{"id":2337,"date":"2025-05-29T10:00:00","date_gmt":"2025-05-29T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=2337"},"modified":"2025-12-04T20:14:53","modified_gmt":"2025-12-04T18:14:53","slug":"cosa-significa-essere-umani-il-cervello-il-corpo-e-la-relazione-secondo-vittorio-gallese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/05\/29\/cosa-significa-essere-umani-il-cervello-il-corpo-e-la-relazione-secondo-vittorio-gallese\/","title":{"rendered":"Cosa significa essere umani? Il cervello, il corpo e la relazione secondo Vittorio Gallese"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00abCosa significa essere umani?\u00bb, si interrogano il neuroscienziato Vittorio Gallese e lo studioso Ugo Morelli nel loro libro pubblicato da Raffaello Cortina.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una domanda quanto mai attuale, soprattutto oggi, quando la tecnologia \u2013 dall\u2019intelligenza artificiale alla robotica \u2013 sembra voler riprodurre in ogni aspetto l\u2019essere umano.<br>Eppure, secondo Gallese \u2013 tra i protagonisti della scoperta dei neuroni specchio, che ha rivoluzionato il modo di intendere il nostro cervello \u2013 non \u00e8 la tecnologia a minacciare l\u2019umanit\u00e0. Anzi, la tecnologia \u00e8 parte integrante dell\u2019essere umano.<br>Il futuro, allora, non \u00e8 qualcosa da temere, ma \u00e8 ancora tutto da costruire, a partire da ci\u00f2 che ci rende profondamente umani: la capacit\u00e0 di entrare in relazione con gli altri, di provare empatia, di riconoscerci parte di un intreccio di connessioni che comprende anche il mondo naturale.<br>Di questi temi si \u00e8 discusso gioved\u00ec 22 maggio al Festival LIBERaVOCE, organizzato dalle Biblioteche del Comune di Parma all\u2019interno del Patto per la Lettura, durante l\u2019incontro tra Gallese e Aluisi Tosolini, filosofo dell\u2019educazione. Un dialogo ricco di stimoli e interrogativi, come quello evocato nel titolo del libro, perch\u00e9 \u2013 sottolinea Gallese \u2013 \u00abquello che anima la scienza non sono le risposte, ma le domande\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La centralit\u00e0 del corpo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Gallese, mente e corpo non sono separabili. Emozioni, sensazioni, pensiero: tutto prende forma nel corpo. \u00c8 attraverso il corpo che apprendiamo, comunichiamo e persino pensiamo. Il linguaggio ci distingue dagli altri animali, ma \u00e8 il corpo a radicarlo nella nostra esperienza.<br>\u00abGrazie al linguaggio siamo gli unici animali dotati di coscienza \u2013 afferma Gallese \u2013 e gli unici a cui non basta il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8. Tutti gli animali modificano il proprio ambiente, ma noi andiamo oltre: creiamo mondi paralleli\u00bb.<br>La nostra natura corporea \u00e8 universale, ed \u00e8 attraverso di essa che entriamo in relazione con il mondo e gli attribuiamo significato. \u00c8 proprio questa corporeit\u00e0 condivisa che rende possibile la relazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cablati per essere sociali<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon siamo individui, ma co-individui\u00bb, afferma Gallese, richiamando un neologismo dell\u2019antropologo Francesco Remotti. L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 un punto di partenza, ma il frutto di una storia relazionale. Ognuno di noi \u00e8 unico, ma questa unicit\u00e0 \u00e8 generata dalla relazione. Senza relazione non esiste il soggetto, non esiste l\u2019individuo: siamo co-individui.<br>Una verit\u00e0 che si manifesta fin da prima della nascita. Uno studio condotto nel 2011 da Gallese insieme a Umberto Castiello ha osservato il comportamento dei feti gemelli, rilevando che i loro movimenti sono pi\u00f9 controllati quando diretti verso l\u2019altro gemello, come se si trattasse di carezze. Il risultato? \u00abSiamo cablati per essere sociali\u00bb.<br>Al centro di tutto c\u2019\u00e8 l\u2019empatia: la capacit\u00e0 di \u201csentire con\u201d l\u2019altro. Per Gallese, l\u2019empatia non \u00e8 solo un fatto culturale o morale, ma innanzitutto neurobiologico: \u00abSiamo come strumenti a corda: se pizzichi una corda, quella accanto vibra. Cos\u00ec risuoniamo gli uni con gli altri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oltre l\u2019antropocentrismo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Gallese, \u00e8 tempo di superare l\u2019idea che l\u2019essere umano occupi una posizione al vertice della piramide della natura. Questo non significa negare la sua unicit\u00e0, ma piuttosto restituirlo al flusso della natura. \u00abNon possiamo pensare l\u2019uomo come il significato unico del mondo \u2013 dice \u2013 il che non vuol dire non riconoscere la sua grandezza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Curiosi per natura<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 la scuola, che per Gallese deve tornare a essere un luogo di scoperta, non solo di trasmissione di nozioni.<br>\u00abI due momenti pi\u00f9 significativi del nostro sistema educativo \u2013 afferma \u2013 sono la scuola dell\u2019infanzia e il dottorato di ricerca. Perch\u00e9, pi\u00f9 che riempire di contenuti, stimolano curiosit\u00e0 e creativit\u00e0. La curiosit\u00e0 \u00e8 la cifra dell\u2019umano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Oltre la paura della tecnologia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle caratteristiche distintive dell\u2019essere umano, secondo Gallese, \u00e8 la sua capacit\u00e0 di trasformarsi. La tecnologia non rappresenta una minaccia per l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 parte di ci\u00f2 che siamo. Ci definiamo <em>homo sapiens<\/em>, ma potremmo altrettanto definirci <em>homo technicus<\/em>. \u00abL\u2019umanesimo non contaminato dalla tecnologia non esiste. &#8211; afferma &#8211; Se c\u2019\u00e8 qualcosa che caratterizza l\u2019umano \u00e8 proprio la tecnologia: dal fuoco allo smartphone, lo sviluppo tecnico \u00e8 continuo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la serata in Biblioteca Civica, incalzato dalle domande di Aluisi Tosolini, il neuroscienziato ha affrontato anche il tema delle paure e delle previsioni apocalittiche che accompagnano ogni nuova tecnologia. Un tema centrale anche in un\u2019altra sua opera, <em>Oltre la tecnofobia \u2013 Il digitale dalle neuroscienze all\u2019educazione<\/em>, scritta insieme a Stefano Moriggi e Pier Cesare Rivoltella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMolte cose che leggo sulla regolamentazione delle nuove tecnologie e sulle giovani generazioni sono baggianate. Definire il telefonino come origine di tutti i mali dei nostri adolescenti \u00e8 un tipico esempio di capro espiatorio: serve solo ad autoassolversi come societ\u00e0, che corre sempre pi\u00f9 veloce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l\u2019intelligenza artificiale generativa, Gallese ne riconosce le enormi potenzialit\u00e0, ma anche i rischi: \u00abPoich\u00e9 in qualche modo ci asseconda, pu\u00f2 instillare una modalit\u00e0 di relazione accondiscendente, che poi non troviamo nella realt\u00e0, tra persone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa metafora giusta \u00e8 quella del farmaco: &#8211; sottolinea il neuroscienziato &#8211; ogni tecnologia, come ogni farmaco, ha una duplicit\u00e0, tra opportunit\u00e0 di crescita e rischi. Siamo a un bivio: possiamo utilizzare questa tecnologia come opportunit\u00e0 di sviluppo, oppure esserne usati. La tecnologia \u00e8 umana. Il futuro non \u00e8 scritto, \u00e8 da scrivere e non da temere\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Neuroscienza, empatia e corpo: Vittorio Gallese ci guida in un viaggio profondo su cosa ci rende umani, tra relazioni, tecnologia e identit\u00e0 condivisa, oltre la paura del futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":43,"featured_media":2338,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[18,77],"tags":[320,322,321,210,324,323],"class_list":["post-2337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-neuroscienze","category-societa","tag-corpo","tag-empatia","tag-identita","tag-neuroscienze","tag-relazione","tag-tecnologia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/43"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2337"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2339,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337\/revisions\/2339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}