{"id":2577,"date":"2025-10-09T18:00:36","date_gmt":"2025-10-09T16:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=2577"},"modified":"2026-10-11T13:20:16","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:16","slug":"raccontare-gaza-ai-nostri-ragazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/10\/09\/raccontare-gaza-ai-nostri-ragazzi\/","title":{"rendered":"Raccontare Gaza ai nostri ragazzi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S. alza la mano in classe e sembra avere una domanda urgente:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abPossiamo fare una lezione su Gaza?\u00bb<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente, penso d\u2019istinto. Ma subito dopo una parte di me si irrigidisce. Me l\u2019aspettavo, forse la temevo. Quanto \u00e8 giusto parlare di attualit\u00e0 storica nelle nostre aule, e nelle nostre case con i nostri figli?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sempre cercato di mantenere una certa riservatezza in famiglia quando si tratta di politica: l\u2019idea di poter influenzare mia figlia in questo campo mi disturba. Mi piacerebbe che fosse lei, liberamente, a farsi un\u2019idea del mondo. Ma quando mi ha chiesto che cosa significhi \u201cGaza\u201d e, soprattutto, perch\u00e9 a scuola non se ne parli, ho capito che il silenzio non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opzione. Penso anche alla difficolt\u00e0 di una madre e di un padre che si trovano a raccontare Gaza a bambini pi\u00f9 piccoli, come si pu\u00f2 rappresentare l\u2019orrore con tinte cos\u00ec fosche? D\u2019altronde sarebbe ormai urgente inserire almeno un\u2019ora di educazione alla pace in ogni scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una soglia oltre la quale non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 sottrarre alla riflessione, n\u00e9 al confronto. Certo, ogni educatore deve mantenere un alone di equilibrio e di rispetto, ma qui non si tratta di neutralit\u00e0. Come scrive Alessandro Baricco nel suo ultimo contributo, \u201c<strong>Gaza \u00e8 divenuta molto di pi\u00f9 che una situazione geopolitica<\/strong>&nbsp;su cui prendere posizione: oggi \u00e8 il nome di un certo modo di stare al mondo\u201d, un prisma attraverso cui guardare le fratture del mondo e il modo in cui le raccontiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco il punto: il miracolo dei giovani nelle piazze di questi giorni sta proprio qui. Ci chiedono di fermarci, di cambiare narrazione, di ridefinire i paradigmi. Molti amici in questi giorni mi hanno riferito la stessa frase: \u201cc\u2019erano molti giovani e giovanissimi in piazza, come non si vedeva da tempo\u201d, quasi a stupirsi di una riappropriazione significativa dello spazio pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 vero che i ragazzi si disinteressano alla politica: al contrario, <strong>vogliono la politica con la \u201cP\u201d maiuscola<\/strong>, quella che mette al centro la giustizia, la dignit\u00e0, la cura del mondo. Solo che non la trovano pi\u00f9 nei linguaggi e nelle forme che noi adulti continuiamo a ripetere loro. Inoltre, l\u2019inondazione prodotta da un\u2019informazione mirata a legittimare la guerra come ente ontologico e l\u2019hate speech come unico canale politico di dialogo confonde parecchio i pi\u00f9 giovani. Viviamo in un tempo in cui lo Stato, che nell\u2019accezione aristotelica dovrebbe mirare alla felicit\u00e0 dei cittadini, fatica persino ad assicurare i diritti di base \u2014 nella sanit\u00e0, nella scuola, nel lavoro. Eppure, i giovani continuano a chiedere spazi di senso, luoghi in cui la partecipazione non sia solo testimonianza, ma costruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando spesso con i ragazzi avverto forte anche questa sensazione Non bastano pi\u00f9 solo i cortei, <strong>servono nuove forme di partecipazione<\/strong>. Oggi i giovani chiedono una politica che si costruisca <strong>nel dialogo e non nello scontro<\/strong>, attraverso <strong>nuove forme di partecipazione<\/strong> come i <em>debate<\/em>, i <em>fishbowl<\/em>, i <em>world caf\u00e9,<\/em> dibattiti dove si impara ad ascoltare opinioni diverse, gli <em>hackathon sociali<\/em> e i progetti di <em>service learning, <\/em><em>laboratori in cui si progettano soluzioni per la comunit\u00e0<\/em>: esperienze che trasformano la discussione in ascolto, la protesta in proposta e la cittadinanza in un esercizio quotidiano di responsabilit\u00e0 condivisa. Sono pratiche che educano alla complessit\u00e0, che spingono a ragionare, a capire le ragioni dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle piazze di Gaza di questi giorni molti giovani ci restituiscono anche un altro messaggio molto forte che non ha coordinate solo geografiche: non si limitano pi\u00f9 a subire un mondo in cui sono considerati principalmente <strong>clienti o consumatori<\/strong>. Rifiutano il modello ipercapitalista che riduce la vita a mercato e profitto, e cominciano a immaginare <strong>scenari alternativi<\/strong>, in cui il senso della vita non si misura solo in beni materiali. Cercano forme di esistenza <strong>socialmente diverse<\/strong>, in cui il lavoro, la cultura, la relazione e la cura del bene comune diventano parte integrante di un progetto di vita. Come suggerisce <strong>John Dewey<\/strong>, l\u2019educazione e la partecipazione attiva non servono solo a formare cittadini informati, ma a creare individui capaci di contribuire al miglioramento concreto della societ\u00e0, immaginando modelli di vita e comunit\u00e0 pi\u00f9 equi e sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, in classe o a casa, <strong>parlare di Gaza<\/strong> dovrebbe essere un esercizio di ascolto e di metodo e di contenuti. Si pu\u00f2 partire dai fatti \u2014 dalle mappe, dalla storia, dalle voci di chi vive il conflitto \u2014 per poi passare alle emozioni, alle domande, alle paure.<br>L\u2019obiettivo \u00e8 <strong>insegnare a comprendere cosa succede quando la ragione si perde<\/strong>. Far vedere come le parole costruiscono il mondo, come ogni narrazione pu\u00f2 essere parziale, e come il compito dell\u2019educazione sia quello di aprire finestre, non chiuderle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Educare alla parola, oggi, significa educare alla responsabilit\u00e0: scegliere le parole giuste per non ferire, per capire, per costruire un linguaggio politico nuovo, capace di includere e non di escludere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse la lezione su Gaza si pu\u00f2 davvero fare \u2014 e anzi, si deve fare.<br>Non sar\u00e0 solo una lezione di storia o di geopolitica, ma una <strong>lezione di umanit\u00e0, la humanitas che contraddistingueva gli antichi.<\/strong> Un momento in cui adulti e ragazzi si siedono allo stesso tavolo per provare a capire insieme il mondo, senza paura delle domande difficili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare di Gaza a scuola non \u00e8 solo affrontare un tema geopolitico, ma un\u2019occasione per educare alla pace, all\u2019ascolto e alla responsabilit\u00e0 condivisa tra adulti e giovani.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2580,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[15,77],"tags":[373,166,335,229,232,159,374],"tipologia":[],"area-casco":[545],"class_list":["post-2577","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-apprendimento","category-societa","tag-dialogo","tag-educazione","tag-educazione-alla-pace","tag-giovani","tag-pace","tag-scuola","tag-umanita","area-casco-edu"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2577"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2583,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2577\/revisions\/2583"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2577"},{"taxonomy":"tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tipologia?post=2577"},{"taxonomy":"area-casco","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/area-casco?post=2577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}