{"id":2880,"date":"2025-11-17T14:20:29","date_gmt":"2025-11-17T12:20:29","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=2880"},"modified":"2025-12-04T20:14:52","modified_gmt":"2025-12-04T18:14:52","slug":"senza-filtri-noi-e-gli-adolescenti-nellatlante-dellinfanzia-2025-di-save-the-children","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/11\/17\/senza-filtri-noi-e-gli-adolescenti-nellatlante-dellinfanzia-2025-di-save-the-children\/","title":{"rendered":"\u201cSenza filtri\u201d: noi e gli adolescenti nell&#8217;Atlante dell\u2019infanzia 2025 di Save the Children"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019infanzia e l\u2019adolescenza tra solitudine digitale, disuguaglianze e nuove responsabilit\u00e0 educative<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>Atlante dell\u2019Infanzia (a rischio) in Italia 2025<\/strong> di <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/xvi-atlante-dell-infanzia-a-rischio-senza-filtri\">Save The Children<\/a>, significativamente intitolato <em>Senza filtri<\/em>, propone un\u2019analisi densa e multilivello della condizione dei minori in Italia, mettendo in luce la tensione crescente tra <strong>opportunit\u00e0 digitali<\/strong> e <strong>vulnerabilit\u00e0 educative<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro che emerge \u00e8 quello di una generazione esposta a un flusso continuo di stimoli, informazioni, immagini e contenuti che spesso impattano sulla costruzione dell\u2019identit\u00e0 in modi profondi, rapidi e non mediatizzati dagli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei passaggi pi\u00f9 rilevanti riguarda la crescente presenza di contenuti violenti e inappropriati nel percorso digitale di bambini e adolescenti. Il report documenta che <strong>quasi un terzo dei ragazzi tra 11 e 13 anni ha visto contenuti violenti<\/strong>, percentuale che si mantiene elevata (21%) anche tra i 14-17enni .<br>Accanto a questo fenomeno emergono esposizioni preoccupanti: <strong>il 16% dei preadolescenti si imbatte in contenuti sessuali<\/strong>, <strong>il 14% in materiali discriminatori<\/strong>, <strong>il 10% in temi legati all\u2019autolesionismo<\/strong>, e <strong>il 7,8% in contenuti che trattano l\u2019uso di armi o comportamenti illegali<\/strong> .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dati che raccontano una generazione costretta a confrontarsi precocemente con un immaginario adulto, spesso violento, e quasi sempre privo di contestualizzazione critica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ci\u00f2 si aggiunge una seconda dinamica: non solo i contenuti a cui si \u00e8 esposti, ma la <strong>continuit\u00e0 dell\u2019esposizione<\/strong> stessa. L\u2019Atlante registra come tra i bambini di <strong>0-6 anni<\/strong> vi sia un numero crescente di \u201cprime volte digitali\u201d. Il <strong>51%<\/strong> accede stabilmente a contenuti multimediali, il <strong>27%<\/strong> utilizza frequentemente applicazioni, il <strong>17%<\/strong> naviga in autonomia e il <strong>13%<\/strong> utilizza regolarmente piattaforme video come YouTube .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo quadro digitale si intreccia con una trasformazione pi\u00f9 ampia delle relazioni familiari. Durante il periodo pandemico, il report ha analizzato il tempo<strong> dei genitori<\/strong> e osservato che la presenza dei figli all\u2019interno delle narrazioni quotidiane \u00e8 scesa dal 30% al 19% nel giro di due anni, un dato che segnala una riduzione del tempo condiviso e del dialogo intergenerazionale spontaneo .<br>Un indicatore che riflette pressioni lavorative, stress, riorganizzazione dei ritmi domestici e un aumento del ricorso agli schermi come soluzione immediata di intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso tempo, aumentano i rischi legati alla <strong>sovraesposizione delle immagini dei minori online<\/strong>. In Italia, il <strong>43% delle informazioni personali pubblicate sui bambini dai genitori<\/strong> permette \u2013 secondo quanto riportato dal report \u2013 un\u2019identificazione diretta del minore attraverso nome, cognome, scuola o altri riferimenti sensibili .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta del fenomeno noto come <em><a href=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/2025\/09\/18\/sharenting-quando-condividere-la-vita-dei-figli-diventa-un-rischio\/\">sharenting<\/a><\/em>, che pu\u00f2 generare effetti imprevisti: perdita del controllo della propria immagine digitale, rischi di diffusione impropria, violazioni della privacy, costruzioni identitarie mediate dallo sguardo altrui sin dalla primissima et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"862\" height=\"682\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/senza-filtri.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2883\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/senza-filtri.png 862w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/senza-filtri-300x237.png 300w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/senza-filtri-768x608.png 768w\" sizes=\"(max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel viaggio che l\u2019Atlante dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza compie dentro le fragilit\u00e0 contemporanee, il <strong>corpo<\/strong> emerge come uno dei territori pi\u00f9 esposti e vulnerabili dell\u2019esperienza adolescenziale. \u00c8 attraverso il corpo che ragazzi e ragazze cercano riconoscimento, appartenenza, approvazione; ma \u00e8 attraverso il corpo che, sempre pi\u00f9 spesso, passano anche ansia, precariet\u00e0 emotiva, senso del fallimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Atlante descrive un paesaggio mutato: i social network hanno trasformato il corpo in un <strong>display permanente<\/strong>, uno spazio da modellare, esibire, confrontare. Il fenomeno dei <strong>selfie<\/strong>, ad esempio, non \u00e8 soltanto una pratica quotidiana, ma una sorta di grammatica emotiva con cui gli adolescenti cercano conferme immediate. Il selfie non condiviso \u2014 quello usato per controllare capelli, pelle, abiti prima di uscire \u2014 \u00e8 diventato un gesto rituale, un modo per verificare la propria \u201caccettabilit\u00e0\u201d sociale, come raccontano gli stessi giovani coinvolti nel report. Questa ricerca continua di un\u2019immagine \u201cadeguata\u201d si inserisce in un contesto in cui il corpo \u00e8 costantemente sotto osservazione. Le trasformazioni fisiche naturali dell\u2019adolescenza, un tempo esplorate con pudore e talvolta confusione, oggi si intrecciano con modelli estetici irraggiungibili, filtri di perfezione e algoritmi che selezionano contenuti sempre pi\u00f9 omogenei, generando un confronto incessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 un <strong>conflitto crescente con la propria immagine<\/strong>. Nel 2023, secondo i dati riportati dall\u2019Atlante, il <strong>44,1% degli adolescenti si dichiara insoddisfatto del proprio corpo<\/strong>, mentre il <strong>58% ha difficolt\u00e0 a mostrarlo<\/strong> e l\u201984% considera il controllo alimentare uno strumento utile per migliorare l\u2019estetica corporea, con una prevalenza netta tra le ragazze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una pressione estetica che non si limita al trucco o all\u2019abbigliamento, ma coinvolge pratiche pi\u00f9 invasive: alcuni adolescenti ricorrono a filtri sempre pi\u00f9 sofisticati, fino a non riconoscersi pi\u00f9, mentre altri inseguono \u201cchallenge\u201d fisiche pericolose come l\u2019<em>Arc de Triomphe<\/em>, il <em>Bikini Bridge<\/em> o la <em>Collarbone Challenge<\/em>, esempi di un <strong>ipercontrollo corporeo che spaventa genitori e terapeuti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <a href=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/2025\/05\/27\/ragazzi-di-vita-il-corpo-assente-in-educazione\/\">corpo<\/a>, dunque, diventa un campo di battaglia: aspirazioni estetiche, insicurezze, bisogni di approvazione e fragilit\u00e0 interiori si intrecciano. \u00c8 significativo che per il <strong>65% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni il pi\u00f9 grande desiderio per il futuro sia \u201cstare bene con il proprio corpo\u201d<\/strong>, pi\u00f9 della stabilit\u00e0 economica o della riuscita scolastica, come riporta un\u2019indagine citata dall\u2019Atlante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto al tema dell\u2019immagine, si osservano con crescente preoccupazione fenomeni pi\u00f9 complessi, come l\u2019<strong>autolesionismo<\/strong>, descritto dagli esperti intervistati nel report come un tentativo di ristabilire un confine, una \u201cpelle che contiene\u201d quando la tensione interna diventa troppo elevata. Il corpo, in questi casi, \u00e8 il luogo attraverso cui si esprimono emozioni non mentalizzate, non pensabili, che trovano nel taglio una forma di linguaggio e di richiesta implicita di contenimento adulto. La fragilit\u00e0 dell\u2019immagine corporea si lega anche all\u2019uso crescente di <strong>psicofarmaci<\/strong>, soprattutto senza prescrizione medica. L\u2019Atlante registra dati di particolare rilievo: <strong>510 mila adolescenti (21%) tra i 15 e i 19 anni hanno assunto almeno una volta psicofarmaci senza prescrizione<\/strong>, con una forte differenza di genere \u2014 16,3% tra le ragazze e 7,5% tra i ragazzi nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le tipologie pi\u00f9 utilizzate emergono farmaci per rilassarsi o favorire il sonno (8,4%), seguiti da quelli per l\u2019umore, l\u2019attenzione o il controllo del peso, quest\u2019ultimo con valori tripli per le adolescenti rispetto ai coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a queste forme di vulnerabilit\u00e0 digitale, l\u2019Atlante ricorda come <strong>la povert\u00e0 educativa<\/strong> continui a rappresentare una frattura strutturale nel nostro Paese. Oltre <strong>1,3 milioni di minori<\/strong> vivono in condizioni di povert\u00e0 assoluta, mentre quasi il <strong>20%<\/strong> abita in luoghi privi di spazi culturali, sportivi o ricreativi facilmente accessibili. A livello territoriale persistono differenze nette: aree dove la scuola \u00e8 presidio fondamentale, ma dove mancano biblioteche, centri giovani, trasporti adeguati, e perfino spazi pubblici curati e sicuri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro si completa con i dati sugli adolescenti pi\u00f9 grandi: tra i 14 e i 17 anni, <strong>uno su tre riferisce di sentirsi spesso solo<\/strong>, una condizione che trova rispondenza nell\u2019aumento dei casi di ansia, stress scolastico e difficolt\u00e0 emotive segnalate da insegnanti e operatori dell\u2019infanzia. Questi elementi compongono una narrazione coerente: l\u2019adolescenza contemporanea \u00e8 attraversata da fragilit\u00e0 che non sono solo individuali, ma strutturali, e che riguardano tanto gli ambienti fisici quanto quelli digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, la scuola si conferma non soltanto luogo di apprendimento, ma spazio di socializzazione e presidio di benessere. L\u2019Atlante sottolinea come gli studenti cerchino adulti capaci di \u201cvedere oltre il voto\u201d, di interpretare il disagio non come mancanza di impegno ma come segnale di una complessit\u00e0 pi\u00f9 ampia, e di costruire contesti educativi in cui l\u2019errore sia parte del processo e non marchio identitario. Da qui si delinea una direzione di intervento: non solo proteggere i minori, ma <strong>rendere leggibile il loro mondo<\/strong>, accompagnarli nella comprensione delle dinamiche digitali, sostenerli nella formazione emotiva e relazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019educazione all\u2019<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong> diventa parte integrante di questa missione.<br>Come ricorda l\u2019Atlante, l\u2019AI rappresenta una delle sfide educative decisive: pu\u00f2 amplificare la creativit\u00e0 e supportare l&#8217;apprendimento, ma pu\u00f2 anche consolidare stereotipi, produrre dipendenze, alimentare bias cognitivi e ridurre lo spazio dell\u2019esplorazione personale se usata senza consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, una formazione critica all\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 un accessorio tecnologico, bens\u00ec una nuova alfabetizzazione democratica. Significa aiutare i giovani a capire perch\u00e9 un algoritmo suggerisce certi contenuti, come funzionano i meccanismi di amplificazione, come riconoscere una manipolazione, come distinguere il supporto alla scrittura dalla delega totale del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il quadro complesso delineato dall\u2019Atlante, emergono con chiarezza anche <strong>dimensioni di resilienza<\/strong>, luoghi e pratiche che continuano a rappresentare per gli adolescenti vere e proprie <strong>ancore di benessere<\/strong>. Nel panorama spesso saturo di pressioni estetiche e tensioni emotive, la cultura, la lettura e lo sport si configurano come spazi in cui il corpo e la mente possono abitare forme pi\u00f9 armoniose di presenza e di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Atlante mostra come, nonostante la pervasivit\u00e0 dello smartphone, molti ragazzi trovino nella <strong>lettura<\/strong> una via per rallentare, concentrarsi, immaginare. La sezione <em>Leggere &amp; Scrivere<\/em> restituisce il ritratto di adolescenti che, pur immersi nel digitale, si \u201cperdono nei libri\u201d, riscoprendo il piacere del silenzio, delle storie e della riflessione personale. Sono spazi interiori che contrastano l\u2019immediatezza dei social e permettono di costruire una propria voce, un proprio linguaggio, non filtrati da algoritmi o metriche di gradimento. Accanto alle pagine, anche il <strong>movimento<\/strong> conserva un ruolo fondamentale. Lo sport, nelle sue forme individuali e soprattutto collettive, rappresenta per molti ragazzi un territorio di riconnessione positiva con il corpo \u2014 non quello performante o estetizzato dei social, ma quello che sente, corre, fatica, ride. L\u2019Atlante racconta come esperienze all\u2019aria aperta, campi estivi, percorsi di gruppo in natura abbiano ritrovato slancio nel post pandemia, diventando antidoti concreti all\u2019isolamento e all\u2019iperconnessione. Sono luoghi in cui il corpo smette di essere un\u2019immagine da valutare e torna a essere <strong>una presenza viva<\/strong>, capace di relazione, gioco, appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cultura, in senso ampio, appare anch\u2019essa come un vettore di speranza. Laboratori artistici come quello descritto nell\u2019Atlante \u2014 un percorso di esplorazione dell\u2019immagine corporea condotto con gli studenti di un liceo artistico \u2014 mostrano quanto i ragazzi siano capaci di generare bellezza, creativit\u00e0 e pensiero complesso quando trovano <strong>spazi sicuri, non giudicanti, condivisi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quelle ore passate scalzi a disegnare, scrivere, muoversi liberamente, emerge una rappresentazione plurale e autentica del s\u00e9, lontana dalle distorsioni dei filtri digitali e vicina a un corpo vissuto, abitato, riconosciuto. Sono esperienze che ricordano come gli adolescenti non siano definibili soltanto attraverso fragilit\u00e0 o criticit\u00e0. L\u2019Atlante invita a guardare alle <strong>risorse<\/strong>: la loro capacit\u00e0 di immaginare, di trasformare, di intrecciare relazioni significative quando trovano adulti e contesti capaci di ascoltare senza giudicare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati dell\u2019Atlante mostrano anche un altro punto essenziale: <strong>la generazione attuale non chiede protezioni, ma presenze<\/strong>. Entra ed esce dai social con leggerezza solo apparente, ma chiede spazi reali dove sentirsi riconosciuta; attraversa ambienti urbani frammentati, ma cerca luoghi dove immaginare collettivamente; usa tecnologie avanzate, ma ha bisogno di adulti capaci di dare un senso al loro uso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, le politiche educative non possono limitarsi all\u2019emergenza, ma devono abbracciare una prospettiva sistemica: rafforzare le relazioni scolastiche, sostenere le famiglie nella gestione della vita digitale, riqualificare spazi urbani, creare comunit\u00e0 educanti diffuse, rendere l\u2019AI un alleato e non un sostituto della crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile rispondere alla sfida posta dal titolo dell\u2019Atlante: trasformare un \u201crischio senza filtri\u201d in un <strong>cammino con guide competenti<\/strong>, con adulti presenti, con legami significativi e con strumenti critici adeguati ad abitare un mondo\u2014fisico e digitale\u2014che richiede ogni giorno pi\u00f9 consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;Atlante si pu\u00f2 scaricare a questo link: <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/xvi-atlante-dell-infanzia-a-rischio-senza-filtri\">https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/xvi-atlante-dell-infanzia-a-rischio-senza-filtri<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Atlante dell\u2019Infanzia 2025 di Save The Children racconta la condizione degli adolescenti in Italia, tra solitudine digitale, disuguaglianze e nuove responsabilit\u00e0 educative<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2884,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[77],"tags":[205,149,320,206,337,327,353,408],"class_list":["post-2880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-adolescenti","tag-ai","tag-corpo","tag-digitale","tag-infanzia","tag-save-the-children","tag-social","tag-solitudine"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2880"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2891,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2880\/revisions\/2891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}