{"id":1229,"date":"2024-04-09T14:18:49","date_gmt":"2024-04-09T14:18:49","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=1229"},"modified":"2026-10-11T13:20:18","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:18","slug":"la-cattedra-inclusiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2024\/04\/09\/la-cattedra-inclusiva\/","title":{"rendered":"La Cattedra Inclusiva"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide educative tra inclusione, isolazione, sostegno e innovazione. Una proposta di legge per tornare davvero alla logica della legge 517\/1977 e alla dimensione comunitaria dell\u2019inclusione.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da alcuni mesi alcuni esperti, studiosi, e uomini e donne di scuola stanno ragionando attorno ad una deriva sempre pi\u00f9 evidente nel mondo scolastico legata a temi quali inclusione, disabilit\u00e0, sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho la gioia e l\u2019onore di conoscere e frequentare alcuni di questi studiosi e in particolare Raffaele Iosa (maestro, direttore didattico, ispettore ministeriale, uno tra i redattori della legge sull\u2019autonomia scolastica \u2013 DPR 275\/1999 \u2013 e coordinatore dell\u2019Osservatorio permanente per l\u2019inclusione scolastica presso il Ministero della Pubblica Istruzione) e Massimo Nutini (gi\u00e0 dirigente al Comune di Prato, esperto in legislazione scolastica e degli enti locali, collaboratore dell\u2019 ANCI, la persona che mi ha aiutato da sempre a collocare il ruolo della scuola dentro la comunit\u00e0 locale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma di questo gruppo fanno parte anche Dario Janes (ordinario di Pedagogia dell\u2019inclusione alla Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione della Libera Universit\u00e0 di Bolzano-Bozen e co-fondatore del Centro Studi Erickson di Trento), Paolo Fasce (dirigente scolastico dell\u2019istituto Nautico San Giorgio di Genova e grande esperto di inclusione) e diversi altri e altre esperti\/e e docenti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dall\u2019esplosione della grande malattia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza del ragionamento \u00e8 ben rappresentato da un <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/02\/11\/il-declino-dellinclusione-scolastica-cambiare-radicalmente-rotta-a-proposito-dei-dati-istat-2022-23\/#more-4472\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">testo di Raffaele Iosa<\/a> che qui in parte riporto:<\/p>\n\n\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Partiamo in primis dagli alunni e studenti con disabilit\u00e0 presenti nell\u2019anno scolastico 22\/23. Sono ben\u00a0<strong>338.000<\/strong>\u00a0dalla scuola dell\u2019infanzia alle superiori. Ben il\u00a07% in pi\u00f9\u00a0in un anno scolastico. Per la prima volta nella storia dell\u2019inclusione\u00a0superiore al <strong>4%<\/strong><strong>\u00a0della popolazione scolastica<\/strong>. Questo aumento appare ancora pi\u00f9 grave se si vede la progressione decennio per decennio da inizio secolo ad oggi. Vediamo gli anni \u201ccritici\u201d e la loro progressione.<\/p>\n<p><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>a.s. 2000\/2001<\/strong>\u00a0alunni\/studenti:\u00a0<strong><u>126.000<\/u><\/strong>\u00a0(<strong>1.3<\/strong>% popolazione scolastica)<\/li>\n \n<li><strong>a.s. 2010\/2011<\/strong> alunni\/studenti:\u00a0<strong><u>208.520<\/u><\/strong> (<strong>2.3%<\/strong>\u00a0popolazione scolastica)\u00a0<strong><u>+ 165%<\/u><\/strong> dei certificati<\/li>\n \n<li><strong>a.s. 2022\/2023<\/strong> alunni studenti:\u00a0<strong><u>338.000<\/u><\/strong> (<strong>4.1%<\/strong> popolazione scolastica)\u00a0<strong>+ 300%<\/strong>\u00a0dei certificati.<\/li>\n<\/ul>\n<p> <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"padding-left: 40px;\">Dunque un primo dato clamoroso su cui riflettere: alunni e studenti con disabilit\u00e0<strong><em>\u00a0triplicati<\/em><\/strong>\u00a0<strong><em>negli ultimi 20 anni.<\/em><\/strong>\u00a0Un dato cui ho prestato attenzione da molto tempo e che ho chiamato in molti miei scritti \u201c<strong><em>l\u2019epoca della grande malattia<\/em><\/strong><em>\u201d, cercando di comprendere le ragioni sociali, cliniche, antropologiche, di questa esplosione. \u00a0Un dato in continuo aumento per una perversa e poco studiata <\/em><strong>medicalizzazione dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza<\/strong>. Domina il mito dell\u2019eziologia\u00a0<em>genetica<\/em>\u00a0e (come spesso capita se non si hanno prove certe)\u00a0<em>dell\u2019epigenetica<\/em>. Dunque una colpa chimica e biologica, che frammenta l\u2019umano in sintomi circoscritti, perdendone l\u2019unitariet\u00e0 olistica.<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">All\u2019esplosione del sostegno e dei corsi TFA<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come conseguenza della \u201cgrande malattia\u201d si \u00e8 avuto un enorme aumento della richiesta di \u201csostegno\u201d e quindi un enorme aumento di docenti di sostegno (nel 2020\/21 erano circa 200.000) con conseguente creazione di corsi TFA da parte dell\u2019universit\u00e0. Attualmente siamo all\u2019VIII ciclo di TFA con ben 28.986 posti attivati nelle universit\u00e0 italiane che ne traggono anche un grande giovamento dal punto di vista economico. In questi giorni \u00e8 poi uscito il bando per il IX ciclo che prevede ben 32.317 posti con universit\u00e0 che offrono persino 2500 posti (universit\u00e0 Link Campus) con costi che variano da 2500 a 4000 euro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019idea separativa dell\u2019inclusione: verso la grande isolazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, se i posti di sostegno sono triplicati in pochi anni, nulla si \u00e8 fatto per far crescere nell\u2019intero sistema docente la consapevolezza comunitaria dell\u2019inclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continua cos\u00ec Iosa:<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"padding-left: 40px;\">Anzi, c\u2019\u00e8 di peggio: si \u00e8 ormai consolidata l\u2019idea che \u00e8 l\u2019insegnante di sostegno sia l\u2019unica soluzione all\u2019inclusione dei disabili, che tocca a lui\/lei\u00a0<em>sapere\u00a0<\/em>e insieme\u00a0<em>saper fare<\/em>, accompagnati da circa 70.000 educatori (laureati triennali in pedagogia) dipendenti da cooperative sociali pagati ben sotto i 9 euro\/ora. Insomma l\u2019inclusione attuale ha un altro nome mitico e affannosamente richiesto dalle famiglie: la cosiddetta<strong><em>\u00a0copertura<\/em><\/strong>. Se non c\u2019\u00e8 la copertura di tutte le ore di frequenza scolastica la scuola rischia il tribunale, e soprattutto: se non c\u2019\u00e8 la copertura come fa il docente disciplinare a insegnare?<\/p>\n<p> <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"padding-left: 40px;\"><strong>Sta dilagando nelle nostre scuole\u00a0<em>un modello duale di scolarit\u00e0<\/em><\/strong>: si entra tutti dallo stesso portone, ma dove e con chi si fa scuola dipende dai certificati\u00a0 e dalle diagnosi, \u00a0dalle aule h, dalle teorie dei tanti \u201ctecnici\u201d con soluzioni spicce \u00a0se un bambino mena i compagni o si fa la cacca addosso.<br \/><strong>Come non vedere in questo mito della copertura l\u2019inizio di un nuovo modello di \u201cscolarit\u00e0 speciale\u201d?<br \/><\/strong>Una regressione triste \u00a0dall\u2019esperienza di inclusione cos\u00ec aperta e coraggiosa nata negli anni 70. D\u2019altra parte se tutti i bambini e ragazzi sono ormai\u00a0un problema a s\u00e9, non \u00e8 pi\u00f9 comodo dividere gli insegnanti ancora di pi\u00f9 per problema?<br \/>Infatti c\u2019\u00e8 di peggio. Anche nell\u2019area della cd \u201cdispersione\u201d, nell\u2019area dei cd NEET, nei diversi progetti del PNRR per migliorare la qualit\u00e0 degli esiti scolastici per tutti riducendo i fallimenti scolastici, emerge sempre di pi\u00f9\u00a0<strong><em>un\u2019idea separativa delle professioni<\/em><\/strong>: dai diversi tipi di tutor, ai progetti col volontariato sociale, ai santoni offerenti la ricetta salvifica.<\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, dalla azione per l\u2019inclusione, che dalla rivoluzionaria legge 517 del 1977 in avanti ha caratterizzato la scuola italiana, alla sua negazione mediante settorializzazione e, appunto isolazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per un\u2019inclusione comunitaria: tutti si occupano di tutti<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce qui l\u2019idea di proponenti la cattedra inclusiva per andare oltre un sistema doppio di operatori educativi: quelli detti del \u201ccurricolare\u201d&nbsp;che si occupano dei normali, e quello degli \u201cesperti coperti\u201d che si occupano di sfigati, disabili, poveri, stranieri, e cos\u00ec via. Carriere separate e funzioni separate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E presto persino classi separate, stando a quel che il <a href=\"https:\/\/www.tecnicadellascuola.it\/valditara-e-alla-sinistra-che-stanno-bene-le-classi-ghetto-non-a-noi-potenziamento-obbligatorio-con-docenti-formati\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ministro Valditara sta promettendo<\/a> ad esempio per gli studenti immigrati con le cosiddette sezioni di potenziamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco allora come Iosa presenta la proposta di Cattedra Inclusiva, con commoventi parole di passione democratica:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, \u00e8 doveroso da parte di chi crede come me che la scuola \u00e8&nbsp;inclusiva se tiene tutti insieme traendo da tutte le diversit\u00e0 un valore, spetta a noi \u201cinclusivi integrali\u201d ribellarci a questa deriva. L\u2019art. 3 della Costituzione ci chiede di \u201crimuovere gli ostacoli\u201d e l\u2019accomodamento ragionevole dell\u2019ONU ci chiede appunto la ragionevolezza del fare comunit\u00e0. La deriva che sta prendendo la scuola \u00e8 invece dolorosamente sempre pi\u00f9 isolante, di anno. &nbsp;<strong>\u00c8 necessaria una svolta radicale<\/strong>.<br>Per questo motivo, assieme ad un gruppo di amici senza alcun potere politico n\u00e9 professionale, brava gente che si \u00e8 occupata di inclusione dagli anni 70, ho partecipato con gioia alla costruzione di un progetto radicale di ricostruzione della professionalit\u00e0 docente inclusiva che ha come struttura fondante una semplice ed essenziale regola:&nbsp;<strong><em>tutti gli insegnanti si occupano di tutti i loro alunni\/student<\/em><\/strong>i.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la crisi dell\u2019inclusione di cui qui scrivo&nbsp;e la diffusa isolazione con le coperture \u00e8 conseguenza&nbsp;<em>del totale abbandono dei docenti<\/em>&nbsp;in genere alla formazione intensa e obbligatoria di una loro&nbsp;<em>effettiva competenza inclusiva<\/em>. Gran parte dei docenti italiani non ha alcuna competenza sostanziale sulle pratiche inclusive, sia che riguardino studenti con disabilit\u00e0, sia tutte le altre categorie umane e sociali che rischiano la dispersione e l\u2019abbandono.&nbsp; L\u2019abbiamo chiamata \u201c<strong>cattedra inclusiva<\/strong>\u201d, cio\u00e8 <strong>capace di superare la dicotomia disciplinare&nbsp;<em>versus<\/em>&nbsp;sostegno, cio\u00e8 una&nbsp;<em>competenza strutturale<\/em>&nbsp;necessaria per tutti e da diffondere oggi ben oltre la disabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne \u00e8 uscito perfino un disegno di legge. Sappiamo gi\u00e0 che sar\u00e0 molto difficile. Ma <strong>vogliamo seminare un pensiero radicale nuovo<\/strong>, partendo da quegli insegnanti e scuole che non si sono arrese alla delega ai sostegni solitari e agli esperti vari. In fondo la questione non riguarda la qualit\u00e0 educativa per una parte debole, ma tocca tutti i nostri bambini e ragazzi. Insomma non lo facciamo per bont\u00e0,&nbsp;ma per una questione di democrazia pedagogica reale<strong>. In una scuola in cui tutti siano utili agli altri. In cui crescendo insieme si diventa cittadini. Crescendo separati si diventa invece semplicemente e solo egoisti.<\/strong>&nbsp; \u00c8 dunque una questione pedagogica e insieme politica. Radicale, appunto, come fu negli anni 70 ai nostri giovanili inizi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La cattedra inclusiva: la proposta di legge<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul sito <a href=\"https:\/\/www.agenziaiura.it\/cattedra-inclusiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.agenziaiura.it\/cattedra-inclusiva\/<\/a> si trovano tutti i materiali riferiti alla proposta di legge, alle motivazioni, a come sostenerla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 9 aprile si \u00e8 poi tenuto a Roma un <a href=\"https:\/\/www.agenziaiura.it\/cattedra-inclusiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">importante convegno<\/a> di confronto e discussione sulle esperienze esistenti e sulle prospettive future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019art. 1 della proposta di legge dice gi\u00e0 tutto, in poche parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una rivoluzione. Ecco il testo:<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"padding-left: 40px;\"><em><strong>Art. 1 comma 1.<\/strong><\/em><\/p>\n<p> <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"padding-left: 40px;\"><em>1. Al fine di promuovere in ambito scolastico la valorizzazione delle differenze e delle potenzialit\u00e0 di ciascuno anche attraverso strategie organizzative volte a garantire la continuit\u00e0 educativa e didattica a favore di tutte le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti, nel rispetto del principio di autodeterminazione e nella prospettiva di una migliore qualit\u00e0 della vita, a decorrere dal sesto anno scolastico successivo all\u2019entrata in vigore della presente legge, <strong>nelle scuole di ogni ordine e grado tutti i docenti incaricati sui posti comuni effettuano una parte del loro orario con incarico su posto di sostegno, mentre tutti i docenti con incarico su posto di sostegno effettuano, anche nell\u2019ambito dell\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa dell\u2019istituto, una parte del loro orario su posto comune<\/strong>. Il presente comma non si applica ai docenti che abbiano raggiunto, al momento dell\u2019entrata in vigore della presente legge, l\u2019et\u00e0 anagrafica di anni sessanta o che abbiano maturato un\u2019anzianit\u00e0 di servizio di ruolo e pre-ruolo superiore ai venticinque anni, fatta salva diversa richiesta da parte degli stessi.<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una rivoluzione ma non solo per il sostegno quanto piuttosto per l\u2019intera scuola, l\u2019intera didattica e la totalit\u00e0 degli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una innovazione radicale e proprio per questo ogni giorno sempre pi\u00f9 necessaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sfide educative tra inclusione, isolazione, sostegno e innovazione. 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