{"id":1412,"date":"2024-10-27T12:42:16","date_gmt":"2024-10-27T12:42:16","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=1412"},"modified":"2026-10-11T13:20:18","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:18","slug":"new-social-literacies-educazione-e-vita-buona-nella-societa-postmediale-un-manifesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2024\/10\/27\/new-social-literacies-educazione-e-vita-buona-nella-societa-postmediale-un-manifesto\/","title":{"rendered":"NEW SOCIAL LITERACIES &#8211; Educazione e vita buona nella societ\u00e0 postmediale &#8211; Un manifesto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group manifestolesdit is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/phd-lesdit.eu\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">LESDIT PhD<\/a> &#8211; <em>Learning Sciences and Digital Technologies<\/em>\u00a0 \u00e8 un Corso di dottorato a livello nazionale, di cui \u00e8 coordinatore scientifico il prof. Pier Cesare Rivoltella dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dottorato in Scienze dell&#8217;apprendimento e tecnologie digitali prevede 3 curricula di ricerca ed \u00e8 realizzato dal 35 istituzioni universitarie e di alta formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un approccio interdisciplinare alle questioni educative che fa interagire educazione digitale, intelligenza artificiale, analisi dei dati, informatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 4 ottobre 2024 i docenti e i dottorandi del 38\u00b0 e 39\u00b0 ciclo hanno discusso, messo a punto e diffuso un manifesto che viene dal basso e che chiama alla riflettere sul rapporto tra educazione e digitale. ll titolo \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/new-social-literacies-educazione-e-id65e\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">NEW SOCIAL LITERACIES &#8211; Educazione e vita buona nella societ\u00e0 postmediale.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza \u00e8 la consapevolezza che nella realt\u00e0 aumentata in cui abitiamo i media non sono pi\u00f9 solo strumenti, ma il tessuto connettivo della nostra cultura e vita quotidiana. Questo pone nuove sfide che richiedono un ripensamento profondo del concetto di Media Literacy.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa propone il Manifesto LESDIT?<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Un nuovo sistema di competenze necessario in una societ\u00e0 postmediale.<\/li>\n\n\n\n<li>La promozione di un&#8217;educazione etica e inclusiva.<\/li>\n\n\n\n<li>Un impegno verso la diversit\u00e0 culturale, la lotta alla disinformazione e l&#8217;attivismo digitale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Manifesto da portare all&#8217;attenzione pubblica, attraverso dibattiti e confronto per resistere alle facili semplificazioni che preferiscono scegliere divieti e proibizioni piuttosto che mettere al centro l&#8217;educazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019adesione di Casco Learning<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Casco Learning condivide pienamente le riflessioni e le proposte contenute nel Manifesto. Si tratta delle idee chiave su cui lavoriamo e che costituiscono le indicazioni da cui partiamo per progettare inostri interventi formativi ed educativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Casco Learning Center \u00e8 poi l\u2019esatta concretizzazione dell\u2019azione n. 5 indicata dal Manifesto (<em>Creazione di Hub Digitali per l\u2019Innovazione Sociale<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo Casco Learning si impegna nella diffusione del Manifesto e nella sua implementazione nei percorsi educativi e nei dibattiti e confronti pubblici realizzati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per aderire e portare insieme questa visione nelle scuole, nelle comunit\u00e0 e nei media e social media \u00e8 possibile firmare la petizione <a href=\"https:\/\/chng.it\/8nKrntW2r9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/chng.it\/8nKrntW2r9<\/a><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aluisi Tosolini<\/em><br><em>Coordinatore Scientifico Casco Learning<\/em><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">NEW SOCIAL LITERACIES, Educazione e vita buona nella societ\u00e0 postmediale<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4 ottobre 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in un\u2019epoca postmediale. Significa che i <strong>media<\/strong> non sono pi\u00f9 presenze riconoscibili e proprio per questo isolabili, ma <strong>realt\u00e0 pervasive<\/strong> che sono entrate <strong>negli oggetti di consumo<\/strong> (Internet of Things, IoT) e che abitano le <strong>nostre pratiche individuali e sociali<\/strong>. Il risultato \u00e8 una realt\u00e0 aumentata, in cui il fisico e il digitale sono di fatto integrati. <strong>I media<\/strong> \u2013 non pi\u00f9 semplicemente strumenti e solo in parte ambienti \u2013 <strong>sono il tessuto connettivo<\/strong> del nostro vivere, <strong>la pelle della nostra cultura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa presenza dei media nelle nostre vite \u2013 resa ancora pi\u00f9 pervasiva dalla <strong>datificazione<\/strong> e dagli sviluppi dell\u2019<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong> \u2013 lancia sfide importanti all\u2019educazione e richiede una <strong>nuova sensibilit\u00e0<\/strong> e nuove soluzioni per una <strong>Media Literacy<\/strong>al passo con i tempi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfida della conoscenza<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una prima sfida riguarda la conoscenza. Viviamo un vero e proprio <strong>diluvio di informazioni<\/strong>con il problema di non poterle abbracciare con uno sguardo totalizzante: <strong>il nostro punto<\/strong> di <strong>vista<\/strong> \u00e8 sempre limitato, necessita di <strong>aggiornamento costante<\/strong>, si fissa su acquisizioni che invecchiano con grande rapidit\u00e0. Queste <strong>informazioni<\/strong>sono sempre pi\u00f9 <strong>autoreferenziali<\/strong>, <strong>lontane dalla realt\u00e0 cui si riferiscono<\/strong>, o addirittura <strong>generate artificialmente<\/strong>: vagliarne la veridicit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile e rischia di mettere in crisi gli strumenti tradizionali dell\u2019analisi. L\u2019avvento dell\u2019I<strong>A generativa<\/strong> sollecita una <strong>riflessione<\/strong> sulla relazione che articola <strong>insieme dati, informazioni e conoscenze<\/strong>. Il ruolo del mercato e della politica \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro, come il rischio di sviluppare un\u2019immagine del mondo ideologicamente orientata e tendente all\u2019imposizione di un pensiero unico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfida etica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una seconda sfida riguarda l\u2019etica, o meglio la <strong>razionalit\u00e0 pratica<\/strong>. La societ\u00e0 della tecnica \u00e8 costituita da <strong>un\u2019ambiguit\u00e0 strutturale<\/strong>. I media non sono n\u00e9 buoni n\u00e9 cattivi; la loro natura \u00e8 quella del <em><strong>pharmakon<\/strong><\/em><strong>,<\/strong>allo stesso tempo <strong>veleno e rimedio<\/strong>, come gi\u00e0 <strong>Platone<\/strong> aveva colto. Accettare e imparare a vivere stare <strong>nell\u2019ambiguit\u00e0 intrinseca<\/strong>dei media e dei nuovi strumenti di espansione della conoscenza diviene dunque il nuovo imperativo categorico.&nbsp; Il modo per farlo \u00e8 agire <strong>scelte consapevoli nell\u2019utilizzo della tecnologia<\/strong> e <strong>sensibilizzare<\/strong> la <strong>comunit\u00e0 all\u2019utilizzo informato e consapevole<\/strong>, promuovendone le numerose potenzialit\u00e0 e sottolineando la necessit\u00e0 di valutarne criticamente gli impatti. Questa apertura alla comunit\u00e0 \u00e8 fondamentale perch\u00e9 <strong>conferisce alla scelta individuale<\/strong> <strong>un effetto sociale<\/strong>: l\u2019etica torna a essere giustamente il risvolto individuale della politica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfida del futuro<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza sfida riguarda il futuro, la nostra <strong>capacit\u00e0 di immaginare il futuro<\/strong> e di farlo non necessariamente in termini apocalittici ma sulla scorta di <strong>una speranza che non sia cieca<\/strong>. Siamo in un\u2019epoca di <strong>grandi trasformazioni<\/strong> che chiede una <strong>riflessione<\/strong> sul sistema in cui l\u2019uomo si misura in relazione all\u2019ambiente e alla tecnologia. L\u2019IA, il processo di datificazione e la piattaformizzazione della comunicazione influenzano profondamente la nostra vita quotidiana sollevando preoccupazioni riguardo alla privacy, alla sicurezza, all&#8217;autonomia individuale, alla sostenibilit\u00e0. Si tratta di <strong>sviluppare forme di resistenza civile<\/strong> attraverso <strong>educazione e formazione<\/strong>, creare <strong>comunit\u00e0 di ricerca<\/strong> in grado di uscire dalle <strong>narrazioni dominanti<\/strong> utilizzando <strong>immaginazione e pensiero critico<\/strong>, creare le condizioni per armonizzare il <strong>noi e la tecnologia, da non intendere come altro da noi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Verso un nuovo sistema di competenze (New Literacies)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste sfide impongono di ripensare la Media Literacy nelle sue declinazioni. La nostra <strong>proposta<\/strong>si pu\u00f2 riassumere <strong>in tre punti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Superare le facili semplificazioni<\/strong> che animano il dibattito pubblico in tema di media e che si traducono in <strong>scelte censorie,<\/strong> <strong>normative,<\/strong> lontanissime <strong>dal significato dell\u2019educazione<\/strong>. <strong>Vietare l\u2019uso dei dispositivi digitali<\/strong> in classe significa <strong>non avere compreso la cultura dei media;<\/strong> demonizzare i dispositivi significa <strong>non accettare le proprie responsabilit\u00e0 di adulti<\/strong>trovando in essi un gigantesco alibi; pretendere l\u2019accesso allo smartphone del proprio figlio fino ai sedici anni \u00e8 oltre che una violazione dei suoi diritti anche e soprattutto una gravissima mancanza di fiducia nei suoi confronti. <strong>L\u2019educazione \u00e8 un rischio calcolato<\/strong> la cui <strong>base \u00e8 la fiducia<\/strong>: senza rischio e senza fiducia non ci pu\u00f2 essere educazione. Siamo convinti che<strong>il problema<\/strong>della nostra societ\u00e0 <strong>siamo noi adult<\/strong>i: riconoscerlo \u00e8 il primo passo per stringere un nuovo patto con le nuove generazioni, fatto di relazioni autentiche e non di controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Passare dall\u2019idea della Media Literacy alla prospettiva plurale di un sistema di competenze<\/strong><strong> <\/strong>(<strong>New Literacies<\/strong>) in grado di far fronte alle sfide della societ\u00e0 postmediale. Di questo sistema di competenze fanno parte la <strong>Information Literacy<\/strong>(cercare, avvalorare criticamente, archiviare, gestire e condividere informazioni), la <strong>Data Literacy<\/strong>(gestire e usare dati), la <strong>AI Literacy<\/strong> (sviluppare cultura dell\u2019Intelligenza Artificiale dal punto di vista dei linguaggi, del pensiero critico, della responsabilit\u00e0, dell\u2019espressivit\u00e0 creativa), la <strong>Environmental Literacy<\/strong> (sviluppare sensibilit\u00e0 per la sostenibilit\u00e0 anche digitale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. Promuovere un\u2019idea sociale di queste Literacies (New Social Literacies<\/strong>) capace di tener conto <strong>della frammentazione<\/strong>in atto nella societ\u00e0 della<strong>\u201ctrasparenza\u201d<\/strong> per promuovere comportamenti di resistenza. Attraverso la comprensione e l\u2019uso critico dei media, le persone diventano <strong>partecipanti attivi delle dinamiche sociali e culturali,<\/strong> piuttosto che semplici spettatori o consumatori passivi. Questo significa <strong>creare comunit\u00e0<\/strong> capaci di interagire in modo consapevole con l&#8217;informazione e di partecipare attivamente alla costruzione del discorso pubblico. In questo senso, le <strong>New Social Literacies<\/strong> si trasformano in un motore di inclusione sociale, promuovendo la partecipazione di gruppi tradizionalmente esclusi dal dibattito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le cinque azioni per cambiare prospettiva<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa proponiamo? I<strong>l cambio di prospettiva<\/strong> cui abbiamo fatto cenno prende corpo in alcune proposte che rappresentano la parte operativa di questo <strong>manifesto<\/strong>. Sono cinque azioni che consegniamo al dibattito pubblico, all\u2019iniziativa dei soggetti, alla sensibilit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Integrare le New Social Literacies nel curricolo di scuola<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generare lo spazio per un\u2019<strong>educazione ai media,<\/strong> <strong>ai dati, all\u2019IA<\/strong> nei <strong>curricoli scolastici<\/strong> gi\u00e0 a partire dalle <strong>scuole primarie<\/strong>, estendendo l&#8217;offerta formativa anche alle comunit\u00e0 locali, alle famiglie e ai contesti informali. In questo modo sar\u00e0 possibile recepire la Raccomandazione della <strong>Comunit\u00e0 Europea del dicembre 2006<\/strong> sulla Media Literacy in scuola.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Promuovere l\u2019Attivismo Digitale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenere <strong>l&#8217;attivismo digitale e il \u201ccivic engagement\u201d<\/strong> attraverso i media, utilizzando campagne di sensibilizzazione che sfruttino la potenza dei social network. Creare spazi di <strong>dibattito pubblico<\/strong> sui media digitali dove i cittadini possano condividere esperienze personali, discutere soluzioni a problemi sociali e sostenere cause importanti. Offrire <strong>formazione ai giovani e agli adulti<\/strong> su come usare i <strong>social media<\/strong>per mobilitare la comunit\u00e0, organizzare eventi e azioni di protesta pacifica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Combattere la Disinformazione e Promuovere l\u2019Educazione ai Dati<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Implementare iniziative di <strong>educazione alla verifica delle fonti (fact-checking)<\/strong> e alla <strong>gestione dei dati<\/strong> per contrastare la <strong>disinformazione<\/strong> e favorire un uso corretto delle informazioni nei media. Creare <strong>toolkit digitali<\/strong> per aiutare i cittadini a riconoscere e contrastare le <strong>fake news<\/strong>, con linee guida su come verificare la veridicit\u00e0 delle informazioni. Sviluppare <strong>partnership con i principali media<\/strong> e <strong>piattaforme digitali<\/strong> per promuovere contenuti affidabili e combattere la diffusione della disinformazione. Inserire corsi sulla gestione dei dati e l\u2019alfabetizzazione digitale nelle universit\u00e0, per formare i giovani a un uso consapevole delle tecnologie di informazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Sostenere la Diversit\u00e0 Culturale e la Rappresentazione Inclusiva<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Promuovere la <strong>diversit\u00e0 culturale<\/strong>e la <strong>rappresentazione inclusiva nei media,<\/strong> incentivando la creazione di contenuti che diano voce a comunit\u00e0 emarginate o poco rappresentate. <strong>Finanziare film, documentari, serie web e podcast<\/strong>che rappresentino varie identit\u00e0 culturali, etniche, di genere e sociali. <strong>Collaborare con media locali e nazionali<\/strong> per migliorare la rappresentazione di comunit\u00e0 marginalizzate, con attenzione particolare a <strong>minoranze etniche, gruppi LGBTQ+, donne e persone con disabilit\u00e0<\/strong>. Promuovere contenuti creativi che sfidino <strong>stereotipi e pregiudizi<\/strong>, utilizzando piattaforme come YouTube, Instagram e TikTok per raggiungere un vasto pubblico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5. Creazione di Hub Digitali per l\u2019Innovazione Sociale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenere la creazione di <strong>terzi spazi<\/strong> dove i cittadini possano collaborare allo sviluppo di soluzioni innovative per problemi sociali utilizzando<strong>i media digitali<\/strong>. Pensiamo a centri di <strong>innovazione sociale<\/strong> che offrano accesso a strumenti <strong>tecnologici<\/strong>(come stampanti 3D, software di produzione multimediale) e spazi per la collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste idee e questo programma di azione si compendia nell\u2019idea di <strong>Resistenza<\/strong>intesa come l&#8217;atteggiamento di mobilitazione permanente e la pratica critica volta a sfidare, interrogare e, se necessario, opporsi all&#8217;integrazione acritica e incontrollata delle tecnologie digitali e dell&#8217;intelligenza artificiale nell&#8217;educazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Resistenza, cos\u00ec intesa, ha per noi almeno quattro accezioni.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Resistenza Critica.<\/strong><strong> <\/strong>\u00c8 la capacit\u00e0 di mantenere uno sguardo attento e consapevole sui potenziali rischi e sugli effetti collaterali dell&#8217;adozione delle tecnologie, con particolare attenzione a mettere in discussione l&#8217;idea che gli strumenti digitali siano neutri e a insistere sull\u2019importanza che l&#8217;educazione continui a coltivare valori umani, come la creativit\u00e0, l&#8217;empatia, la riflessione critica e l\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Resistenza Pedagogica.<\/strong><strong> <\/strong>Significa focalizzarsi sulla scelta consapevole di metodi didattici che non si lascino determinare dalle logiche di efficienza e standardizzazione imposte dalle tecnologie (fallacia omeopatica), ma che valorizzino la diversit\u00e0 delle esperienze di apprendimento integrandole.Questo comporta di sostenere un modello di insegnamento che coinvolga gli studenti in processi di co-creazione del sapere e promuovere la libert\u00e0 di scegliere quali tecnologie adottare e come integrarle nel proprio percorso educativo, evitando l&#8217;imposizione di strumenti standardizzati che limitino la creativit\u00e0 didattica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. Resistenza Etica.<\/strong><strong> <\/strong>Difendere i diritti degli studenti e degli educatori in un contesto in cui i dati personali e le informazioni sensibili sono sempre pi\u00f9 esposti \u00e8 di fondamentale importanza come resistere a qualsiasi forma di discriminazione o disuguaglianza generata dall&#8217;uso di tecnologie che potrebbero favorire alcuni gruppi a discapito di altri, assicurando che l&#8217;educazione rimanga uno spazio di equit\u00e0 e inclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. Resistenza Culturale.<\/strong><strong> <\/strong>Ci rifiutiamo di ridurre la cultura e l&#8217;apprendimento a un insieme di dati e processi quantificabili. Occorre riconoscere e promuovere le specificit\u00e0 culturali, linguistiche e storiche di ciascun contesto educativo, resistendo alla tendenza a uniformare l&#8217;educazione secondo modelli globalizzati e digitalizzati o al potere di narrazioni univoche imposte dalle piattaforme digitali globali, promuovendo una pluralit\u00e0 di voci e prospettive nel discorso educativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un manifesto che evidenzia l&#8217;importanza della diversit\u00e0 culturale e della resistenza critica all&#8217;integrazione incontrollata della tecnologia nell&#8217;educazione, spingendo per un dibattito pubblico costruttivo.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":1414,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14,77],"tags":[166,167,151,165,164],"tipologia":[],"area-casco":[545],"class_list":["post-1412","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione","category-societa","tag-educazione","tag-futuro","tag-innovazione","tag-manifesto","tag-societa","area-casco-edu"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1412"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1456,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1412\/revisions\/1456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1414"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1412"},{"taxonomy":"tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tipologia?post=1412"},{"taxonomy":"area-casco","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/area-casco?post=1412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}