{"id":2791,"date":"2025-10-23T17:41:08","date_gmt":"2025-10-23T15:41:08","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=2791"},"modified":"2026-10-11T13:20:16","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:16","slug":"intelligenza-artificiale-in-classe-unalleata-per-linclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/10\/23\/intelligenza-artificiale-in-classe-unalleata-per-linclusione\/","title":{"rendered":"Intelligenza Artificiale in classe: un&#8217;alleata per l&#8217;inclusione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;intelligenza artificiale (AI) sta rapidamente trasformando il panorama educativo e pu\u00f2 essere\u00a0<strong>un&#8217;alleata\u00a0<\/strong>per creare aule pi\u00f9 inclusive, dove non lasciare indietro nessuno. Questa trasformazione \u00e8 stata discussa in dettaglio nel webinar \u201c<em>Inclusive Learning through AI<\/em>\u201d organizzato dallo <a href=\"https:\/\/www.sern.eu\/\">Sweden Emilia-Romagna Network (SERN)<\/a>, che si \u00e8 svolto il 6 ottobre 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera grande sfida che gli educatori affrontano quotidianamente riguarda la&nbsp;<strong>diversit\u00e0 in classe<\/strong>. La domanda cruciale \u00e8: \u201ccome pu\u00f2 un insegnante soddisfare le esigenze uniche di ogni studente?\u201d. In una classe di 20-25 ragazzi, diventa estremamente difficile fornire a ciascuno esattamente ci\u00f2 di cui ha bisogno. La composizione delle classi \u00e8 un &#8220;mondo a s\u00e9,&#8221; un mix di studenti con background, abilit\u00e0 e necessit\u00e0 diversissime: c&#8217;\u00e8 chi ha difficolt\u00e0 di apprendimento, chi sta ancora imparando la lingua locale, o chi, essendo un genio in una materia, rischia di annoiarsi. \u00c8 chiaro che l&#8217;approccio didattico basato sulla &#8220;lezione taglia unica&#8221; non funziona o funziona solo per pochi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il caso svedese<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere la dimensione di questo fenomeno, ecco i dati provenienti da Link\u00f6ping, in Svezia, presentati da Eric H\u00e4ngerson e Oscar Hanson, rappresentanti del dipartimento di istruzione della citt\u00e0. In questo Comune, il\u00a0<strong>13% degli studenti non parla svedese come prima lingua<\/strong>, e il dato sorprendente \u00e8 che nelle scuole locali si parlano ben\u00a0<strong>50 lingue madri diverse<\/strong>. Di fronte a una realt\u00e0 cos\u00ec complessa, \u00e8 inevitabile che un modello di insegnamento tradizionale entri in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo contesto che l&#8217;AI entra in gioco, non per sostituire gli insegnanti, ma come&nbsp;<strong>un assistente&nbsp;<\/strong><strong>per personalizzare i contenuti per gli studenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Link\u00f6ping sono gi\u00e0 in uso strumenti come\u00a0<strong>Google Workspace e Gemini<\/strong>\u00a0nella didattica quotidiana. Il Comune ha condotto sperimentazioni con insegnanti e dirigenti scolastici, e i risultati positivi ottenuti hanno portato all&#8217;investimento in\u00a0<strong>Gemini Education per tutti i 6.000 membri del personale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema \u00e8 attuale: il&nbsp;<strong>40% dei quindicenni svedesi<\/strong>&nbsp;usa gi\u00e0 l&#8217;intelligenza artificiale, spesso in autonomia a casa, senza la supervisione di un adulto o di un insegnante. La tecnologia \u00e8 gi\u00e0 nelle mani degli studenti, e la scuola ha il dovere di insegnare a questo 40% a usarla bene, preparando al contempo il restante 60% al mondo che li aspetta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;AI per l&#8217;inclusione: esempi pratici<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica, l&#8217;AI agisce come un catalizzatore della personalizzazione. Un esempio concreto? l&#8217;insegnante prende un testo di fisica, lo fornisce all&#8217;AI chiedendole di renderlo pi\u00f9 chiaro, oppure di tradurlo in arabo per uno studente appena arrivato, o infine crea un piccolo quiz basato sul testo. Queste operazioni oggi si realizzano con una velocit\u00e0 che prima era impensabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come sottolineato dagli educatori di Link\u00f6ping,\u00a0<strong>&#8220;L&#8217;AI non \u00e8 un sostituto, \u00e8 un potenziatore&#8221;<\/strong>. \u00c8 paragonabile ad un assistente che si occupa della gestione delle\u00a0<strong>parti pi\u00f9 meccaniche del lavoro<\/strong>, liberando tempo prezioso ed energie mentali per l&#8217;insegnante. Questo tempo recuperato permette al docente di dedicarsi esclusivamente a ci\u00f2 che solo un essere umano pu\u00f2 fare:\u00a0<strong>creare relazioni, motivare e ispirare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche gli studenti possono creare materiali e immagini originali per i loro progetti, o utilizzare l&#8217;AI come un&nbsp;<strong>compagno di studi personale<\/strong>, una sorta di tutor che li aiuta a ripassare (ad esempio, creando&nbsp;<em>flash card<\/em>), senza mai fornire la soluzione pronta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;approccio complementare: formazione e umanit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla Svezia ci si sposta in Italia, a Parma, dove l&#8217;approccio, pur diverso, \u00e8 perfettamente complementare. L&#8217;esperienza \u00e8 stata presentata da <a href=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/author\/ivano-stella\/\">Ivano Stella<\/a> di CASCO Learning. A Parma si \u00e8 compreso che la tecnologia rappresenta solo uno strumento, ovvero met\u00e0 della soluzione;\u00a0<strong>l&#8217;altra met\u00e0, la pi\u00f9 importante, \u00e8 rappresentata dalle persone<\/strong>. Per questo motivo, il focus principale \u00e8 posto sulla\u00a0<strong>formazione degli insegnanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ivano Stella, formatore e facilitatore di progetti, appassionato di tecnologia e del suo impatto sociale, ha evidenziato il contributo dell&#8217;AI nel rendere l&#8217;istruzione pi\u00f9 inclusiva, fornendo esempi di traduzione in tempo reale e apprendimento personalizzato, in particolare per gli studenti con&nbsp;<strong>bisogni educativi speciali e disturbi dell&#8217;apprendimento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 per\u00f2 sufficiente dotare le scuole di tablet o software; \u00e8 cruciale spiegare come funziona l&#8217;AI, analizzare i rischi etici e, soprattutto, insegnare come usarla in modo creativo per rendere la didattica pi\u00f9 inclusiva. Si tratta di dare potere agli educatori. Ivano Stella \u00e8 stato affiancato da Marcello Scaravella, digital maker e architetto, e Michelle Mazzotti, psicologa e pedagogista, entrambi di CASCO Learning, che hanno illustrato le potenzialit\u00e0 dell&#8217;AI a beneficio sia degli studenti che degli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per raggiungere questo obiettivo, \u00e8 stato creato un\u00a0<strong>ecosistema collaborativo<\/strong>, una rete che unisce scuole, associazioni, aziende, psicologi e pedagogisti. L&#8217;obiettivo \u00e8 costruire insieme metodi di insegnamento che siano innovativi, ma sempre e comunque centrati sulla persona. Da qui l&#8217;appello ai docenti a unirsi in questa \u201cbattaglia\u201d per rendere la scuola pi\u00f9 inclusiva e creare un impatto sociale significativo, con l&#8217;invito a restare informati e a seguire iniziative e futuri eventi su questo tema.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le competenze chiave per l&#8217;uso responsabile dell&#8217;AI e il ruolo del docente<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettendo insieme le esperienze di Svezia e Italia emerge un modello chiaro per l&#8217;utilizzo responsabile dell&#8217;AI in ambito scolastico. Per gli educatori svedesi, sono tre le competenze chiave che ogni studente deve assolutamente sviluppare nell&#8217;era digitale:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Autonomia (Agency):<\/strong>\u00a0la capacit\u00e0 di essere al comando e di non subire passivamente la tecnologia, usando l&#8217;intelligenza artificiale come\u00a0<strong>utenti attivi<\/strong>, e non &#8220;consumatori pigri di risposte&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pensiero Critico:<\/strong>\u00a0poich\u00e9 l&#8217;AI non \u00e8 un oracolo infallibile, pu\u00f2 sbagliare o presentare dei pregiudizi. Gli studenti devono imparare a porsi domande, verificare le fonti e giudicare se l&#8217;informazione ricevuta \u00e8 valida e ragionevole.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Responsabilit\u00e0:<\/strong>\u00a0Questa \u00e8 la conseguenza diretta delle prime due. Avendo il controllo e sapendo analizzare criticamente, si diventa responsabili di ci\u00f2 che si produce con l&#8217;AI e di come la si utilizza.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta solo di adottare un nuovo software, ma di ripensare completamente il modo di insegnare e di apprendere. Se l&#8217;intelligenza artificiale si assume il compito di personalizzare le lezioni, correggere i compiti e tradurre, si apre una riflessione cruciale sul nuovo\u00a0<strong>ruolo insostituibile del docente<\/strong>, che resta<strong>\u00a0<\/strong>una guida essenziale che insegna quelle\u00a0<strong>competenze trasversali, umane, che nessuna macchina potr\u00e0 mai replicare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le esperienze concrete in Svezia e in Italia. L&#8217;intelligenza artificiale pu\u00f2 essere un potente assistente in classe, occupandosi della gestione delle\u00a0parti pi\u00f9 meccaniche del lavoro, liberando tempo prezioso per l&#8217;insegnante, che rimane guida essenziale per gli studenti. <\/p>\n","protected":false},"author":43,"featured_media":2794,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[149,156,166,173,152,159],"tipologia":[],"area-casco":[545],"class_list":["post-2791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione","tag-ai","tag-didattica-innovativa","tag-educazione","tag-inclusione","tag-intelligenza-artificiale","tag-scuola","area-casco-edu"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/43"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2791"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2799,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2791\/revisions\/2799"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2794"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2791"},{"taxonomy":"tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tipologia?post=2791"},{"taxonomy":"area-casco","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/area-casco?post=2791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}