{"id":4412,"date":"2026-09-21T17:35:33","date_gmt":"2026-09-21T15:35:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/?p=4412"},"modified":"2026-09-21T17:35:35","modified_gmt":"2026-09-21T15:35:35","slug":"violenza-sui-docenti-tra-vissuto-e-percepito-cosa-ci-dicono-i-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cascolearning.it\/magazine\/2026\/09\/21\/violenza-sui-docenti-tra-vissuto-e-percepito-cosa-ci-dicono-i-dati\/","title":{"rendered":"Violenza sui docenti: tra vissuto e percepito, cosa ci dicono i dati"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un\u2019aggressione estrema come quella avvenuta nella scuola media della periferia di Roma dirotta ancora una volta l\u2019attenzione sulla sicurezza nelle scuole. Ma i dati ci impongono di distinguere tra esperienze, testimonianze e percezioni. Nell\u2019ultima indagine IARD, il 2,1% degli insegnanti intervistati dichiara di aver subito nell\u2019arco di un anno una violenza fisica da parte di studenti; percentuali pi\u00f9 alte sono riservate per\u00f2 a insulti, calunnie e minacce, anche da parte dei genitori. Parallelamente, la quota di docenti convinti che la violenza fisica sia aumentata \u00e8 passata dal 20% del 1999 al 78,6% del 2025. Capiamo in che modo episodi estremi, conflittualit\u00e0 quotidiana e circolazione delle notizie ridefiniscono il senso di sicurezza di chi insegna.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la violenza entra a scuola, la cronaca tende a mostrarne la forma pi\u00f9 estrema: un\u2019aggressione fisica, una minaccia grave, utilizzo di armi, studenti e docenti feriti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il conflitto che attraversa il lavoro quotidiano dei docenti \u00e8 pi\u00f9 ampio, trasversale e, spesso, meno visibile. Per esplorarlo, abbiamo analizzato i dati provenienti dalla <strong>quarta indagine realizzata da<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.istitutoiard.org\/\"><strong>IARD<\/strong><\/a>, istituto che opera nel campo della ricerca sui processi culturali, educativi e formativi con approccio integrato tra sociologia, psicologia, pedagogia ed economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Realizzata tra la fine di marzo e la fine di giugno 2025 e pubblicata nel volume <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815396778\"><em>In costante divenire. Insegnare tra molteplici impegni in contesti plurali<\/em><\/a>, curato da Gianluca Argentin per il Mulino, \u00e8 descritta come <strong>la pi\u00f9 ampia e approfondita indagine mai condotta sugli insegnanti italiani, per numerosit\u00e0 e rappresentativit\u00e0<\/strong>. Parliamo di 9.671 docenti intervistati su tutta Italia, provenienti da scuole primarie, secondarie di I grado, Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno del volume, il capitolo di Maria Grazia Gambardella e Mariagrazia Santagati <strong><\/strong><strong><em>I rischi del mestiere: violenze e discriminazioni verso i docenti<\/em><\/strong> analizza le esperienze di violenza e discriminazione subite e osservate dagli insegnanti italiani (scuola primaria esclusa) nel contesto scolastico nell\u2019anno 2024\/2025, distinguendo tra forme di violenza verbale, fisica e intimidatoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il questionario somministrato \u00e8 stato distribuito in due versioni distinte, assegnate casualmente a due sottocampioni diversi. Le risposte visualizzate nel primo grafico provengono dalla versione A, somministrata a un sottocampione di 4.706 insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capiamo ora in che modo episodi estremi, conflittualit\u00e0 quotidiana e circolazione delle notizie possono ridefinire il senso di sicurezza di chi insegna.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La violenza contro i docenti comincia molto prima delle aggressioni fisiche<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo grafico confronta nove tipologie di episodi violenti distinguendo tra esperienze subite personalmente e situazioni osservate ai danni di colleghi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-scatter\" data-src=\"visualisation\/30308407\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/30308407\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"scatter visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019anno scolastico 2024\/2025, l\u2019<strong>8,1%<\/strong> degli insegnanti intervistati dalla quarta indagine IARD ha dichiarato di aver <strong>subito direttamente insulti o calunnie da parte di studenti<\/strong>. Il 20,8% afferma di aver osservato episodi analoghi ai danni di colleghi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguono le <strong>intimidazioni o minacce da parte dei genitori<\/strong>: ne riferisce un\u2019esperienza diretta il <strong>5,2% degli insegnanti<\/strong>, mentre il 18,8% dichiara di averle osservate nei confronti di colleghi. Le minacce degli studenti riguardano direttamente il 4,5% e sono state osservate dal 14,2%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le forme di violenza fisica rimangono quantitativamente pi\u00f9 contenute. Quelle commesse da studenti sono dichiarate come esperienza diretta dal <strong>2,1% dei docenti <\/strong>e come esperienza osservata dall\u20198,2%. Per le aggressioni da parte dei genitori si scende allo 0,5% tra le vittime dirette, ma si arriva al 5,1% tra chi riferisce di aver assistito a un episodio ai danni di colleghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri non descrivono quindi una scuola quotidianamente fuori controllo. Mostrano per\u00f2 che, accanto agli episodi pi\u00f9 gravi che arrivano sulle pagine dei giornali, esiste un\u2019<strong>area pi\u00f9 estesa di ostilit\u00e0 verbale, intimidazioni e deterioramento delle relazioni<\/strong>. La violenza non sembra riguardare soltanto il rapporto tra studenti e insegnanti:<strong> una parte significativa delle segnalazioni coinvolge le famiglie<\/strong>. Nei dati IARD, insulti e minacce provenienti dai genitori sono almeno altrettanto visibili di quelli attribuiti agli studenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelle sulle violenze fisiche sono percentuali basse rispetto a quelle relative alla violenza verbale, ma non trascurabili se riferite a una popolazione professionale ampia. Allo stesso tempo, non possono essere sommate n\u00e9 convertite nel numero complessivo di aggressioni avvenute nelle scuole: le risposte riguardano le esperienze dichiarate dai docenti e uno stesso evento pu\u00f2 essere stato osservato e segnalato da pi\u00f9 persone. In sostanza, dieci docenti potrebbero riferirsi allo stesso episodio mentre un singolo insegnante potrebbe avere segnalato pi\u00f9 forme di violenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019aumento della percezione&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo grafico sposta lo sguardo dagli episodi dell\u2019ultimo anno alla percezione del cambiamento nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/30308623\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/30308623\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"chart visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1999, il 20% degli insegnanti intervistati da IARD riteneva che la violenza fisica contro i docenti fosse aumentata. Nel 2008 la quota era salita al 57,6%. <strong>Nel 2025 arriva al 78,5%: quasi quattro insegnanti su cinque.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente, diminuiscono sia la quota di chi considera il fenomeno stabile &#8211; dal 26,2% del 1999 all\u201911,2% del 2025 &#8211; sia quella di chi non sa esprimere un giudizio, passata dal 40,3% all\u20198,2%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento pi\u00f9 netto, quindi, non consiste soltanto nell\u2019aumento delle risposte del campo rosso nelle barre del grafico. Nel corso del tempo si riduce fortemente anche l\u2019incertezza (i &#8220;non so&#8221;): nel 2025 una parte molto pi\u00f9 ampia dei docenti sembra avere un\u2019opinione definita sul fenomeno, e questa opinione converge in larga misura <strong>verso l\u2019idea di un peggioramento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa crescita, tuttavia, <strong>deve essere letta per ci\u00f2 che misura<\/strong>. Il grafico non costituisce una serie storica delle aggressioni registrate e non dimostra che gli episodi siano quadruplicati dal 1999. Confronta le risposte date, in tre diverse indagini, alla domanda sull\u2019andamento percepito della violenza fisica contro la categoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percezione pu\u00f2 essere influenzata dall\u2019esperienza personale, dal clima nella propria scuola, dalla circolazione delle notizie e dalla maggiore attenzione pubblica verso le aggressioni. Pu\u00f2 segnalare un problema reale senza misurarne direttamente la frequenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per stabilire se e quanto la violenza sia effettivamente aumentata servirebbe una serie amministrativa uniforme di dati: stessa definizione di episodio, medesime procedure di denuncia e registrazione, copertura stabile delle scuole e continuit\u00e0 nel tempo. I dati qui analizzati non offrono al momento questa possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un problema di relazioni, non soltanto di sicurezza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, i due grafici raccontano aspetti diversi ma collegati. Il primo mostra che<strong> le forme pi\u00f9 comuni di violenza sono verbali e relazionali.<\/strong> Il secondo rivela che la grande maggioranza dei docenti <strong>percepisce una crescita della componente fisica degli episodi di violenza<\/strong>, sia vissuti che osservati. Leggerli insieme ci aiuta a evitare due semplificazioni opposte: da un lato, considerare il fenomeno soltanto attraverso i casi pi\u00f9 estremi, dall\u2019altro ridurre insulti, calunnie e intimidazioni a normali tensioni della professione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le esperienze che emergono dai dati non hanno tutte la stessa gravit\u00e0 e non possono essere collocate sullo stesso piano: un insulto non equivale certamente a un\u2019aggressione fisica. Ma la loro diffusione segnala un\u2019erosione del riconoscimento professionale e della qualit\u00e0 delle relazioni nelle quali si svolge il lavoro educativo, con un <strong>coinvolgimento delle famiglie particolarmente rilevante<\/strong>. Nei dati, genitori e studenti compaiono entrambi tra le principali fonti degli episodi riportati. Questo impedisce di leggere la violenza soltanto come un problema disciplinare degli alunni: entra in gioco anche la relazione tra scuola e famiglia, compreso il modo in cui vengono affrontati regole, responsabilit\u00e0 e conflitti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa pu\u00f2 fare la scuola<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati dell\u2019indagine non valutano specifiche politiche di prevenzione e, quindi, non consentono di stabilire quali interventi siano pi\u00f9 efficaci. Indicano per\u00f2 alcuni punti sui quali costruire domande:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La rilevazione e il monitoraggio dei dati<\/strong>: se gli episodi restano affidati alle sole testimonianze individuali, \u00e8 difficile distinguere casi isolati, situazioni ricorrenti e differenze tra territori o livelli scolastici. Servono definizioni condivise, procedure accessibili per la segnalazione e dati raccolti in modo continuativo, tutelando sia chi denuncia che le persone coinvolte.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La gestione dei conflitti<\/strong>: la prevalenza di insulti, calunnie e minacce suggerisce che la prevenzione non possa limitarsi alle misure di sicurezza da attivare dopo un\u2019aggressione, ma che debba comprendere anche strumenti per affrontare precocemente il deterioramento dei rapporti tra studenti, famiglie, insegnanti e organizzazione scolastica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il sostegno alle persone<\/strong>: chi subisce o assiste a un episodio pu\u00f2 avere bisogno di una risposta organizzativa, legale o psicologica. Sapere che una procedura esiste non equivale per\u00f2 a sapere che sia conosciuta, accessibile e applicata: anche questo dovrebbe diventare oggetto di monitoraggio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare che ogni episodio venga trattato come un\u2019emergenza isolata e poi dimenticata, occorrono quindi <strong>dati confrontabili e raccolti con regolarit\u00e0.<\/strong> Per intervenire prima che il conflitto raggiunga le forme pi\u00f9 gravi sarebbe invece utile guardare anche alla parte meno spettacolare, ovvero le relazioni che si deteriorano attraverso parole e minacce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un primo passo istituzionale \u00e8 stato compiuto con l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.mim.gov.it\/-\/avviso-n-157-del-4-agosto-2025\">Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico<\/a><\/strong>, previsto dalla legge nel 2024, istituito dal Ministero nell\u2019agosto 2025 e insediatosi nel marzo 2026. Tra i suoi compiti figurano il monitoraggio delle segnalazioni di violenze e minacce, l\u2019analisi delle situazioni di rischio e la formulazione di proposte operative.\u00a0Essendo l&#8217;Osservatorio ancora nella fase iniziale della propria attivit\u00e0, la sfida futura sar\u00e0 trasformare le segnalazioni raccolte da scuole e Uffici scolastici regionali in <strong>dati pubblici<\/strong>, continuativi e realmente confrontabili nel tempo.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati dell&#8217;indagine IARD 2025 evidenziano che, sebbene le violenze fisiche verso i docenti restino al 2,1%, l&#8217;8,1% subisce insulti e il 78,5% ne percepisce un aumento. 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