{"id":4049,"date":"2026-08-16T08:54:15","date_gmt":"2026-08-16T06:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/?p=4049"},"modified":"2026-08-21T09:56:35","modified_gmt":"2026-08-21T07:56:35","slug":"la-violenza-giovanile-tra-cronaca-e-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/08\/16\/la-violenza-giovanile-tra-cronaca-e-dati\/","title":{"rendered":"La violenza giovanile tra cronaca e dati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La violenza giovanile tra cronaca e dati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Titoli e cronache parlano di citt\u00e0 sotto assedio, baby gang e giovani fuori controllo. I dati restituiscono un quadro meno lineare: nel confronto europeo riportato da Save the Children l\u2019Italia rimane nella fascia bassa per numero di minorenni entrati in contatto con il sistema penale, mentre l\u2019indagine ESPAD ci racconta che la violenza raramente viaggia da sola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cFuori controllo\u201d. \u201cCitt\u00e0 sotto assedio\u201d. \u201cItalia in mano alle bande\u201d. Nel racconto giornalistico della violenza giovanile ricorrono parole che appartengono al linguaggio dell\u2019emergenza e dell\u2019invasione. Lo scorso giugno, ad esempio, il settimanale nostrano Panorama, dopo aver intitolato la copertina \u201cPiccoli omicidi crescono\u201d, parla in modo esplicito di \u201cgiovent\u00f9 criminale\u201d, costruendo il racconto attorno a crimini, accoltellamenti, rapine, scontri e devastazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente non si tratta di episodi inventati, n\u00e9 di paure che possano essere liquidate come semplice allarmismo: parliamo di aggressioni con vittime reali e conseguenze concrete. Tuttavia, una successione di fatti di cronaca, per quanto grave e impressionante, non basta a misurare l\u2019estensione di un fenomeno n\u00e9 a comprenderne le dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio nello spazio tra <strong>percezione e realt\u00e0<\/strong> che si colloca \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/disarmati\">(Dis)armati\u201d<\/a>,<\/em> l\u2019indagine realizzata da Save the Children in collaborazione con Fondazione Iris Ceramica Group pubblicata nel marzo di quest\u2019anno. Il rapporto parte dalla crescita dell\u2019attenzione mediatica: in Italia, da 741 del 2020, si \u00e8 passati a 1.909 articoli contenenti riferimenti a \u201cgang giovanili\u201d o \u201cbaby gang\u201d pubblicati solo tra il gennaio e l\u2019aprile 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda, allora, non \u00e8 se la violenza giovanile esista. \u00c8 capire se stia aumentando ovunque, con quale intensit\u00e0 e soprattutto che cosa ci sia dietro al dato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Minorenni e reati: come \u00e8 cambiata l\u2019Europa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo grafico mostra l\u2019andamento, tra il 2014 e il 2023, dei minorenni sospettati o autori di reato nei diversi Paesi europei, rapportati a 100.000 abitanti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/29803113\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/29803113\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"chart visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A colpire \u00e8 innanzitutto la distanza tra i Paesi. Nel 2023 i dati riportati da Save the Children registrano 8.404 minorenni per 100.000 abitanti in Ungheria, 2.238 in Germania, 2.119 in Austria e 1.609 in Francia. L\u2019Italia si ferma a 363.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro Paese passa da 329 minorenni per 100.000 abitanti nel 2014 a 363 nel 2023: un aumento di circa il 10% nel decennio. Il dato segnala una crescita, ma non autorizza a parlare di un\u2019esplosione indistinta della criminalit\u00e0 minorile. Nel confronto riportato dal rapporto, l\u2019Italia continua a collocarsi nella fascia relativamente bassa della distribuzione europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le differenze tra Paesi, tuttavia, non possono essere lette come una classifica della maggiore o minore violenza delle rispettive popolazioni di adolescenti. Si tratta di dati amministrativi: dipendono dalle leggi nazionali, dall\u2019et\u00e0 della responsabilit\u00e0 penale, dalle pratiche di registrazione, dall\u2019attivit\u00e0 delle forze dell\u2019ordine e dalla probabilit\u00e0 che un comportamento venga denunciato e portato all\u2019attenzione delle autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/cache\/metadata\/en\/crim_sims.htm\">Eurostat<\/a> avverte che i sistemi giuridici, le definizioni e le modalit\u00e0 di conteggio variano tra gli Stati e limitano la comparabilit\u00e0 internazionale. Le statistiche di polizia misurano ci\u00f2 che viene registrato, non l\u2019intera criminalit\u00e0 realmente avvenuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il salto dell\u2019Ungheria ad esempio, che nel grafico passa da 458 nel 2017 a oltre 3.145 nel 2018 e supera 7.000 l\u2019anno successivo, \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 evidente di quanto sia necessario essere prudenti nelle valutazioni. Una discontinuit\u00e0 cos\u00ec improvvisa richiede di controllare anche eventuali cambiamenti normativi o nei sistemi di rilevazione, prima di interpretarla esclusivamente come una trasformazione dei comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La linea storica europea serve quindi soprattutto a rimettere in scala il fenomeno. L\u2019Italia non appare come un\u2019eccezione travolta da una crescita senza precedenti, ma questo non significa che, sotto la relativa stabilit\u00e0 dell\u2019indicatore complessivo, non possano cambiare alcune forme specifiche di violenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dati amministrativi vs. Comportamenti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati amministrativi intercettano soltanto una parte della realt\u00e0: per osservare comportamenti che non sempre generano denunce o procedimenti giudiziari bisogna cambiare fonte e rivolgersi direttamente agli adolescenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio <a href=\"https:\/\/www.epid.ifc.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/%20ESPAD_2024_Final-compresso.pdf\">ESPAD\u00aeItalia 2024<\/a> ha coinvolto 20.201 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, attraverso un campionamento in tre stadi che ha selezionato territori, scuole e classi. Di questi, <strong>il 45% <\/strong>(approssimativamente 9.090 giovani) <strong>ha riferito di aver assunto almeno uno dei comportamenti considerati violenti nell\u2019anno precedente. <\/strong>Di questo 45%, il 53% appartiene al genere maschile e il 37% a quello femminile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo 45% non significa che quasi met\u00e0 degli studenti abbia commesso un reato grave. L\u2019indicatore comprende condotte differenti, dalla partecipazione a zuffe o risse fino al danneggiamento di beni, all\u2019aver fatto seriamente male a qualcuno o all\u2019uso di un\u2019arma per ottenere qualcosa. \u00c8 quindi una misura pi\u00f9 ampia della criminalit\u00e0 registrata dalle istituzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La violenza non viaggia da sola<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il secondo grafico permette di portare la riflessione oltre il dato quantitativo e di osservare il contesto in cui i comportamenti violenti si manifestano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/29814511\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/29814511\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"chart visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli studenti che hanno dichiarato condotte violente, il 49% riferisce difficolt\u00e0 serie con gli amici, contro il 24% di chi non ha riportato gli stessi comportamenti. I problemi con gli insegnanti riguardano il 47% del primo gruppo e circa il 21% del secondo; quelli con i genitori il 43%, contro il 22%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato indica quindi che la violenza non appare come un gesto isolato dal resto della vita dell\u2019adolescente. Si inserisce pi\u00f9 frequentemente in un sistema relazionale fragile, nel quale adulti e coetanei possono essere percepiti non come fonti di sostegno, ma come parti del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa concentrazione ricorre nelle esperienze di rischio. Tra chi riferisce comportamenti violenti, il 26% dichiara rapporti sessuali non protetti, contro il 9,2% del gruppo di confronto che dichiara di non aver assunto comportamenti violenti. Il 15% ha avuto guai con la polizia o segnalazioni al prefetto, contro il 2,5%; il 16% ha avuto incidenti alla guida, contro il 5,1%; il 17% \u00e8 stato vittima di furti o rapine, contro il 6,9%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato forse pi\u00f9 significativo riguarda il cyberbullismo. Tra gli studenti che hanno dichiarato comportamenti violenti, il 43% afferma di essere stato autore di episodi di bullismo online (contro il 23% del gruppo di confronto), mentre il 57% dichiara di esserne stato anche vittima. <strong>Le posizioni di autore e vittima non sono quindi necessariamente separate.<\/strong> La stessa persona pu\u00f2 subire violenza in un contesto e riprodurla in un altro, oppure alternare i due ruoli all\u2019interno delle medesime relazioni. Il confine netto che funziona nei titoli di cronaca appare molto meno preciso quando si osservano i dati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019emergenza nei titoli, la complessit\u00e0 nei dati.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La narrazione mediatica ha una funzione importante: rende visibili le vittime, porta episodi gravi nello spazio pubblico e pu\u00f2 spingere le istituzioni a intervenire. Ma il linguaggio dell\u2019assedio produce anche un effetto collaterale, trasformando una popolazione molto eterogenea in una categoria compatta e presentando la repressione come la soluzione pi\u00f9 immediata e necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati al contempo non negano l\u2019esistenza della violenza n\u00e9 invitano a minimizzarla: mostrano per\u00f2 che l\u2019espressione \u201cgenerazione violenta\u201d \u00e8 troppo larga per essere davvero esplicativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo grafico ridimensiona l\u2019idea di un\u2019anomalia italiana in senso assoluto, basandosi su dati giudiziari che dipendono fortemente dai sistemi nazionali. Il secondo rivela che, dietro i comportamenti violenti, ricorrono pi\u00f9 frequentemente conflitti, esposizione al rischio e coinvolgimento nel cyberbullismo, anche e soprattutto come vittime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione non riguarda quindi soltanto il controllo degli spazi pubblici o l\u2019inasprimento delle sanzioni, ma ha a che fare con la capacit\u00e0 delle famiglie e dei servizi territoriali di riconoscere precocemente un insieme di segnali che spesso si presentano insieme. <strong>La scuola<\/strong> in questo contesto occupa una posizione particolare. Non perch\u00e9 debba trasformarsi in un presidio di polizia, ma perch\u00e9 rappresenta <strong>uno dei pochi luoghi nei quali relazioni, isolamento, conflitti e mutamenti nel comportamento possono essere osservati prima che si trasformino in un fatto di cronaca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non basta chiedersi come punire l\u2019atto violento dopo che \u00e8 accaduto. Bisogna capire quali relazioni si siano spezzate prima, quali spazi di ascolto siano mancati e perch\u00e9, per alcuni adolescenti, la sopraffazione finisca per diventare l\u2019unica forma possibile di linguaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra titoli allarmistici e dati meno lineari, la violenza giovanile in Italia emerge come un fenomeno reale ma complesso. I numeri ridimensionano l\u2019idea di un\u2019emergenza generalizzata e mostrano legami frequenti con conflitti relazionali, rischio, cyberbullismo e fragilit\u00e0 sociali da non ignorare.<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":4132,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[452,525],"tags":[205,565,556,196],"class_list":["post-4049","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-data-journalism","category-giovani","tag-adolescenti","tag-cronaca","tag-dati","tag-violenza"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4049"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4180,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049\/revisions\/4180"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}