato ricercatore presso l&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Oklahoma. La sua ricerca si concentra sull&#8217;intersezione tra psicologia cognitiva, tecnologia educativa, scienza dell&#8217;apprendimento, analisi dei dati e informatica<sup>3<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Prof. Marina Umaschi Bers ha avviato il Developmental Technologies Research Group nel 2001 presso la Tufts University, dal 2022 trasferitasi alla Lynch School of Education del Boston College. Le ricerche del DevTech<sup>4<\/sup> riguardano il modo in cui le nuove tecnologie &#8211; che si occupano di codifica e robotica &#8211; possono svolgere un ruolo positivo nello sviluppo e nell&#8217;apprendimento dei bambini, in particolare relativamente a linguaggi naturali e artificiali. Nelle sue ricerche, la Bers evidenzia un\u2019interessante connessione tra linguaggio-programmazione-pensiero: la programmazione richiede logica ed astrazione, il pensiero interpreta, rappresenta e d\u00e0 significato, il linguaggio formalizza. \u201cFacendo eco all&#8217;educatore brasiliano Paulo Freire, l&#8217;alfabetizzazione \u00e8 uno strumento per la comprensione critica, per comprendere il mondo e per cambiarlo attivamente. [..] pensare alla codifica come alfabetizzazione ci d\u00e0 accesso a nuovi modi per insegnare sia la programmazione che la lettura e la scrittura, entrambe le alfabetizzazioni del ventunesimo secolo.\u201d<sup>5<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza \u201cinvited speaker\u201d \u00e8 stata la&nbsp; professoressa Agnieszka Wykowska che dirige l&#8217;unit\u00e0 S4HRI \u201cSocial Cognition in Human-Robot Interaction\u201d presso l&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia (Genova, Italia), dove \u00e8 anche Coordinatrice del CHT (Centro per le Tecnologie Umane). Tra i suoi incarichi extra accademici si segnala che \u00e8 redattore capo di IJSR (International Journal of Social Robotics) nonch\u00e9 delegata al Forum ERA (Spazio europeo della ricerca). Nella sua ricerca combina i metodi delle neuroscienze cognitive con l&#8217;interazione uomo-robot al fine di comprendere i meccanismi del cervello umano in interazione con agenti naturali e artificiali. Interessante all\u2019interno del progetto ERC<sup>6<\/sup> il suo studio sull\u2019interazione uomo-robot tramite lo sguardo tra un umano e il robot umanoide iCub<sup>7<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Human-Robot Interaction: lo stato dell\u2019arte\u2026 al momento<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma a che punto sono le ricerche sull\u2019HRI? Quali aspetti verranno affrontati ed approfonditi a Milano?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista di chi si occupa di educazione e didattica, diventa particolarmente interessante chiedersi come potrebbero evolvere le interazioni bambino-robot (CRI &#8211; Child Robot Interaction &#8211; sottoinsieme della HRI) dal punto di vista sociale e neurocognitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le capacit\u00e0 cognitive e sociali umane quanto sono flessibili e adattabili in relazioni con agenti artificiali?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Human-robot interaction (HRI) \u00e8 un campo di studi che richiede approcci empirici e multidisciplinari. Vediamo brevemente alcuni stimoli forniti dalle ricerche in corso, considerando diversi punti di osservazione<sup>8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019approccio tecnologico alla HRI si occupa di architetture computazionali, classificazione e previsione del comportamento, delle espressioni umane e del linguaggio naturale. Obiettivo: progettare robot dotati di capacit\u00e0 di interazioni sociali con gli esseri umani. Ad esempio, alcuni studi si concentrano sulla capacit\u00e0 dei sistemi artificiali di prevedere in tempo reale la personalit\u00e0 degli umani sulla base dei loro segnali comportamentali e delle espressioni facciali emotive<sup>9<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il focus sul comportamento sociale dei robot si chiede come essi possano apprendere un\u2019ampia gamma di comportamenti socialmente coinvolgenti &#8211; cosa che accade &#8211; come espressioni facciali emotive che attirano l&#8217;attenzione e sollecitano persino la fiducia o la curiosit\u00e0. Quest\u2019ultima si mostra significativa come motivazione intrinseca a massimizzare l\u2019apprendimento del robot su se stesso e sull\u2019ambiente. Ad esempio, in un ambiente sociale ove \u00e8 presente una maggiore variet\u00e0 di comportamenti sociali, l\u2019agente artificiale diviene \u201csocialmente\u201d attivo e arriva a cercare l&#8217;attenzione degli altri agenti nell&#8217;ambiente. Ci\u00f2 accade in modo non pre-programmato ed \u00e8 espressione di propriet\u00e0 emergenti della curiosit\u00e0 artificiale all&#8217;interno di un ambiente naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Interessanti le riflessioni sulla fiducia: come gli umani possono fidarsi dei robot e viceversa? Esperimenti sono stati svolti sul robot Popper umanoide, partendo dall\u2019architettura cognitiva artificiale richiesta per il comportamento di fiducia, e successivamente cercando di fornire una conferma empirica. Alla base vi \u00e8 la Theory of Mind intesa come la capacit\u00e0 di attribuire intenzioni ed altri stati mentali ad altri agenti. Associando un modello probabilistico di teoria della mente con un modello di fiducia supportato dalla memoria episodica, \u00e8 stato esaminato come un robot non solo potrebbe giudicare l&#8217;affidabilit\u00e0 di un essere umano in un&#8217;interazione in corso, ma anche quella di un essere umano con cui il robot non ha mai interagito. Potenzialmente, dunque, i robot potrebbero sviluppare comportamenti sociali complessi. Il che ci conduce a problematiche di ambito etico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riflettere sulle implicazioni morali connesse alla robotica dovrebbe sollecitare il dibattito pubblico e politico sul probabile ruolo crescente dei robot nella societ\u00e0 di domani. Tra i vari contributi in questo campo si evidenziano le riflessioni filosofico-cognitive circa l\u2019affidarsi delle persone ai robot. Perch\u00e9, cosa, quando e come \u00e8 importante la fiducia umana nei confronti di un robot? Fiducia, motivazione, impegno sono strettamente connessi nell\u2019HRI in relazione all\u2019ambiente, all\u2019agente umano e alla prestazioni del robot.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Robot ed educazione: quali prospettive?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La robotica educativa \u00e8 un altro ambito in cui l\u2019interazione umani e robot acquisisce particolare significanza. L\u2019applicazione dei robot in didattica pu\u00f2 condurre ad una innovazione della dinamica insegnamento-apprendimento rendendola maggiormente coinvolgente per gli studenti ed efficace per i docenti. In particolare, \u00e8 possibile per l\u2019insegnante assumere un ruolo di guida in processi basati sul learning-by-doing ed in cui l\u2019inserimento dei robot \u00e8 chiamato a stimolare l\u2019attivismo dei discenti. Interessante l\u2019utilizzo in materie STEAM e tenendo come riferimento la didattica per competenze. Esempi di robotica educativa sono l\u2019utilizzo del gi\u00e0 citato Robot NAO e dei set Lego WeDo, il cui ruolo pu\u00f2 essere utile sia per stimolare il pensiero computazionale, l\u2019acquisizione di elementi di linguaggio di programmazione, ma anche per insegnare grammatica o esercitare il problem solving. Si tratta dunque di una opportunit\u00e0 grazie alla quale gli stessi docenti possono innovare la loro didattica e sperimentare nuove metodologie didattiche<sup>10<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In conclusione: una ricerca aperta<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro che emerge da questi contributi \u00e8 sfidante: occorre stabilire una metodologia adeguata per tali ricerche, un linguaggio scientifico condiviso, piattaforme comuni per lo scambio di idee e conoscenze volte ad orientare la ricerca in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ci\u00f2 si connettono importanti interrogativi: come questa tecnologia potrebbe cambiare le nostre societ\u00e0? Come cambier\u00e0 le nostre relazioni sociali? Potranno i robot sostituire lo \u201csguardo umano&#8221; in vari ambiti della vita?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Interrogativi aperti, percorsi in itinere, ricerche che si evolvono interdisciplinarmente e che innovano percezione, linguaggio, etica. Sicuramente la Conferenza milanese ha offerto interessanti contributi ed aperto a nuove piste di riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A che punto sono le ricerche sulle interazioni tra esseri umani e robot? Una breve presentazione relativa alla International Conference on Child-Robot Interaction di Milano.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":313,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[202,206,209,152,210,211,212],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione","tag-algoritmi","tag-digitale","tag-game-based-learning","tag-intelligenza-artificiale","tag-neuroscienze","tag-piano-scuola-4-0","tag-robotica-educativa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1160,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/1160"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}