{"id":1312,"date":"2024-05-11T10:54:00","date_gmt":"2024-05-11T10:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=1312"},"modified":"2026-10-11T13:20:18","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:18","slug":"intelligenza-artificiale-opere-darte-estetica-note-a-margine-al-parma360festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2024\/05\/11\/intelligenza-artificiale-opere-darte-estetica-note-a-margine-al-parma360festival\/","title":{"rendered":"Intelligenza Artificiale, Opere d\u2019Arte &amp; Estetica &#8211; Note a margine al Parma360festival"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ripartire da Benjamin?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura di Walter Benjamin<sup>1<\/sup> torna sempre pi\u00f9 spesso nel dibattito sull\u2019arte (e sull\u2019estetica) nel tempo dell\u2019intelligenza artificiale. E ci\u00f2 in primo luogo grazie ad un suo saggio del 1936 intitolato \u201c<em>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica<\/em>\u201d<sup>2<\/sup> che troviamo citato gi\u00e0 in apertura nell\u2019interessantissima mostra \u201c<a href=\"https:\/\/parma360festival.it\/etn\/lopera-darte-nellepoca-dellai\/\">L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca dell\u2019AI<\/a>\u201d proposta a Parma dal festival della creativit\u00e0 contemporanea (<a href=\"https:\/\/parma360festival.it\/\">Parma360festival<\/a>) emblematicamente intitolato <strong><em>Home Deus<\/em><\/strong><sup>3<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Benjamin<sup>4<\/sup>, nel testo del 1936, si interroga sul ruolo, sul senso e sulla funzione dell\u2019arte all\u2019interno della societ\u00e0 di massa. Ruolo che cambia a motivo dell\u2019apparire di forme artistiche, quali ad esempio il cinema e la fotografia, caratterizzate dal <strong><em>principio della riproducibilit\u00e0 tecnica<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che viene meno nel tempo della riproducibilit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che Benjamin chiama <strong>aura<\/strong><sup>5<\/sup>, ovvero il carattere individuale, la dimensione sacrale, l\u2019unicit\u00e0, il \u201c<em>qui ed ora<\/em>\u201d che connota un&#8217;originalit\u00e0 unica e irripetibile dell\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Ci\u00f2 che vien meno nell&#8217;epoca della riproducibilit\u00e0 tecnica \u00e8 l&#8217;\u00abaura\u00bb dell&#8217;opera d&#8217;arte. Il processo \u00e8 sintomatico; il suo significato rimanda al di l\u00e0 dell&#8217;ambito artistico. La tecnica della riproduzione, cos\u00ec si potrebbe formulare la cosa, sottrae il riprodotto all&#8217;ambito della tradizione. Moltiplicando la riproduzione, essa pone al posto di un evento unico una serie quantitativa di eventi. E permettendo alla riproduzione di venire incontro a colui che ne fruisce nella sua particolare situazione, attualizza il riprodotto. Entrambi i processi portano a un violento rivolgimento che investe ci\u00f2 che viene tramandato &#8211; a un rivolgimento della tradizione, che \u00e8 l&#8217;altra faccia della crisi attuale e dell&#8217;attuale rinnovamento dell&#8217;umanit\u00e0. Essi sono strettamente legati ai movimenti di massa dei nostri giorni. Il loro agente pi\u00f9 potente \u00e8 il cinema. Il suo significato sociale, anche nella sua forma pi\u00f9 positiva, e anzi proprio in essa, non \u00e8 pensabile senza quella distruttiva, catartica: la liquidazione del valore tradizionale dell&#8217;eredit\u00e0 culturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che l&#8217;opera d&#8217;arte fotografica e cinematografica non conosca la distinzione tra originale e copia obbliga cos\u00ec a rimettere in discussione le categorie estetiche: viene meno il principio di unicit\u00e0 e originalit\u00e0, viene trasformata la modalit\u00e0 percettiva, viene messo in discussione il concetto di autore e muta il rapporto tra arte e realt\u00e0. Ad esempio l&#8217;opera d&#8217;arte filmica, il suo essere effetto del montaggio e di altri artifici, rivela il carattere \u00abcostruito\u00bb della realt\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Moltiplicando la riproduzione al posto della sua presenza unica essa mette la sua presenza in massa E permettendo alla riproduzione di venire incontro al fruitore nella sua specifica situazione, essa attualizza ci\u00f2 che viene riprodotto. Entrambi questi processi portano ad un violento sconvolgimento di ci\u00f2 che viene tramandato: a uno sconvolgimento della tradizione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Nel corso di lunghi periodi storici, insieme al modo di esistere complessivo delle collettivit\u00e0 umane, si trasforma anche la modalit\u00e0 della loro percezione (\u2026). La percezione umana \u2013 il medium in cui essa si realizza \u2013 \u00e8 condizionato in non solo in senso naturale ma anche non senso storico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Ma nell\u2019istante in cui, nella produzione artistica, viene meno il criterio dell\u2019autenticit\u00e0, allora anche l\u2019intera funzione sociale dell\u2019arte si trasforma. Al posto della sua fondazione nel rituale si instaura la fondazione su un\u2019altra prassi, ossia il suo fondarsi sulla politica.<sup>6<\/sup><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riflessioni, quelle di Benjamin, che oggi interpellano e sfidano il significato dell\u2019arte al tempo dell\u2019intelligenza artificiale. Tempo in cui qualcuno, legittimamente, si chiede se si possa chiamare arte un prodotto in cui il prompt sostituisce il pennello.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"881\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image4-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1318\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image4-1.jpg 881w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image4-1-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image4-1-752x1024.jpg 752w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image4-1-768x1046.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 881px) 100vw, 881px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fare arte con l\u2019AI: il caso Edmond de Belamy<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teoricamente si pu\u00f2 discutere a lungo se l\u2019intelligenza artificiale possa effettivamente produrre opere d\u2019arte. Tuttavia, empiricamente, esistono gi\u00e0 lavori realizzati con l\u2019intelligenza artificiale che vengono trattati come opere d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo e pi\u00f9 famoso caso \u00e8 costituito dal dipinto&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Edmond_de_Belamy\">Edmond de Belamy<\/a>, un\u2019opera d\u2019arte realizzata dal collettivo parigino&nbsp;<a href=\"https:\/\/obvious-art.com\/\">Obvious<\/a>, che ha addestrato un\u2019AI in modo che potesse realizzare un quadro convincente, che nella sua forma finale porta in un angolo a destra la \u201cfirma\u201d dell\u2019autore, ovvero il codice dell\u2019algoritmo che ha generato l\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro \u00e8 stato battuto all\u2019asta da Christie\u2019s il 28 ottobre 2018 e venduto per circa 430 mila dollari.&nbsp;Il collettivo parigino avrebbe \u201caddestrato\u201d il sistema di AI con circa 15 mila dipinti realizzati tra il XIV e il XX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, ad esempio, negli Stati Uniti l\u2019ufficio per il copyright ha stabilito che l&#8217;opera di Jason Matthew Allen, generata grazie a Midjourney<sup>7<\/sup>, e intitolata \u00ab<em>Th\u00e9\u00e2tre D&#8217;Op\u00e9ra Spatial<\/em>\u00bb non possa essere protetta da copyright (si veda il <a href=\"https:\/\/www.cdt.ch\/lifestyle\/tecnologia\/lai-e-il-diritto-dautore-il-caso-theatre-dopera-spatial-326892\">link<\/a> e <a href=\"https:\/\/artslife.com\/2023\/02\/01\/larte-creata-dallintelligenza-artificiale-e-vera-arte\/\">link<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Arte automatica collettiva?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sito <strong>CarraroLab<\/strong> ha dedicato, a gennaio 2024, un interessante articolo (<a href=\"https:\/\/www.carraro-lab.com\/2024\/01\/01\/lartista-e-lintelligenza-artificiale\/\"><em>L\u2019artista e l\u2019intelligenza artificiale<\/em><\/a>) al tema AI e Arte presentando anche una rassegna dei numerosi artisti contemporanei che hanno abbracciato da tempo l\u2019intelligenza artificiale come strumento creativo esplorando nuove possibilit\u00e0 espressive e concettuali.<br>CarraroLab azzarda anche una definizione per dare un nome alle opere create dall\u2019intelligenza artificiale generativa, definendole forme d\u2019arte automatica collettiva.<br><strong>Automatica<\/strong>, in quanto evidentemente frutto di un automatismo, prodotta da un automa digitale, e non dall\u2019attivit\u00e0 psichica e corporea di un individuo.<br><strong>Collettiva<\/strong> in quanto la materia di cui \u00e8 fatta \u00e8 l\u2019immaginario collettivo, una smisurata banca dati di immagini create da milioni di individui.<br>La cosa interessante \u00e8 che l\u2019articolo ricorda che non siamo di fronte alla prima forma d\u2019arte automatica collettiva e a riprova cita diversi esempi.<br>Uno, emblematico, \u00e8 costituito dai \u201c<a href=\"https:\/\/www.carraro-lab.com\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Intelligenza-artificiale-e-inconscio-collettivo.jpg\"><em>cadaveri squisiti\u201d surrealisti<\/em><\/a><em>,<\/em> un gioco intellettuale che consiste nel creare un testo o un\u2019immagine con un lavoro di gruppo in cui per\u00f2 ogni partecipante ignora i contributi degli altri.<br>Altri esempi citati sono Paul Klee, i surrealisti, Salvator Dal\u00ec e il suo \u201c<em>metodo paranoico critico<\/em>\u201d sino a Keith Haring, che tuttavia non fonda il suo automatismo nell\u2019inconscio individuale ma, da uomo dell\u2019epoca dei mass media, sull\u2019inconscio collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continua CarraroLab:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Proprio il <strong>ruolo dell\u2019inconscio<\/strong>, dell\u2019automatismo, dell\u2019interazione creativa con un\u2019\u201d<strong>altra mente<\/strong>\u201d diversa dalla coscienza dell\u2019artista, \u00e8 quindi un tratto caratterizzante dell\u2019arte contemporanea, da cui possiamo trarre elementi utili per comprendere la fase attuale, in cui gli artisti interagiscono con un\u2019\u201daltra mente\u201d, anche in questo caso non individuale, in qualche modo interna all\u2019artista, ma collettiva, esterna a lui. Lo smisurato, da un uomo non intellegibile, database universale di immagini su cui si addestra l\u2019intelligenza artificiale, e da cui trae i contenuti, pu\u00f2 essere effettivamente definito \u201c<strong>inconscio collettivo<\/strong>\u201d. Anche gli opachi processi combinatori con cui l\u2019intelligenza funziona hanno delle analogie con il \u201c<strong>lavoro onirico<\/strong>\u201d con cui Sigmund Freud nel 1899 definisce il processo inconscio di generazione delle immagini nel sogno. \u00a0<strong>Per comprendere a fondo l\u2019essenza dell\u2019arte generativa non possiamo prescindere dal processo di generazione delle immagini compiuto dall\u2019intelligenza artificiale, dal suo rapporto con la realt\u00e0 e con l\u2019immaginazione, e confrontarlo con i processi di ideazione artistica moderni.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giova qui ricordare che proprio Walter Benjamin, 90 anni fa, parlava di \u201c<strong><em>inconscio ottico<\/em><\/strong>\u201d, disvelato dalla fotografia e dal cinema cos\u00ec come la psicanalisi disvela l\u2019inconscio pulsionale.<br>E, continuava, \u201c<em>tra i due tipi di inconscio, esistono legami strettissimi: i molteplici aspetti che l\u2019apparecchiatura di ripresa pu\u00f2 carpire della realt\u00e0 si collocano infatti, in gran parte, al di fuori del normale spettro delle percezioni sensoriali<\/em>\u201d<sup>8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"813\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1319\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image5.jpg 813w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image5-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image5-694x1024.jpg 694w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image5-768x1134.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 813px) 100vw, 813px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Uncanney valley<\/em> e il perturbante<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1970 il professore di robotica Masahiro Mori utilizz\u00f2 per la prima volta il concetto di <em>uncanney valley <\/em>per descrivere la reazione che un umano ha di fronte ad un robot umanoide con forti sembianze umane. Reazione emotiva che dapprima \u00e8 positiva ed empatica ma che poi, raggiunta una determinata soglia, si tramuta rapidamente in una forte repulsione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 sfuggito agli studiosi il fatto che <em>uncanney<\/em><sup>9<\/sup> sia il termine inglese che traduce il saggio di Sigmund Freud del 1919 intitolato \u201c<a href=\"https:\/\/www.freud.org.uk\/2019\/09\/18\/the-uncanny\/\">Il perturbante<\/a>\u201d, in tedesco <em>Das Unheimliche<\/em><sup>10<\/sup><em>, <\/em>ovvero \u201c<em>quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci \u00e8 noto da lungo tempo, a ci\u00f2 che ci \u00e8 familiare<\/em>\u201d. O anche: lo sgomento che si avverte quando una cosa \u2012 o una persona, un\u2019impressione, un fatto o una situazione \u2012 viene avvertita come <strong>familiare ed estranea allo stesso tempo<\/strong>, generando angoscia unita a una sgradevole sensazione di confusione ed estraneit\u00e0<sup>11<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha cos\u00ec buon gioco, oggi, il filosofo Federico Campagna che, nel testo emblematicamente titolato \u201c<a href=\"https:\/\/ignota.org\/blogs\/news\/a-sermon-for-the-parents-of-young-machines-by-federico-campagna-1\">Un sermone per i genitori di giovani macchine<\/a>\u201d, scrive \u201c<strong><em>forse, inconsapevolmente, l&#8217;orrore con cui spesso guardiamo agli scenari distopici in cui le macchine si emancipano potrebbe derivare dalla nostra cattiva coscienza quando guardiamo noi stessi<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Filippo Lorenzin, direttore artistico del Museum of Contemporary Digital Art (<a href=\"https:\/\/www.mocda.org\/\">MoCDA<\/a>), ha spiegato a <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/05\/29\/arte-intelligenza-artificiale\/\">Il Post<\/a> che il modello di DALL-E<sup>12<\/sup> \u201c<em>crea un cortocircuito nel nostro modo di intendere la creativit\u00e0<\/em>\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 perturbante non \u00e8 tanto il fatto che \u201c<em>l\u2019intelligenza artificiale calcola il risultato visivo del prompt testuale, bens\u00ec il fatto che sia proprio quello l\u00ec. Tra infinite possibili varianti, ha determinato una singola presentazione, suggerendo che per colori, stile, aspetto e articolazione sia la pi\u00f9 consona per mostrare ci\u00f2 che le \u00e8 stato richiesto<\/em>\u201d.<br>\u201c<em>Da una parte \u00e8 interessante perch\u00e9, come tutti i materiali calcolati da intelligenze artificiali, sono risultati creati sulla base delle preferenze e del background di coloro che l\u2019hanno programmata. Dall\u2019altra,<\/em> &#8211; continua &#8211; <em>\u00e8 prova di quanto unidimensionale sia l\u2019orizzonte estetico contemporaneo, dove stili, tecniche e soggetti perdono le connotazioni che li definiscono per diventare \u201ctag\u201d<\/em>\u201d, ovvero etichette che contengono le loro informazioni di base. In tal modo le intelligenze artificiali analizzano, catalogano, smontano e rimontano le opere che vengono loro assegnate, per poi rispondere ai prompt ricevuti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le questioni chiave nel rapporto AI\/arte<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vanna Santoni, in un interessante articolo pubblicato da Internazionale&nbsp; (<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/essenziale\/notizie\/vanni-santoni\/2023\/02\/17\/intelligenza-artificiale-arte\">Intelligenza artificiale e arte \u2013 Internazionale del 17\/02\/2023<\/a>) evidenzia tre questioni chiave del rapporto AI \/ arte<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" style=\"list-style-type:lower-alpha\">\n<li>l\u2019<strong>indistinguibilit\u00e0<\/strong>: un\u2019immagine di Midjourney \u00e8 gi\u00e0 in molti casi indistinguibile da quelle realizzate da un essere umano.<\/li>\n\n\n\n<li>I <strong>diritti d\u2019autore<\/strong>: di chi sono i diritti di un\u2019opera realizzata con AI?<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Chi \u00e8 l\u2019autore?<\/strong> Il <em>prompter<\/em>, ovvero cui che digita il testo di partenza e preme il tasto invio, \u00e8 un\u2019artista?<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si pu\u00f2 vedere si tratta di quesiti trasversali che riemergono in qualunque dibattito e discussione sull\u2019intelligenza artificiale e in particolare sula GenAI. E questo a prescindere, ad esempio, dalla pluralit\u00e0 di tipologia di \u201cartista\u201d cui fa riferimento Giulio Lughi<sup>13<\/sup> che distingue tra dilettanti, professionisti, artisti, istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segnalo qui anche le interessanti riflessioni di Maria Grazia Mattei<sup>14<\/sup> (critica d&#8217;arte e presidente di MEET, il centro internazionale di Cultura Digitale nato con il supporto di Fondazione Cariplo che promuove la tecnologia come una risorsa per la creativit\u00e0) che costituiscono ipotesi di risposta alle domande poste da Vanna Santoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lughi \u2013 rispondendo alla domanda \u201c<em>L\u2019Intelligenza Artificiale produce arte?\u201d<\/em> ammette per\u00f2 che forse occorre riconoscere che la domanda non ha molto senso, in quanto banalizza e generalizza un fenomeno molto pi\u00f9 complesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>La definizione dell\u2019arte, infatti, non dipende solo dalle caratteristiche tecniche dell\u2019opera d\u2019arte \u201cin s\u00e9\u201d, n\u00e9 dal punto di vista soggettivo dell\u2019autore\/artista; dipende anche e soprattutto dalla ricezione, cio\u00e8 dalla risposta estetica che suscita nel pubblico (e nel mercato), come pure dal contesto culturale in cui i processi di comunicazione artistica avvengono. (\u2026) Il mondo dell\u2019arte non \u00e8 un blocco unitario ma un universo ricco di articolazioni e sfaccettature, e l\u2019arte non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 metafisica fuori dallo spazio e dal tempo (secondo alcuni lo \u00e8) ma \u00e8 costituita da una serie di pratiche umane che si nutrono delle pi\u00f9 diverse esperienze concrete.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><em>Ecco perch\u00e9 chiedersi se l\u2019Intelligenza Artificiale produca arte \u00e8 una domanda troppo generale, anzi troppo generica, oltretutto fortemente condizionata dagli schemi interpretativi del passato (McLuhan definiva questo atteggiamento &#8220;<\/em>guidare guardando nello specchietto retrovisore<em>&#8220;): in momenti di transizione come questo, di fronte alla comparsa di una tecnologia dirompente, meglio muoversi pragmaticamente e valutare volta per volta l\u2019effettiva rilevanza estetica e socio-culturale di quelle che continuiamo a chiamare &#8211; per convenzione e comodit\u00e0, ma ben consapevoli della loro sfuggente identit\u00e0 &#8211; \u201copere d\u2019arte\u201d<sup>15<\/sup>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cambiare lo sguardo\u2026.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\">\u201cIl nostro periodo culturale \u00e8 caratterizzato da una scala di produzione e circolazione senza precedenti, nonch\u00e9 da un\u2019integrazione globale nella produzione, nella ricezione e nel riuso culturale. Le persone in tutto il mondo creano, condividono e interagiscono con miliardi di artefatti digitali ogni giorno. Abbiamo bisogno di nuovi metodi per vedere la cultura nella sua nuova scala, velocit\u00e0 e connettivit\u00e0, combinando approcci sia qualitativi sia quantitativi per rivelare la piena variabilit\u00e0 di questo nuovo ecosistema senza ridurlo a un mero insieme di categorie\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec scrive Lev Manovich in <em>Estetica dell\u2019intelligenza artificiale<\/em><sup>16<\/sup> e il curatore del volume &#8211; \u00a0Valentino Citrical\u00e0 &#8211; cos\u00ec commenta: \u201c<em>se, come \u00e8 noto, ogni domanda orienta gi\u00e0 la formulazione di una risposta, \u00e8 necessario iniziare a rivedere le domande di partenza\u201d <\/em>(pag.9).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u2026e chiedersi <em>chi \u00e8 questo umano<\/em> che si vuole nel loop\u2026.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosimo Accoto si caratterizza per sostenere proprio la necessit\u00e0 di cambiare sguardo per tentare di leggere in modo inedito l\u2019intelligenza artificiale intesa come <em>una provocazione di senso planetaria<\/em><sup>17<\/sup>. Infatti, continua Accoto, \u201c<em>se<\/em> <em>l\u2019AI non \u00e8 n\u00e9 prodotto n\u00e9 servizio, ma fabbrica, dobbiamo allargare la nostra prospettiva strategica oltre le metafore tradizionali\u201d.<\/em><br>E la metafora (consolatoria ed anestetizzante) che dovremmo forse iniziare ad abbandonare o perlomeno a problematizzare riguarda il concetto di <em>human in the loop<\/em>.<br>Con radicalit\u00e0 Accoto, allora, si chiede<sup>18<\/sup>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"tabulato_a_destra wp-block-paragraph\"><strong>Chi \u00e8, cos\u2019\u00e8, da dove viene e come si diviene questo fantomatico \u201cumano\u201d che tutti vorrebbero al centro, in controllo, nel giro?<\/strong> Si dice che abiti in maniera prepotente e supponente il pianeta Terra. I geografi e gli antropologi contemporanei interrogati faticano a trovarne traccia. Eppure c\u2019\u00e8: ma con quali modi di esistenza e di divenienza? Provocazione: <strong>che sia anch\u2019esso e esso stesso allora, in fondo, solo una \u2018<em>persona ficta\u2019<\/em><\/strong><sup>19<\/sup><strong>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La mostra di Parma: L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca dell\u2019AI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Curata da Chiara Canali,Rebecca Pedrazzi (autrice del fondamentale saggio \u201c<em>Futuri possibili. Scenari d\u2019arte e Intelligenza Artificiale<\/em>\u201d<sup>20<\/sup>) e Davide Sarchioni, la mostra \u201c<a href=\"https:\/\/parma360festival.it\/etn\/mostra-1\/\"><em>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca dell\u2019AI<\/em><\/a>\u201d sfida il visitatore e confrontarsi con i quesiti di fondo dell\u2019estetica e dell\u2019arte al tempo dell\u2019AI che ho cercato di riassumere in questo breve saggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso della mostra permette di incontrare le proposte di diversi artisti e artiste che interagendo con l\u2019intelligenza artificiale presentano opere davvero stupefacenti, curiose, affascinanti, <em>uncanney<\/em> e \u201cbellissime\u201d <em>(si potr\u00e0 ancora dire?).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra queste, ad esempio, la travolgente <em>Snow White Overdrive 2023, <\/em>unaComputer animation + AI di Max Papeschi con Michele-Ronchetti, che ha calamitato la mia attenzione e generato davvero enorme stupore e curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure progetti performativi e multimediali quali <em>HERbarium \u2013 Dancing with an AI<\/em> di Kamilia Kard, o Reformed A.I. n.13, installazione multimediale e polisensoriale, interattiva e sensibile al suono, con uso di IA, realizzata in 3D con Unreal Engine da Lino Strangis Reformed A.I. n.13.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi stupende immagini\/<em>ritratti <\/em>di donna che accompagnano questo articolo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Crea il tuo sogno\u2026.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, per chiudere, non posso che segnalare un\u2019opera molto particolare presente in mostra che ci permette di \u201cchiudere il cerchio\u201d del ragionamento sin qui svolto. Si tratta di un\u2019opera cosi composta:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"1196\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1322\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1.jpg 1200w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1-1024x1021.jpg 1024w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image1-1-768x765.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1<\/strong> &#8211; in una stanza \u00e8 posizionato un comodo letto con baldacchino e sul quale, a soffitto, \u00e8 collocato un enorme schermo video<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"853\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1323\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image2.jpg 853w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image2-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image2-728x1024.jpg 728w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image2-768x1080.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 853px) 100vw, 853px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2<\/strong> &#8211; Su un mobile di fronte \u00e8 posizionato un tablet dove \u00e8 richiesto di scrivere \/ descrivere il sogno che si desidera sognare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1082\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1324\" style=\"width:400px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image3.jpg 1082w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image3-271x300.jpg 271w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image3-923x1024.jpg 923w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/image3-768x852.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1082px) 100vw, 1082px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3<\/strong> &#8211; Scritto il testo ci pensa poi l\u2019intelligenza artificiale generativa a creare un \u201cvideo\u201d che il fruitore potr\u00e0 vedere stando disteso nel letto a baldacchino.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>\u2026perturbante, direbbe Freud\u2026 <\/em><\/strong>Insomma: una mostra imperdibile<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra si chiude il 19 maggio e nei due giorni precedenti (17 e 18) si tengono due importanti appuntamenti di riflessione e approfondimento. Il 17 maggio, al Palazzo del Governatore, tiene una <em>lectio magistralis<\/em> Derrick De Kerckhove mentre il giorno successivo \u00e8 previsto un convegno su Arte e AI con la presenza di moltissimi esperti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Info su <a href=\"https:\/\/parma360festival.it\/\">https:\/\/parma360festival.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca dell&#8217;intelligenza artificiale: riconsiderare il significato dell&#8217;arte. Rileggere il ruolo e il senso dell&#8217;arte ripartendo da Walter Benjamin.<br \/>\nParma360festival, creativit\u00e0 e AI: come il prompt si sostituisce al pennello.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":1327,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14,77],"tags":[149,150,151,152,153,154,155],"tipologia":[],"area-casco":[],"class_list":["post-1312","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione","category-societa","tag-ai","tag-arte","tag-innovazione","tag-intelligenza-artificiale","tag-openai","tag-parma360festival","tag-uncanny-valley"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1312"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1312\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1329,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1312\/revisions\/1329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1312"},{"taxonomy":"tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tipologia?post=1312"},{"taxonomy":"area-casco","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/area-casco?post=1312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}