Wisedāna: il dono come motore del cambiamento

Educazione, interdipendenza e fiducia: intervista a Filippo Scianna, presidente di Unione Buddhista Italiana e M. Enrica Lobina, Direttrice di Wisedāna Foundation.

Wisedāna Foundation è una fondazione filantropica internazionale e laica che nasce nel 2023 grazie ad un’iniziativa dell’Unione Buddhista Italiana (UBI). Lo stesso nome della Fondazione racchiude il fulcro di quello che fa: wise (saggio in inglese) inteso come la capacità di comprendere la complessità della realtà e dāna che significa generosità in lingua pāli. Wisedāna, che dunque si può tradurre come “generosità saggia”, opera per alleviare la sofferenza nel mondo, ispirandosi ai principi e valori della filosofia buddhista. La sua missione è mettere in relazione persone e organizzazioni per accompagnarle in iniziative filantropiche orientate al cambiamento sistemico. 

In particolare, opera principalmente in quattro macro aree progettuali: la Cultura della Compassione, che promuove i valori universali come la gentilezza, il rispetto e la non violenza per la costruzione di società e comunità più giuste e inclusive. La Cura, che è l’area dedicata al supporto delle persone più vulnerabili, sostiene i progetti di inclusione e tutela affinché ogni persona possa vivere le vulnerabilità, come vecchiaia e malattia, con maggiore consapevolezza e serenità.. L’Ecologia è incentrata sugli ecosistemi naturali  e supporta attivamente le realtà impegnate nella protezione delle specie animali e vegetali, riconoscendo il valore della biodiversità. Infine, il filone Educazione mira a rendere l’educazione un “bene comune globale” e promuovere uno sviluppo olistico della persona e delle sue competenze etiche, emotive e sociali, attraverso il supporto a realtà che si occupano di formare persone all’ascolto, all’empatia e alla cura reciproca; mentre il filone Ricerca promuove lo studio scientifico e il dibattito accademico sui temi delle scienze contemplative.

Fiducia per il Cambiamento

Il percorso “Fiducia per il Cambiamento” è un’iniziativa triennale promossa dall’Unione Buddhista Italiana e Wisedāna Foundation, per sostenere organizzazioni sociali ad alto potenziale sistemico e capaci di generare cambiamenti positivi, profondi e duraturi. Finanziato con i fondi 8xmille, il percorso offre un sostegno economico pluriennale, insieme ad un accompagnamento professionale orientato alla cura e al rafforzamento della missione delle organizzazioni, riconoscendone il ruolo di attori chiave del cambiamento sociale.
In questo cammino congiunto, CASCO Learning si pone l’obiettivo di sradicare le diseguaglianze educative, sociali e digitali nel territorio di Parma. Grazie a questo contributo, CASCO mette a disposizione delle scuole e delle associazioni del territorio il proprio Centro, le proprie attrezzature e i formatori/le formatrici, diventando un centro per l’educazione trasformativa. 

Abbiamo intervistato Filippo Scianna e M. Enrica Lobina, rispettivamente Presidente dell’Unione Buddhista Italiana e Direttrice Generale di Wisedāna Foundation, per parlare delle radici e della visione di questa esperienza, dove il dono diventa un’alleanza per il cambiamento.

Presidente Scianna, come nasce la fondazione Wisedāna e in che modo si discosta dalla filantropia tradizionale?

«Inizialmente, la spinta è stata di natura normativa. Tra il 2015 e il 2016 ci siamo trovati a gestire importanti risorse derivanti dall’8xmille, ma il nostro statuto di ente confessionale ci limitava nella creazione di alleanze progettuali con soggetti pubblici o privati. Wisedāna è nata così, come entità giuridica separata per aggregare risorse. Con il tempo e l’ingresso di nuove professionalità, però, la fondazione si è trasformata, ponendosi l’obiettivo di promuovere una nuova visione della filantropia. Muovendo dal principio buddhista dell’interdipendenza, mettiamo in discussione il sistema tradizionale: per noi il dono non finisce nel gesto, ma la generosità è una vera e propria pratica di trasformazione interiore sia per chi dona sia per chi riceve».

Voi puntate a un “cambiamento sistemico” che vada alla radice dei problemi. Quali sono gli ostacoli più difficili da superare?

«Il primo grande ostacolo è la tendenza a negare che i problemi abbiano delle cause profonde. Viviamo in una società che tende ad “atomizzare” le difficoltà, isolandole e imputandole a fattori esterni per deresponsabilizzarsi. Il secondo ostacolo, ancora più delicato, è fermarsi alle cause superficiali. Il rischio è di semplificare eccessivamente la realtà, di volerla banalizzare negando la sua complessità, negando l’intreccio delle cause, delle condizioni e quindi limitandosi a dei rimedi, delle soluzioni che sono parziali. Questa è la grande sfida, non solo di Wisedāna Foundation, ma del mondo di oggi: in una società che pensa che i problemi si possano risolvere con la forza, ed è quello che stiamo osservando in questa epoca storica, negando quindi evidentemente la complessità dell’esistere, occorre rendersi conto dell’interdipendenza degli esseri viventi.  Se l’appartenenza a uno stato, o a un gruppo, supera per importanza il senso di appartenenza  al genere umano, si incominciano a creare problemi».

In un mondo così frammentato, qual è il ruolo dell’educazione?

«È il fattore cruciale in assoluto. L’educazione non può limitarsi al nozionismo intellettuale; deve insegnarci come guardare il mondo. Dobbiamo smontare quella “cecità cognitiva” che ci fa credere che le cose siano stabili e permanenti. In natura nulla è separato o indipendente, tutto è transitorio e interconnesso. È fondamentale offrire degli strumenti ai ragazzi e le ragazze perché possano crescere con una nuova visione del mondo».

«L’educazione non può limitarsi al nozionismo, ma deve insegnarci come guardare il mondo smontando quella “cecità cognitiva” che ci fa credere che le cose siano separate: in natura tutto è interconnesso.»
Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana

Direttrice Lobina, come riuscite a tradurre questa visione nei percorsi educativi concreti che sostenete?

«Il nostro approccio si fonda su tre parole chiave: Dāna (la generosità consapevole), Trust (l’agire basato sulla fiducia) e Change (il supporto a trasformazioni profonde). Purtroppo, nel sistema scolastico attuale, man mano che i ragazzi crescono le relazioni umane vengono lasciate sullo sfondo. Abbiamo insegnanti, classi e scuole decisamente in difficoltà nell’affrontare quello che, dall’adolescenza in poi, scoppia e lascia impreparati. Invece di un sistema puramente performativo, dovremmo puntare sulle emozioni, che sono il codice che ci lega gli uni agli altri. Dobbiamo far capire che “tu sei gli altri” e che il malessere di un singolo individuo si ripercuote inevitabilmente sull’equilibrio dell’intero sistema».

Wisedāna parla della differenza tra “dono che separa” e “dono che unisce”. Ci spiega questo concetto?

«Il “dono che separa” è il modello rigido e tradizionale, in cui non si crea alcuna relazione. L’ente erogatore decide i bisogni dall’alto e controlla in modo burocratico, spingendo le organizzazioni a spostare energie e risorse preziose dal raggiungimento della propria missione agli obblighi di rendicontazione. Questo approccio alimenta il così detto “progettificio”, a discapito dell’impatto reale. Noi al contrario sposiamo la visione del “dono che unisce”: non vogliamo porci al di sopra delle organizzazioni ma al loro fianco, riconoscendole come vere e proprie sentinelle del bisogno ed esperti del loro settore. Così lavoriamo in un processo di apprendimento condiviso, dove l’errore è ammesso e diventa una preziosa traccia di apprendimento e crescita».

In quest’ottica, quali sono le vostre aspettative verso le organizzazioni partner come Casco Learning? 

«Ci aspettiamo che abbiano il coraggio di tracciare percorsi non battuti, ad esempio sul tema dell’educazione, promuovendo l’ascolto reciproco e la relazione. Chiediamo loro di mettere la propria esperienza a fattor comune per favorire una sana cross-fertilization interdisciplinare tra settori diversi. Per individuare le potenzialità e superare le “dighe” che sbarrano i percorsi di crescita. Ma, soprattutto, chiediamo autenticità: vogliamo che i nostri partner rimangano profondamente se stessi, fedeli ai motivi per cui sono nati, crescendo e consolidandosi nel percorso di accompagnamento insieme a Wisedānai».


«Sposiamo il “dono che unisce”, ribaltando il paradigma della filantropia tradizionale attraverso la fiducia: ci mettiamo accanto alle organizzazioni, riconoscendole come esperte del loro settore, per tracciare percorsi non battuti»

Enrica Lobina, Direttrice Generale di Wisedāna Foundation

Per saperne di più su Wisedāna

Per chi desidera approfondire la visione e l’impegno della fondazione, tutte le informazioni sono accessibili online. Visitando il sito ufficiale wisedana.org è possibile leggere i piani d’azione di ogni area, capire meglio come funziona la filantropia basata sulla fiducia e conoscere da vicino il team internazionale che lavora ogni giorno per trasformare questa visione in realtà.

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