{"id":3386,"date":"2026-04-09T17:20:03","date_gmt":"2026-04-09T15:20:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/?p=3386"},"modified":"2026-04-09T17:56:24","modified_gmt":"2026-04-09T15:56:24","slug":"recensone-il-potere-di-imparare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/04\/09\/recensone-il-potere-di-imparare\/","title":{"rendered":"Il potere di imparare. Perch\u00e9 l\u2019apprendimento \u00e8 il fattore strategico nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Susanna Sancassani \u2013 Daniela Casiraghi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il potere di imparare. Perch\u00e9 l\u2019apprendimento \u00e8 il fattore strategico nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>, Mondadori (Oscar saggi), Milano 2026<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"522\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3387\" style=\"aspect-ratio:0.6525261720527993;width:333px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image.jpg 522w, https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato a febbraio 2026 il saggio di Sancassani-Casiraghi \u00e8 al centro del dibattito su intelligenza artificiale, didattica, apprendimento, insegnamento, sistemi formativi. Si tratta di un testo suddiviso in due parti, la prima pi\u00f9 teorica e la seconda pi\u00f9 operativa:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>parte prima: Un\u2019intelligenza artificiale come mentore?<\/li>\n\n\n\n<li>parte seconda: L\u2019apprendimento <em>AI-mentored<\/em> in azione<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio per rispettare questa suddivisione che Open Magazine dedica due specifiche recensioni\/presentazioni al volume. Del resto, occorre dirlo in premessa, il lavoro di Sancassani-Casiraghi e le ricerche del <a href=\"https:\/\/www.metid.polimi.it\/\">Metid del Politecnico di Milano<\/a> sono per noi di Casco uno dei punti di riferimento teorico\/pratico nel nostro lavoro e nella nostra riflessione, in particolare nella costruzione dei progetti e dei percorsi riferiti all\u2019intelligenza artificiale in ambito formativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo primo approfondimento affrontiamo quindi la prima parte del volume partendo dalla prefazione firmata da Massimo Chiriatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prefazione: Massimo Chiriatti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Chiriatti \u00e8 Chief Technology and Innovation Officer per l&#8217;Infrastructure Solutions Group di Lenovo in Italia oltre che docente a contratto presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano. Si deve a lui, al collega Giuseppe Riva ed ad altri studiosi italiani, la riflessione sul <a href=\"https:\/\/www.pandorarivista.it\/articoli\/sistema-0-l-intelligenza-artificiale-che-sta-trasformando-il-nostro-modo-di-pensare\/#_ftn2\"><strong>Sistema 0<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> ovvero un sistema cognitivo artificiale che si pone come fondamento e supporto dei nostri processi mentali naturali. In questo modo &nbsp;si rende un po\u2019 pi\u00f9 complessa la visione che ha dominato la psicologia cognitiva per oltre vent\u2019anni e che \u00e8 ben descritta ad esempio dal premio Nobel per l\u2019Economia Daniel Kahneman che propose un modello del pensiero umano basato su due sistemi: il \u201c<strong>Sistema 1<\/strong>\u201d, rapido e intuitivo, che ci permette di fare scelte veloci come riconoscere volti familiari o guidare su strade conosciute senza particolare sforzo; e il \u201c<strong>Sistema 2<\/strong>\u201d, lento e analitico, che interviene per risolvere problemi complessi o prendere decisioni ponderate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, nella prefazione Chiriatti va subito al cuore del volume:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La domanda odierna \u00e8: le nostre facolt\u00e0 critiche vengono erose o potenziate con l&#8217;IA?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non dobbiamo cercare risposte dicotomiche. Questo libro ci insegna che le nostre facolt\u00e0 si stanno trasformando come sempre; esiste per\u00f2 una linea sottile tra l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale come strumento e la dipendenza da essa. La differenza \u00e8 data dall&#8217;obiettivo dell&#8217;apprendimento: superare insieme sfide cognitive che nessuno, da solo, potrebbe gestire. In questo senso, quando l&#8217;IA diventa un&#8217;estensione della nostra cognizione, disponiamo di un nuovo strumento di navigazione nel futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 davvero un superpotere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Invece impedire alle nuove generazioni di usare l&#8217;intelligenza artificiale, accusarle di pigrizia o punirle per averla utilizzata, significherebbe perpetuare i pregiudizi. Per sconfessarli, quest&#8217;opera, curata con competenza e profonda umanit\u00e0 da Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi, si configura come testo \u00abconnettivo\u00bb e \u00abpropedeutico\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Connettivo per apprendere insieme, ognuno con i suoi tempi, una tecnologia migliore; propedeutico per comprendere l&#8217;imminente potere predittivo delle piattaforme. E un ponte che unisce l&#8217;oggi e il futuro, indispensabile per comprendere<\/em> <em>come internalizzare la conoscenza nell&#8217;\u00e8ra degli algoritmi senza subire danni cognitivi, riaffermando che l&#8217;atto di apprendere rimane il gesto pi\u00f9 profondamente umano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In queste poche frasi abbiamo gi\u00e0 il cuore del volume, e anche alcune delle parole chiave: <strong><em>&nbsp;connettivo<\/em><\/strong> e <strong><em>propedeutico<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sapere \u00e8 potere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza del saggio \u00e8 costituito da una citazione di Karl Polanyi (\u201c<em>Noi sappiamo pi\u00f9 di quanto possiamo dire<\/em>\u201d) e dalla presa d\u2019atto che noi viviamo in un tempo incerto segnato da trasformazioni radicali che toccano tutti gli ambiti del nostro vivere individuale e sociale in quella che negli anni \u201950 l\u2019antropologo De Martino chiamava \u201c<em>apocalisse culturale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo tempo incerto cambia di prospettiva anche uno dei pilastri della nostra storia, ben riassunto in una frase attribuita al filosofo Francis Bacon e che cos\u00ec recita: <strong>Sapere \u00e8 potere<\/strong> (in latino&nbsp;<em>scientia potentia est<\/em>, riconducibile alla frase a&nbsp;<em>Nam et ipsa scientia potestas est<\/em>, questa s\u00ec scritta da Bacone nel saggio&nbsp;<strong>&#8220;<em>Meditationes Sacrae<\/em>&#8220;<\/strong> pubblicato nel&nbsp;<strong>1597)<\/strong>. L\u2019aforisma attribuito a Bacone sancisce il legame tra conoscenza scientifica e dominio sulla natura. Sapere implica, secondo il filosofo, la possibilit\u00e0 di dominare e trasformare la natura, il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 ancora cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Se invece<\/em><\/strong><em> in un\u2019epoca in cui l\u2019incertezza \u00e8 dominante e il cambiamento \u00e8 continuo e pervasivo<strong>, non fosse pi\u00f9 il sapere in s\u00e9 a rappresentare il potere, bens\u00ec la capacit\u00e0 di apprendere? <\/strong>Se il vero potere non risiedesse pi\u00f9 nella conoscenza che si possiede, ma nella possibilit\u00e0\/disponibilit\u00e0 ad apprendere sempre, a rimettere in discussione le proprie certezze, a muoversi con agilit\u00e0 tra saperi diversi e in contesti mutevoli?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In un mondo in cui dobbiamo reinventare le grammatiche stesse del vivere, \u00e8 l&#8217;apprendere che diventa il nuovo fondamento del potere, che non \u00e8 il potere da esercitare sugli altri, bens\u00ec uno strumento per essere pi\u00f9 liberi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non pi\u00f9 la conoscenza come accumulo, ma l&#8217;apprendimento come processo, come attitudine, come postura cognitiva ed emotiva. Saper apprendere \u00e8 ci\u00f2 che consente di abitare le crisi senza esserne travolti, di fronteggiare l&#8217;incertezza senza dissolversi, di reinventare in continuazione il proprio posto nel mondo e contribuire a plasmare il mondo stesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il sapere, anche nei secoli passati, non \u00e8 mai stato un sistema immobile. Tuttavia, ai tempi di Francis Bacon, si poteva ancora immaginare un suo perimetro complessivo, un ordine almeno parziale che lo rendesse in qualche misura conoscibile. Oggi, invece, questa possibilit\u00e0 \u00e8 sfumata: ci troviamo di fronte a un sistema conoscitivo privo di forma stabile, in continua espansione multidirezionale, senza confini definiti. La conoscenza cresce, si moltiplica, si ibrida, e sfugge a qualsiasi tentativo di mappatura complessiva.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In un panorama cos\u00ec fluido, l&#8217;accessibilit\u00e0 improvvisa e massiva dei Large Language Models (LLM), dei Large Rea-soning Models (LRM) e dell&#8217;agentic Al ha profondamente alterato il nostro rapporto con il sapere, e non solo perch\u00e9 queste nuove tecnologie hanno ampliato in modo esponenziale la nostra capacit\u00e0 di accedere alle informazioni: hanno anche introdotto una nuova logica cognitiva, un&#8217;interazione con la conoscenza che non \u00e8 pi\u00f9 solo consultazione, ma collaborazione\u201d <\/em>(pag. 9)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dove sta la conoscenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la conoscenza non \u00e8 pi\u00f9 solo consultazione ma \u00e8 collaborazione occorre chiedersi \u201c\u2026<em>collaborazione con chi?<\/em>\u201d E pi\u00f9 in profondit\u00e0: <em>dove sta la conoscenza<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veniamo da una tradizione che ha sempre privilegiato l\u2019idea che la conoscenza abbia una collocazione precisa: dentro di noi, nella nostra mente, nel nostro cervello. Ma tutto questo viene smentito quotidianamente non solo dalle teorie dell\u2019<strong>extended mind <\/strong>(ne abbiamo parlato recensendo il volume di Paolucci <a href=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/12\/09\/c-paolucci-nati-cyborg\/\">Nati cyborg<\/a> e ragionando, a partire da un testo di Riccardo Manzotti e Simone Rossi, su cosa significa <a href=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/01\/06\/cosa-significa-studiare-e-apprendere-nellera-dellintelligenza-artificiale\/\">studiare e apprendere nel tempo dell\u2019IA<\/a>) ma anche dal semplice uso di qualsivoglia LLM. E cos\u00ec la domanda cruciale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>non \u00e8 \u00abIA s\u00ec o IA no?\u00bb. \u00c8 una domanda molto pi\u00f9 radicale: <strong>che cosa succede ai nostri processi cognitivi quando co-abitiamo con agenti artificiali che diventano parte del nostro sistema di pensiero?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Che cosa succede alla conoscenza, se la conoscenza in realt\u00e0 non siamo noi ma \u00e8 distribuita nell\u2019ambiente in cui viviamo?<\/em> (pag. 10)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In che nuova ecologia cognitiva stiamo entrando?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una nuova ecologia cognitiva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Posta in questi termini la questione, il cuore del testo (che affronta anche diversi altri aspetti quali ad esempio il significato di potere, l\u2019evoluzione storica delle tecniche della conoscenza, ..) diventa l\u2019analisi della nuova ecologia cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il punto di partenza non pu\u00f2 che essere Gregory Bateson e il suo rivoluzionario testo del 1972 intitolato <em>Verso un\u2019ecologia della mente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivono Sancassani \u2013 Casiraghi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gregory Bateson aveva gi\u00e0 stabilito un quadro rivoluzionario, descrivendo l&#8217;apprendimento non come un processo lineare, ma come un processo ecologico a livelli in cui ogni salto comporta un cambiamento qualitativo nel modo in cui il soggetto organizza l&#8217;esperienza e attribuisce significato. Tuttavia, le trasformazioni introdotte dall&#8217;intelligenza artificiale, in particolare nella sua forma generativa e agentica, esigono una rilettura aggiornata che metta in relazione le forme storiche dell&#8217;apprendimento con i nuovi ambienti cognitivi, definendo cos\u00ec un apprendimento Al-mentored.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;ecologia cognitiva Al-mentored si distingue da altri approcci (come la mente estesa o la cognizione distribuita) per il suo focus esplicito sulla computazione generativa come agente attivo a supporto della trasformazione del sapere estendendo la visione sistemica di Bateson all\u2019infrastruttura digitale basata sull\u2019intelligenza artificiale<\/em>\u201d (pp. 33-34)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo nuovo ecosistema la conoscenza non \u00e8 neutra, \u00e8 co-costruita, situata, dinamica ed emerge dall\u2019interazione tra le parti (reti, codici, culture). L\u2019interazione tra umani e sistemi intelligenti di AI assume cos\u00ec un carattere trasformativo. I LLM e l\u2019AI Agentica non sono strumenti passivi ma assumono un ruolo attivo e dinamico, diventano <strong>mentori cognitivi<\/strong>, capaci di trasformare, stimolare e orientare i processi di apprendimento. Del resto, questi sistemi gi\u00e0 ora percepiscono, decidono e agiscono sul mondo. In un ecosistema cognitivo ibrido di questo tipo, l&#8217;<strong>umano<\/strong> non si limita a riflettere sul proprio pensiero, ma <strong>entra in un processo di confronto ed evoluzione: fa evolvere culturalmente l&#8217;IA e, nel farlo, evolve egli stesso<\/strong>. (pag. 36).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Human-as-curator<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che fine fa l\u2019umano in questa nuova ecologia cognitiva?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si discute moltissimo in questi tempi di modelli e strumenti che l\u2019essere umano dovrebbe conoscere, gestire e utilizzare per \u201ccontrollare\u201d l\u2019intelligenza artificiale. Si parla di <em>Human in the loop<\/em> (HITL), <em>Human on the loop<\/em> (HOTL), <em>Human-in-Command<\/em> (HIC) ma il tutto si basa sull\u2019idea che l\u2019AI e noi stiamo su due fronti opposti, su due diverse piattaforme e non invece immersi nello stesso ecosistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 un\u2019idea ingenua, per quanto diffusa e, a mio parere, &nbsp;\u00e8 utile solo in ottica consolatoria, quasi a dire (<em>forse solo a noi stessi<\/em>) che siamo noi umani ad avere il controllo, le redini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra un po\u2019 di risentire la lezione di Freud che, nella cosiddetta seconda topica, per descrivere l\u2019interazione tra le tre parti che compongono l\u2019essere umano (Es \u2013 Io &#8211; Super io) utilizza la metafora del cavallo: noi crediamo di guidare\/governare il cavallo ma questo \u2013 che rappresenta la forze pulsionale dell\u2019ES &#8211; va dove vuole e a noi non resta che tentare di dire che siamo noi a dare al cavallo la meta e la direzione. Temo che la stessa cosa stia succedendo con tutta la retorica sull\u2019IA antropocentrica che in questi anni dilaga e deborda quasi a nascondere la sostanziale incapacit\u00e0 non solo di governare ma financo di capire l\u2019IA. <strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che fine fa dunque l\u2019umano?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La risposta di Sancassani-Casiraghi \u00e8, per quanto mi riguarda, il picco teorico pi\u00f9 alto di tutto il volume. L\u2019uomo diventa <em>curator<\/em>, \u201c<em>curatore del significato che l\u2019IA porta nel mondo<\/em>\u201d(p. 34).<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;umano non \u00e8 pi\u00f9 il tecnico che corregge, n\u00e9 il supervisore che approva. \u00c8 il curatore del significato. E colui che interpreta, negozia e orienta il senso delle azioni dell&#8217;IA all&#8217;interno di una storia, di una comunit\u00e0, di un orizzonte culturale. Allo stesso tempo, l&#8217;IA non \u00e8 un esecutore n\u00e9 un sostituto, ma un partner cognitivo che agisce nel mondo e lo ristruttura. In questa prospettiva, il curator non si limita a governare la tecnologia: legge nell&#8217;azione dell&#8217;IA le premesse implicite, le porta alla luce, le discute e le riformula.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cos\u00ec facendo, trasforma contemporaneamente s\u00e9 stesso e l&#8217;ecosistema cognitivo ibrido a cui appartiene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 in questo intreccio che prende forma la vera soglia evolutiva del nostro rapporto con l&#8217;IA: non solo imparare grazie alla tecnologia e non solo riflettere sul suo funzionamento, ma trasformare in collaborazione con essa le regole stesse del nostro apprendere. <\/em>(pag 38)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista epistemologico, l&#8217;ecologia cognitiva AI-mentored evidenzia poi almeno cinque mutamenti strutturali della conoscenza contemporanea che le autrici cos\u00ec sintetizzano (pp. 38-39):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Intelligenze artificiali come agenti epistemici<\/strong>: i modelli linguistici e di ragionamento non operano pi\u00f9 come meri strumenti di calcolo ma diventano attori cognitivi che generano conoscenza. In questo scenario la partecipazione epistemica \u2013 cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di contribuire ai processi di significazione e di accesso al sapere \u2013 diventa diritto e sfida democratica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Reti e modelli rizomatici della conoscenza<\/strong>: la conoscenza si struttura non pi\u00f9 in dimensioni lineari e gerarchiche ma si fa rizomatica, fluida, dinamica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Coesistenza di iperspecializzazione e transdisciplinarit\u00e0<\/strong>: i saperi non si organizzano pi\u00f9 per linee disciplinari chiuse ma vivono di intrecci. I saperi specialistici restano necessari ma convivono in un contesto di contaminazione e ricombinazione dei saperi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Centralit\u00e0 dei linguaggi come infrastruttura cognitiva<\/strong>. I linguaggi \u2013 anche nella loro formalizzazione in codice informatico \u2013 diventano strutture logico-operative che regolano l\u2019accesso, la produzione e la validazione del sapere<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ridefinizione dell\u2019autorialit\u00e0<\/strong>, che torna ad essere dimensione relazionale e dinamica piuttosto che proprietaria<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Competenze per un\u2019ecologia cognita AI-mentored<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l\u2019apprendimento diventa costruzione di reti di significato occorre passare dalla logica del costruttivismo al modello del connettivismo, &nbsp;proposto per la prima volta nel 2004 da George Siemens nel suo articolo &#8221;&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/www.itdl.org\/Journal\/Jan_05\/article01.htm\">Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age<\/a><\/em>&nbsp;&#8220;. Secondo la prospettiva di Siemens e Downes apprendere significa costruire e percorre connessioni tra nodi: persone, risorse fisiche e digitali, dati e algoritmi. Le conoscenze abitano cos\u00ec due diversi spazi: il mondo interno dell\u2019individuo ma anche gli spazi esterni della rete, delle connessioni, dei sistemi computazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui le due autrici presentano una significativa proposta di sintesi riferita alle competenze necessarie per muoversi dentro i tre diversi livelli interdipendenti degli ecosistemi cognitivi <em>AI mentored<\/em>, ovvero<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il livello del s\u00e9 cognitivo<\/li>\n\n\n\n<li>Il livello della relazione<\/li>\n\n\n\n<li>Il livello sistemico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ognuno di questi livelli vengono identificate alcune competenze per un totale di dieci che vengono descritte come monete cognitive, ovvero le condizioni minime per non restare esclusi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td colspan=\"3\"><strong>Dieci monete cognitive<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Livello del s\u00e9 cognitivo<\/strong><\/td><td><strong>Livello della relazione<\/strong><\/td><td><strong>Livello sistemico<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>1_<\/strong>Saper attivare il potere di imparare: esercitare il potere trasformativo dell\u2019apprendimento e non subire l\u2019incertezza<\/td><td><strong>5_<\/strong>Comprendere il nuovo: coltivare l\u2019abilit\u00e0 di comprendere l\u2019inaspettato, anticiparne gli effetti, costruire risposte adeguate<\/td><td><strong>8_<\/strong>Pensare per sistemi: pensare connettivamente per affrontare problemi reali<\/td><\/tr><tr><td><strong>2_<\/strong>Svelare i modelli che rendono pensabile il mondo: conoscere e saper individuare i presupposti per la conoscenza<\/td><td><strong>6_<\/strong>Linguaggi e dialogo: saper usare la pluralit\u00e0 di codici per costruire significati condivisi<\/td><td><strong>9_<\/strong>Custodire l\u2019etica nei rapporti con le conoscenze: utilizzare consapevolmente e contribuire con responsabilit\u00e0<\/td><\/tr><tr><td><strong>3_<\/strong>Orientare l\u2019attenzione e la memoria: dirigere lo sguardo, filtrare l\u2019essenziale, dimenticare il superfluo<\/td><td><strong>7_<\/strong>Attivare reti di saperi: saper riconoscere, connettere e utilizzare conoscenze, esperienze e tecnologie<\/td><td><strong>10_<\/strong>Riconoscere le assenze epistemiche: identificare e riparare alle ingiustizie nell\u2019accessibilit\u00e0 del sapere<\/td><\/tr><tr><td><strong>4_<\/strong>Intelligenza metacognitiva: conoscere, osservare e riprogettare il proprio modo di apprendere<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi dedicano molte pagine della prima parte del volume a descrive le 10 monete \/ competenze come base dell\u2019apprendimento <em>AI-Mentored<\/em> dentro una nuova ecologia caratterizzata da un nuovo paradigma che le due autrici cos\u00ec sintetizzano:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Viviamo all&#8217;interno di un ecosistema cognitivo complesso e in rapido mutamento, nel quale la conoscenza non pu\u00f2 pi\u00f9 essere concepita come un possesso statico o come un attributo esclusivamente individuale. Essa si configura piuttosto come un processo distribuito e dinamico, che si articola attraverso le interazioni tra soggetti umani, sistemi computazionali e ambienti digitali intelligenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In questa prospettiva, la conoscenza interna non rappresenta pi\u00f9 l&#8217;unico luogo del sapere \u00abutilizzabile\u00bb; piuttosto costituisce la condizione di possibilit\u00e0 per trasformare l&#8217;informazione in comprensione e la connessione in significato vissuto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Essa opera come filtro critico e matrice di senso, consentendo di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 rilevante da ci\u00f2 che \u00e8 irrilevante, ci\u00f2 che genera valore da ci\u00f2 che si riduce a semplice rumore di fondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;emergere di tale paradigma implica una revisione profonda delle categorie di apprendimento e di competenza: nell&#8217;epoca delle infrastrutture cognitive digitali, \u00absapere\u00bb non coincide pi\u00f9 con \u00abpossedere conoscenze\u00bb, ma con l&#8217;essere capaci di negoziare, integrare e reinterpretare i saperi all&#8217;interno di reti socio-tecniche in continua evoluzione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;apprendimento Al-mentored nasce da questa consapevolezza: usare l&#8217;intelligenza artificiale non come sostituto della mente, ma come alleato nella conoscenza, nella scoperta, nell&#8217;orientamento, capace di stimolare e amplificare i processi di pensiero. <\/em>(pag. 63)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un manifesto per l\u2019apprendimento AI-Mentored<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, prima di analizzare le traiettorie di sviluppo tecnologico (sezione che chiude la prima parte del volume) e poi entrare nella seconda parte del volume dove si analizza l\u2019apprendimento AI-Mentored in azione utilizzando a questo riguardo tutta l\u2019esperienza del Metid e del modello SLD \u2013 Smart Learning Design, le due autrici forniscono una sintesi-manifesto del loro pensiero che si fonda su sei elementi<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019apprendimento AI-Mentored \u00e8 una prospettiva pedagogica e culturale<\/li>\n\n\n\n<li>La conoscenza non siamo noi<\/li>\n\n\n\n<li>La conoscenza interna come matrice di senso<\/li>\n\n\n\n<li>Apprendere \u00e8 co-evolvere<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019umano come curatore<\/li>\n\n\n\n<li>Le monete cognitive coma base dell\u2019apprendimento AI-Mentored<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione: la dimensione etica e pedagogica della cura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fino ad ora ho cercato di presentare nel modo pi\u00f9 lineare e chiaro possibile la proposta di Sancassani-Casiraghi, in chiusura di questa recensione mi sento in obbligo di sottolineare un aspetto che si presta ad ulteriori approfondimenti e che, a mio parere, costituisce una delle perle del volume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlo della proposta riassunta nella proposta <strong><em>Human-as-curator<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho gi\u00e0 detto che \u00e8 un cambiamento radicale rispetto alle diverse proposte fondate sul controllo (etico?) dell\u2019AI da parte dell\u2019umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui invece mi interessa evidenziare cosa contiene il concetto di cura che \u00e8 alla base del termine <em>curator<\/em>. Cosa significa cura? E che ruolo pu\u00f2 avere la cura nell\u2019interazione uomo\/AI?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo faccio partendo da due diversi elementi che, tra i tanti, considero i pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<ol style=\"list-style-type:lower-alpha\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>la cura in Heidegger<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei paragrafi 41 e 42&nbsp; della sua opera fondamentale <em>Essere e tempo<\/em>, Martin Heidegger presenta il concetto di cura (<em>Sorge<\/em>) come la&nbsp;<strong>struttura fondamentale dell&#8217;esistenza umana<\/strong>. Essere uomo (l&#8217;<em>Esserci<\/em>) significa essere &#8220;cura&#8221;, ovvero trovarsi in uno stato di costante proiezione verso il futuro e di preoccupazione per il proprio stare nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel&nbsp;<strong>\u00a741<\/strong>, intitolato&nbsp;<em>&#8220;L&#8217;essere dell&#8217;Esserci come cura&#8221;<\/em>, &nbsp;Heidegger definisce la cura come &#8220;<em>cura della possibilit\u00e0<\/em>&#8220;. In questo passaggio cruciale Heidegger spiega che l&#8217;Esser-ci (l&#8217;uomo) non \u00e8 un oggetto statico, ma un ente che \u00e8 sempre&nbsp;<em>&#8220;oltre se stesso&#8221;.<\/em> Poich\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 progetto (<em>Entwurf<\/em>), il suo essere consiste nel rapportarsi costantemente alle proprie possibilit\u00e0 future.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel&nbsp;<strong>\u00a742 <\/strong>Heidegger utilizza la favola n. 220 di Igino (intitolata <strong>&#8220;Cura&#8221;)<\/strong>, per dimostrare che la cura non \u00e8 un attributo secondario dell&#8217;essere umano, ma la sua stessa <strong>struttura ontologica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo il testo della favola raccontata da Igino e riportata da Heidegger in latino a p. 247 di <em>Essere e Tempo<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abMentre la <strong>Cura<\/strong> attraversava un fiume, scorse del fango argilloso, lo raccolse pensierosa e cominci\u00f2 a modellarlo. Mentre rifletteva su ci\u00f2 che aveva creato, intervenne <strong>Giove<\/strong>. La Cura gli chiese di infondere in esso lo spirito e ottenne facilmente quanto richiesto. Ma quando la Cura volle imporgli il proprio nome, Giove lo proib\u00ec, insistendo che gli dovesse essere dato il suo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mentre la Cura e Giove discutevano, sorse anche la <strong>Terra<\/strong>, pretendendo che gli fosse dato il proprio nome, poich\u00e9 essa aveva offerto il corpo. Scelsero <strong>Saturno<\/strong> come giudice, il quale emise questa giusta sentenza:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Tu, Giove, poich\u00e9 hai dato lo spirito, lo riceverai al momento della morte; tu, Terra, poich\u00e9 hai dato il corpo, riceverai il corpo; la Cura invece, poich\u00e9 per prima lo ha modellato, lo possieda finch\u00e9 vivr\u00e0. Riguardo poi alla disputa che avete sul nome, sia chiamato <strong>uomo<\/strong> (homo), poich\u00e9 appare fatto di <strong>terra<\/strong> (humus)&#8221;.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Heidegger cos\u00ec interpreta la favola di Igino<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#8217;origine dell&#8217;Esserci:<\/strong> Heidegger nota come nella favola la &#8220;Cura&#8221; sia colei che modella l&#8217;uomo dal fango. Questo indica che l&#8217;essere umano non &#8220;ha&#8221; semplicemente delle preoccupazioni, ma <strong>\u00e8<\/strong> cura fin dal principio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La temporalit\u00e0:<\/strong> Il verdetto di Saturno (il Tempo) assegna lo spirito a Giove dopo la morte e il corpo alla Terra, ma stabilisce che la &#8220;Cura&#8221; possieda l&#8217;uomo per <strong>tutta la durata della sua vita<\/strong>. Per Heidegger, questo significa che l&#8217;esistenza umana \u00e8 una tensione costante tra il passato (la terra\/fango) e le possibilit\u00e0 future (lo spirito).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>L&#8217;essere-nel-mondo:<\/strong> Il nome &#8220;Homo&#8221; derivato da <em>humus<\/em> (terra) conferma il legame intrinseco tra l&#8217;uomo e il mondo. La cura \u00e8 ci\u00f2 che tiene uniti questi elementi, definendo l&#8217;uomo come un essere che &#8220;<em>si prende cura<\/em>&#8221; di ci\u00f2 che incontra e del proprio destino.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiedo scusa per la lunga digressione ma credo che la dimensione della cura heideggeriana fornisca una luce profonda alla definizione di <em>Human-as-curator.<\/em> Dimensione che \u00e8 non solo etica ma esistenziale. L\u2019uomo \u00e8 strutturalmente cura e il fatto che oggi sia immerso in mondo ipertecnologico non gli fa certo perdere questa caratteristica ma anzi ne esalta il significato, il valore, la necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La cura in Luigina Mortari<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La filosofa e pedagogista Luigina Mortari ha dedicato buona parte della sua ricerca al tema della cura. Cura vista come dimensione essenziale perch\u00e9 per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo avere cura di noi, degli altri, del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel volume <em>Filosofia della cura<\/em> Mortari, partendo dalla nostra sostanziale inconsistenza ontologica che ci rende bisognosi d\u2019altro e degli altri, identifica tre modi in cui la cura si manifesta:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>procurare cose per nutrire e conservare il ciclo vitale (cura \u00e8 <em>cura dell\u2019esserci dell\u2019essere<\/em>, direbbe Heidegger);<\/li>\n\n\n\n<li>ricerca delle condizioni esperienziali che consentono l\u2019azione di trascendenza, l\u2019andare oltre ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 dato per creare forme inedite dell\u2019esserci<\/li>\n\n\n\n<li>la cura come terapia, come cura della malattia<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec conclude Mortari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il termine cura risulta, dunque, carico di differenti significati, \u00e8 polisemantico: c&#8217;\u00e8 una cura necessaria per continuare a vi-vere, una cura necessaria all&#8217;esistere per dare corpo alla tensione alla trascendenza e nutrire l&#8217;esserci di senso, e una cura che ripara l&#8217;essere sia materiale sia spirituale quando il corpo o l&#8217;anima si ammalano. La prima \u00e8 la cura come lavoro del vivere per preservare l&#8217;ente che noi siamo, la seconda \u00e8 la cura come arte dell&#8217;esistere per far fiorire l&#8217;esserci, e la terza \u00e8 la cura come tecnica del rammendo per guarire le ferite dell&#8217;esserci. La cura nella sua essenza risponde a una necessit\u00e0 ontologica, la quale include una necessit\u00e0 vitale, quella di continuare a essere, una necessit\u00e0 etica, quella di esserci con senso, e una necessit\u00e0 terapeutica per riparare l&#8217;esserci <\/em>(pag. 35)<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non ho tempo e modo qui di mostrare come tutte queste riflessioni vengano poi rilette da Luigina Mortari in chiave relazione, educativa, pedagogica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma credo che, riletto alla luce degli approfondimenti di Heidegger e Mortari, il concetto di <strong>Human-as-curator<\/strong> (nell\u2019interazione con l\u2019AI entro il nuovo paradigma ecologico descritto da Sancassani &nbsp;e Casiraghi) assuma una valenza decisamente innovativa rispetto ai molti consolatori tentativi di descrivere un\u2019IA antropocentrica. Una dimensione che \u00e8 immediatamente etica, politica, educativa. Che si prende cura dell\u2019<em>esser-ci, <\/em>che oggi \u00e8 sempre un <em>dasein<\/em> intrecciato con l\u2019AI, e del progetto (<em>Entwurf<\/em>) che guarda al futuro e che trascende questo uomo verso un ignoto ed un inedito che \u00e8 la casa delle possibilit\u00e0 (<em>Seink\u00f6nnen)<\/em> o \u201cpoter essere\u201d. L\u2019uomo \u00e8 un progetto aperto, continuamente impegnato a scegliere le proprie possibilit\u00e0 esistenziali, gettato nel mondo e costretto a proiettarsi verso il futuro.&nbsp; In questo contesto la cura intesa come costruzione del senso del (proprio) mondo renda la vita autentica perch\u00e9 implica assumersi la responsabilit\u00e0 (e la cura) della possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una dimensione su cui lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti bibliografici<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aluisi Tosolini, <em>Cosa significa studiare e apprendere nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>, Casco Open Magazine, <a href=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/01\/06\/cosa-significa-studiare-e-apprendere-nellera-dellintelligenza-artificiale\/\">https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/01\/06\/cosa-significa-studiare-e-apprendere-nellera-dellintelligenza-artificiale\/<\/a>&nbsp; 06\/02\/2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aluisi Tosolini, <em>Claudio Polucci \u2013 Nati cyborg<\/em>, Casco Open Magazine, <a href=\"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/12\/09\/c-paolucci-nati-cyborg\/\">https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2025\/12\/09\/c-paolucci-nati-cyborg\/<\/a> 09\/12\/2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gregory Bateson, <em>Verso<\/em> <em>un\u2019ecologia della mente<\/em>, Adelphi, Milano (<a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845915352\">https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845915352<\/a>) ed. or. 1972 <em>Steps to an Ecology of Mind<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sigmund Freud, L\u2019Io e l\u2019Es&nbsp;<\/em>(1920), Bollati Boringhieri, Torino 1978<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Chiriatti, Marianna Ganapini, Enrico Panai, Mario Ubiali e Giuseppe Riva,&nbsp;<em>The case for human-AI interaction as system 0 thinking<\/em>, \u00abNature Human Behaviour\u00bb 8, 1829-1830 (2024) <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-024-01995-5\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-024-01995-5<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Chiriatti, Giuseppe Riva,<a href=\"https:\/\/www.pandorarivista.it\/articoli\/sistema-0-l-intelligenza-artificiale-che-sta-trasformando-il-nostro-modo-di-pensare\/\"><em>Sistema 0: l\u2019intelligenza artificiale che sta trasformando il nostro modo di pensare<\/em><\/a><em>, <\/em>Pandora Rivista, 22\/04\/2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Daniel Kahneman<strong>, <em>Pensieri lenti e veloci<\/em>,<\/strong>&nbsp;Mondadori, Milano 2012 (ed. or. <em>Thinking, Fast and Slow<\/em>, 2011)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Martin Heidegger, <em>Essere e tempo<\/em>, trad. di Pietro Chiodi, Longanesi, Milano 1976 (ed. or. <em>Seit und Zeit<\/em>, 1927)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luigina Mortari, <em>Filosofia della cura<\/em>, Raffaello Cortina editore, Milano 2015<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo di Sancassani-Casiraghi \u00e8 disponibile <a href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/il-potere-di-imparare-susanna-sancassani-daniela-casiraghi\/\">qui<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saggio di Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi ci mostra come sia possibile \u2013 anche al tempo dell\u2019Intelligenza artificiale \u2013 abitare la crisi e fronteggiare l\u2019incertezza in cui siamo immersi, reinventando continuamente il proprio posto nel mondo e contribuendo anche a plasmarlo. 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Una recensione in due tempi. <\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3415,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[149,379,482,348,152],"class_list":["post-3386","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni-stiamo-leggendo","tag-ai","tag-apprendimento","tag-conoscenza","tag-cura","tag-intelligenza-artificiale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3386"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3386\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3413,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3386\/revisions\/3413"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3415"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}