{"id":2900,"date":"2025-11-23T10:00:25","date_gmt":"2025-11-23T08:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/?p=2900"},"modified":"2026-10-11T13:20:15","modified_gmt":"2026-10-11T11:20:15","slug":"maurizio-ferraris-la-pelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/11\/23\/maurizio-ferraris-la-pelle\/","title":{"rendered":"Maurizio Ferraris &#8211; La Pelle"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Mulino, 2025<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>La pelle. Che cosa significa pensare nell&#8217;epoca dell&#8217;intelligenza artificiale<\/strong><br>Che cosa differenzia l\u2019essere umano dall\u2019automa e dall\u2019intelligenza artificiale? La volont\u00e0, l\u2019essere un corpo, il desiderio. E la morte, che ci rende unici.<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una recensione di Aluisi Tosolini<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"444\" height=\"690\" src=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ferraris-la-pelle.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2902\" style=\"width:270px\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ferraris-la-pelle.jpg 444w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ferraris-la-pelle-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volume di Maurizio Ferraris, <strong><em>La pelle. Che cosa significa pensare nell&#8217;epoca dell&#8217;intelligenza artificiale<\/em><\/strong>, (<a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815391315\">Il Mulino, 2025<\/a>) &nbsp;si presenta come un saggio decisamente ambizioso. A fine lettura, infatti, ci si domanda se Ferraris abbia voluto tentare di mettere a sistema tutte le riflessioni degli ultimi anni, ovvero di elaborare una teoria \u201ccompleta\u201d, ampia, che affronta non un aspetto o un settore della realt\u00e0 ma tenta di abbracciare quanta pi\u00f9 realt\u00e0 gli \u00e8 possibile (quello che un tempo in filosofia si chiamava, appunto, <em>sistema<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il punto di partenza \u00e8 proprio l\u2019autonoma Pinocchio che non solo appare in copertina ma anche nelle prime righe del testo. Ferraris, del resto, ha pi\u00f9 e pi\u00f9 volte utilizzato nella sua ricerca la figura di Pinocchio, anche, ad esempio, nel testo del 2021 <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858145661\"><em>Documanit\u00e0. Filosofia del mondo nuovo<\/em><\/a> del 2021 stupendamente <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=L2AIBsj93uA\">video recensito<\/a> da Mara Fornari per Casco Learning.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime righe di <em>La pelle<\/em>, cos\u00ec recitano: \u201c<em>Che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cosa abbiamo noi che l\u2019intelligenza artificiale non possieda?\u201d <\/em>(Prologo, pag. 7).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>La pelle<\/em> Ferraris affronta cio\u00e8 la questione cruciale dei rapporti mente-materia e mente-macchina, utilizzando l&#8217;emergere dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) come strumento filosofico per <strong>illuminare per contrasto l&#8217;anima umana<\/strong>. Il libro offre una cornice ontologica robusta per navigare le sfide etiche poste dall&#8217;IA, confutando le &#8220;pretese iperboliche&#8221; e gli &#8220;sproloqui&#8221; di un presunto superamento dell&#8217;umanit\u00e0 da parte delle macchine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I. Il percorso (quasi un \u201csistema\u201d)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferraris esplicita con grande chiarezza, sin dal prologo, il percorso del volume che si snoda in 6 passaggi da lui definiti argomenti fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>\u201cil carattere distintivo dell\u2019organismo in generale, e dunque anche dell\u2019intelligenza naturale, \u00e8 il <strong>primato della volont\u00e0 sull\u2019intelletto<\/strong>\u201d (p. 13);<\/li>\n\n\n\n<li>Il confronto tra (una) intelligenza artificiale e l\u2019umano avviene da millenni, di certo dall\u2019invenzione della scrittura in poi. In tutte le versioni di questo <strong>confronto la mente artificiale \u00e8 una mente imitata<\/strong> (di cui parlava gi\u00e0 Turing). L\u2019automa getta cos\u00ec luce sull\u2019anima e ne fa emergere i caratteri distintivi: la vita e la volont\u00e0. E cos\u00ec il primo capitolo del testo si intitola proprio \u201cLa mente imitata \u2013 <strong>fenomenologia<\/strong>\u201d (pp 19ss);<\/li>\n\n\n\n<li>\u201cla specificit\u00e0 della intelligenza naturale &#8211; non solo umana, ma di ogni vivente &#8211; consiste nell&#8217;essere situata in un corpo; ed \u00e8 proprio la circostanza di essere una <strong>mente incarnata<\/strong> che traccia la differenza essenziale tra naturale e artificiale. Pensiero \u00e8 ci\u00f2 che si trova in un corpo, e le manifestazioni del pensiero, sulle pareti di una caverna o nella memoria di un computer, non sono l&#8217;estensione della mente, bens\u00ec la sua registrazione. Da questa capitalizzazione si potr\u00e0 ricavare altro pensiero (ognuno di noi \u00e8 erede di una cultura), ma perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga \u00e8 necessaria la pressione di un bisogno, di una volont\u00e0 o di una ragione\u201d (pag. 14). Alla discussione di questi aspetti \u00e8 dedicato il secondo capitolo intitolato <strong>\u201cLa mente incarnata (ontologia).<\/strong> Ogni titolo di capitolo, come abbiamo visto sopra, ha anche un sottotitolo esplicativo. Che, in questo caso, cos\u00ec recita: \u201c<em>Il tratto distintivo dell\u2019intelligenza naturale consiste nell\u2019essere collocato in un corpo, che a sua volta \u00e8 situato in un mondo<\/em>\u201d (pp. 81 ss).<br><br>Come scrive Ferraris la <strong>mente (ovvero il complesso di intelligenza, volont\u00e0, coscienza e ragione) \u00e8 tale se soddisfa quattro condizioni<\/strong>:<br><br><strong>a.<\/strong> \u00e8 in un corpo e in un mondo (ontologia),<br><strong>b.<\/strong> si potenzia con la tecnica dando vita al mondo dello spirito e alla coscienza (tecnologia)<br><strong>c.<\/strong> \u00e8 in grado di pronunciare enunciati veri intorno a s\u00e9 e al mondo (epistemologia)<br><strong>d.<\/strong> pu\u00f2 perseguire dei fini ed \u00e8 a volte in grado di dar senso al mondo (teleologia)<\/li>\n\n\n\n<li>la mente umana, emergendo da un organismo capace di usare sistematicamente degli apparati tecnici, \u00e8 una <strong>mente attrezzata<\/strong>, ossia si apre a modalit\u00e0 d&#8217;uso come tali precluse all&#8217;intelligenza artificiale, che \u00e8 un utensile, laddove la mente umana \u00e8 capace di sviluppare tecnologie. Siamo umani in quanto siamo animali e siamo animali pi\u00f9 complicati, pi\u00f9 felici e pi\u00f9 infelici degli altri, perch\u00e9 disponiamo &#8211; in noi e soprattutto fuori di noi &#8211; di automi molto potenti, di tecnologie che si chiamano fuoco, ruota, stazione eretta, linguaggio, educazione e cultura. (p. 14). Il capitolo terzo (pp. 123 ss) si intitola cos\u00ec \u201c<em>La mente attrezzata <strong>(tecnologia<\/strong>). Diversamente da tutti gli altri organismi, l\u2019animale umano possiede una connessione sistematica con i meccanismi tecnici. Ed \u00e8 questa circostanza che lo rende umano<\/em>\u201d;<\/li>\n\n\n\n<li>la mente umana, nell\u2019incontro con la tecnica, genere il mondo dello spirito. Capitolo quarto: \u201c<strong>La mente capitalizzata (epistemologia)<\/strong>. <em>La tecnica possiede una capacit\u00e0 di capitalizzazione che genera il mondo dello spirito: una parte di quel mondo \u00e8 l\u2019epistemologia, il sapere<\/em>.\u201d (pp. 199 ss);<\/li>\n\n\n\n<li>oltre a generare il mondo dello spirito e del sapere la mente umana, nell\u2019incontro con la tecnica, genera anche il mondo dei fini. SI tratta di quella che Kant chiama ragione, ovvero la facolt\u00e0 dei fini. Cos\u00ec il quarto capitolo porta come come titolo e sottotitolo le seguenti affermazioni: <strong>\u201cLa mente finalizzata (teleologia<\/strong><em>). La volont\u00e0 non \u00e8 solo la pulsione che differenzia l\u2019automa, ma conferisce un fine; ed \u00e8 il possesso di questa finalit\u00e0 che rende possibile la razionalit\u00e0 che d\u00e0 senso al mondo, quando ci riesce<\/em>\u201d (pp. 245 ss)<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">II. La tesi ontologica: la pelle come interfaccia umana<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferraris affronta la questione dell&#8217;IA da un punto di vista eminentemente <strong>pratico<\/strong>, mirando a smontare l&#8217;illusione che l&#8217;intelligenza artificiale attuale, o anche quella realisticamente futuribile, possa aspirare alla coscienza, alla sensazione o alla volont\u00e0 autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La macchina attuale \u00e8 incomparabilmente pi\u00f9 semplice e rudimentale, simile a un &#8220;pallottoliere sofisticato&#8221; piuttosto che a un tessuto nervoso naturale. Esse sono &#8220;meri strumenti nelle mani&#8221; dei loro utilizzatori umani, perseguendo scopi decisi da questi ultimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi centrale di Ferraris \u00e8 che la differenza tra l&#8217;umano e la macchina non \u00e8 meramente tecnica o di complessit\u00e0 computazionale, ma \u00e8 <strong>ontologica<\/strong>. <strong>La macchina non diventer\u00e0 mai uomo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Ferraris, ci\u00f2 che incarna questa differenza \u00e8 il <strong>corpo<\/strong>, e in particolare, la <strong>pelle<\/strong>. La pelle funge da <strong>confine e soglia<\/strong>, l&#8217;interfaccia tra l&#8217;organismo naturale (interno) e il mondo esterno, inclusa la tecnica e l&#8217;apparato meccanico. \u00c8 la sede del sentire e, crucialmente, l&#8217;indizio della <strong>volont\u00e0<\/strong> e l&#8217;inizio della volizione. La macchina non possiede questa pelle sensibile; pu\u00f2 essere rivestita, ma non &#8220;sente&#8221;. Come il burattino di Collodi che non diventer\u00e0 mai bambino, la macchina rester\u00e0 macchina. Macchina bambina: la <em>child machine<\/em> che Alan Turing voleva istruire-allenare<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">III. Volont\u00e0, etica e razionalit\u00e0: il primato del fine<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto chiave \u00e8 la distinzione tra intelligenza e <strong>volont\u00e0<\/strong>. L&#8217;IA \u00e8 certamente intelligenza (capacit\u00e0 di calcolo e raziocinio), ma le manca la volont\u00e0. Sebbene la macchina compia calcoli in modo veloce e preciso, <strong>emulare non \u00e8 pensare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il saggio insiste sul fatto che l&#8217;umano, in quanto <strong>animale volente<\/strong>, possiede impulsi, iniziative e bisogni che non sono comandati da altro. La macchina, al contrario, compone elenchi e segue routine, ma <strong>non vuole, non spera, non desidera<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo deficit di volont\u00e0 ha profonde implicazioni etiche, richiamando la filosofia morale di <strong>Immanuel Kant<\/strong>. Ferraris sottolinea che solo la <strong>&#8220;volont\u00e0 buona&#8221;<\/strong> \u00e8 concepibile come incondizionatamente buona. L&#8217;Intelligenza Artificiale non pu\u00f2 perseguire autonomamente una &#8220;volont\u00e0 buona,&#8221; in quanto le sue azioni dipendono interamente dalle istruzioni dell&#8217;algoritmo. La differenza ontologica si manifesta nella diade <strong>passivo-attivo<\/strong>: da una parte l&#8217;IA, che esegue, dall&#8217;altra l&#8217;umano, che possiede fini e tende a realizzarli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">IV. La centralit\u00e0 della morte<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferraris lega inoltre la volont\u00e0 umana alla consapevolezza della <strong>morte<\/strong>. La coscienza della propria &#8220;inevitabile fine&#8221; \u00e8 ci\u00f2 che conferisce senso alle cose e rende ogni attimo irripetibile, spingendo gli umani ad assegnare un fine. Questa consapevolezza (assente negli artefatti) \u00e8 l&#8217;origine della volont\u00e0 e dei fini etici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento filosofico fondamentale \u00e8 il ruolo della ragione. Ferraris afferma che <strong>la volont\u00e0 &#8220;conferisce un fine; ed \u00e8 il possesso di questa finalit\u00e0 che rende possibile la razionalit\u00e0&#8221;<\/strong>; e che &#8220;La ragione \u00e8 la facolt\u00e0 dei fini&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">V. Il circolo tecnoantropologico e la critica al transumanesimo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferraris contesta apertamente il <strong>transumanesimo<\/strong>, considerandolo un concetto &#8220;vago e irrealistico&#8221;. Egli propone invece una teoria del <strong>raddoppiamento<\/strong> per spiegare l&#8217;origine dello &#8220;spirito&#8221; umano. Per Ferraris, il corpo naturale si sdoppia nello spirito (la forma storica e cosciente) grazie al legame con la tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa idea si basa sul <strong>circolo tecnoantropologico:<\/strong> se l&#8217;uomo costruisce la tecnica, la tecnica ridefinisce l&#8217;uomo. L&#8217;autore suggerisce che il pensiero, la cultura e la storia umane siano la conseguenza della &#8220;difettosit\u00e0 biologica&#8221; che ha reso necessaria la tecnica per la sopravvivenza. Teoria che rimanda alle riflessioni di Arnoldo Gehlen ed al suo testo <a href=\"https:\/\/www.mimesisedizioni.it\/libro\/9788857502366\"><em>L\u2019uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnica, attraverso l&#8217;<strong>esaptazione<\/strong> (il riuso di un tratto per una funzione diversa da quella per cui \u00e8 nato) e l&#8217;ibridazione con l&#8217;organismo, genera lo &#8220;spirito&#8221;. La <strong>scrittura<\/strong> \u00e8 vista come una &#8220;pelle tecnologica e trascendentale&#8221;, lo strumento di registrazione fondamentale che permette il passaggio dallo stato naturale a quello culturale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">VI. La digitalizzazione come capitalizzazione e il rischio etico<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volume analizza anche le implicazioni sociali e politiche dell&#8217;IA. Ferraris riprende il concetto di capitalizzazione del sapere, dell&#8217;attenzione e dell&#8217;esperienza. Ogni gesto lasciato in rete viene registrato e trasformato in valore, come ha sostenuto in <em>Documanit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto urgente sollevato da Ferraris \u00e8 il <strong>rischio tecnoantropologico<\/strong>: oggi, il circolo tra uomo e tecnica \u00e8 sempre meno simmetrico. Gli algoritmi rafforzano e normalizzano le distorsioni cognitive umane. <strong>Il vero pericolo non \u00e8 che la macchina ci imiti, ma che l&#8217;uomo finisca per imitare la macchina<\/strong>, venendo &#8220;ottimizzato, addestrato, parametrizzato per essere compatibile con il sistema&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">VII.\u00a0 Per una filosofia dell\u2019IA<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La pelle<\/em> invita a una <strong>filosofia dell&#8217;IA<\/strong> che non si limiti a descrivere la potenza dell&#8217;automa, ma si interroghi sulla <strong>finitezza dell&#8217;uomo<\/strong> e il valore del limite. Se l&#8217;IA potenzia la parte computazionale del pensiero, essa rivela per contrasto ci\u00f2 che manca alla macchina: <strong>pelle, volont\u00e0, storia, fallibilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio per chi lavora in ambito educativo (e in particolare nel settore della <em>transforming education<\/em>) \u00e8 che dobbiamo ripensare la nostra specificit\u00e0: l&#8217;anima non \u00e8 un contenitore vuoto, ma un nodo dinamico di volont\u00e0, corpo e mondo. Non ha senso temere che la macchina acquisisca coscienza, ma ha senso temere che <strong>l&#8217;uomo dimentichi di essere tale<\/strong>. L&#8217;opera di Ferraris fornisce gli strumenti concettuali per distinguere chiaramente la sfera dell&#8217;esecuzione meccanica (IA) da quella della <strong>volizione etica<\/strong> (l&#8217;umano), radicando la differenza nell&#8217;esperienza sensibile e morale della finitezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La macchina getta luce sull&#8217;anima<\/strong> non come un rivale da superare, ma come uno specchio che costringe l&#8217;uomo a riconoscere la propria irriducibile natura incarnata e volente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in questo percorso torna centrale lo snodo della morte come unicum dell\u2019umano. Ma restituiamo, su questo, la parola a Maurizio Ferraris stesso che nelle ultime due pagine dell\u2019epilogo tira le conclusioni \u2013 con suo linguaggio scoppiettante ed ironico \u2013 del percorso compiuto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:61px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group manifestolesdit is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><strong>Epilogo<\/strong><\/strong><br>Maurizio Ferraris<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per non tirarla troppo per le lunghe e dire qualcosa che aspiri ad essere concludente vorrei chiudere ricapitolando i tre punti fondamentali che ho esposto in questo libro e che dimostrano che l\u2019intelligenza artificiale non pensa perch\u00e9 non vuole pensare, e che la <em>child machine<\/em>, il sogno di Turing di trasformare un burattino in un bambino (ci sono commoventi pagine in cui fantastica dell&#8217;educazione di un computer bambina), esiste solo nel romanzo di Collodi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Primo. L&#8217;intelligenza non \u00e8 tutto il pensiero, bens\u00ec il pezzo di pensiero che esegue calcoli<\/strong>, ragionamenti logici e segue una routine. Sotto questo profilo, l&#8217;intelligenza artificiale e quella naturale non si distinguono, e la nostra mente \u00e8 piena di intelligenza artificiale di qualit\u00e0 mediocre (si pensi ai pin, ai discorsi sul tempo o all&#8217;ennesima lezione sul test di Turing).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo<\/strong>. Il pensiero non \u00e8 rivolto primariamente alla conoscenza, ma possiede principalmente <strong>finalit\u00e0 pratiche<\/strong>. \u00abPassami il sale\u00bb, \u00abCome potr\u00f2 farmi notare dalla ragazzina con i capelli rossi?\u00bb, \u00abQuesta \u00e8 l&#8217;ultima sigaretta che fumer\u00f2 in vita mia\u00bb occupano la nostra mente molto pi\u00f9 di \u00abQual \u00e8 la capitale dell&#8217;Estonia?\u00bb e \u00abQual \u00e8 il pi\u00f9 alto numero primo?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Terzo<\/strong>. Che cosa ci spinge ad avere questi interessi, ossia da dove viene l&#8217;iniziativa &#8211; la volont\u00e0, il bisogno, la paura, la speranza &#8211; che noi abbiamo (in compagnia di gatti, puma ed elefanti) e che non possiedono n\u00e9 i computer n\u00e9 le sveglie n\u00e9 i mulini a vento? Dal fatto di <strong>essere un corpo<\/strong>, che le macchine non hanno, in nessun senso serio del termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se insisto su questo punto non \u00e8 per questioni di parole, che contano poco, ma di cose. Noi, diversamente dai computer, <strong>siamo corpi viventi<\/strong>; in quanto organismi<strong>, abbiamo solo due posizioni, vivo o morto, e, se morto, per sempre<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio da queste circostanze &#8211; trascurate da tutti coloro che, a mia conoscenza, si sono occupati dell&#8217;intelligenza artificiale: e lo scrivo nella speranza di essere smentito &#8211; che deriva l&#8217;altrimenti misteriosa \u00abiniziativa\u00bb, il fatto che dobbiamo darci da fare esercitando <strong>il tratto fondamentale dell&#8217;organismo umano, che non \u00e8 l&#8217;intelligenza, bens\u00ec la volont\u00e0<\/strong>. Le macchine, invece, si accendono e spengono moltissime volte; perci\u00f2 ci guardano con l&#8217;indifferenza delle mummie di Federico Ruysch; e, diversamente da quelle, non prenderanno mai l&#8217;iniziativa di intonare un coro, a meno che siano state programmate da un mortale. (pp. 293-294)<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Maurizio Ferraris\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>insegna Filosofia teoretica all\u2019Universit\u00e0 di Torino, dove \u00e8 presidente del Laboratorio di ontologia (<a href=\"https:\/\/labont.it\/\">LabOnt<\/a>) e del centro di ricerca Scienza Nuova che sviluppa e discute progetti legati all\u2019incontro fra STEM e umanesimo nel quadro della attuale rivoluzione tecnologica (<a href=\"https:\/\/www.scienzanuovainstitute.com\/\">https:\/\/www.scienzanuovainstitute.com\/<\/a> . Editorialista del \u00abCorriere della sera\u00bb, ha insegnato nelle maggiori universit\u00e0 europee, americane e asiatiche e ha scritto pi\u00f9 di settanta libri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tra questi <a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/storia-dellermeneutica-9788845203763\">Storia dell\u2019ermeneutica<\/a> (Bompiani, 1988), <a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/dove-sei-ontologia-del-telefonino-9788845268663\">Dimmi dove sei. Ontologia del telefonino<\/a> (Bompiani, 2011), <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815266361\">L\u2019imbecillit\u00e0 \u00e8 una cosa seria<\/a> (Il mulino, 2016), <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815273819\">Postverit\u00e0 e altri enigmi<\/a> (Il mulino, 2017), <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858151471\">Tecnosofia. Tecnologia e umanesimo per una scienza nuova<\/a> (con Guido Saracco, Laterza, 2023);\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858145661\">Documanit\u00e0. Filosofia del mondo nuovo\u00a0<\/a>(Laterza, 2021);\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788842098928\">Manifesto del nuovo realismo<\/a> (Laterza, 2022);\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/2024\/02\/09\/maurizio-ferraris-imparare-a-vivere\/\">Imparare a vivere (<\/a>2024), <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/comunismo-digitale-maurizio-ferraris-9788806270360\/\">Comunismo digitale. Una proposta politica<\/a> (Einaudi 2025)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa differenzia l\u2019essere umano dall\u2019automa e dall\u2019intelligenza artificiale? La volont\u00e0, l\u2019essere un corpo, il desiderio. E la morte, che ci rende unici.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2903,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"tipologia":[554],"area-casco":[],"class_list":["post-2900","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni-stiamo-leggendo","tipologia-recensioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2900","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2900"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2911,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2900\/revisions\/2911"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2900"},{"taxonomy":"tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tipologia?post=2900"},{"taxonomy":"area-casco","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/area-casco?post=2900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}