MAGNIFICA HUMANITAS L’enciclica di Leone XIV in 8 infografiche

Firmata il 15 maggio 2026, giorno in cui nel 1891 Leone XIII firmò la enciclica Rerum Novarum, l’enciclica di Papa Leone XIV è stata pubblicata il 25 maggio 2026 ed è disponibile on line sul sito della Santa Sede (link). Si tratta di una enciclica molto attesa perché affronta , tra le altre cose, il tema cruciale dell’intelligenza artificiale. Il sotto titolo, del resto, proprio così recita: sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

In realtà i temi presenti sono anche molti altri (si pensi ad esempio al tema della guerra) e il tutto è ricompreso dentro una rilettura ed una attualizzazione della Dottrina Sociale della chiesa che proprio in Leone XIII, al tempo della rivoluzione industriale, trovò l’iniziatore.

L’Enciclica di Leone XIV è un testo complesso, ampio, strutturato, che merita una lettura attenta. E’ ricca di perle di grandissima umanità e saggezza.

Il primo esempio che mi pare doveroso citare è il concetto di limite come caratterizzazione specifica dell’umano: “…dobbiamo ricordare che l’umano non fiorisce malgrado il limite, ma spesso attraverso il limite” (118).

Un secondo esempio lo trovo a chiusura del paragrafo 176, dopo una lunga disanima del tema della schiavitù contemporanea e nella storia, chiede umilmente perdono per il fatto che la Chiesa ci ha messo 18 secoli a condannare la schiavitù e così scrive: “È inevitabile provare un profondo dolore considerando l’enorme sofferenza e umiliazione che la schiavitù ha significato per tante persone, in contrasto con la loro dignità senza limiti, amata infinitamente dal Signore. Per questo, a nome della Chiesa, domando sinceramente perdono”.

Babele e la Gerusalemme di Neemia: le due icone della enciclica

Leone XIV struttura il percorso logico e narrativo dell’Enciclica partendo da due icone contrapposte: “la costruzione della torre di Babele (cfr Gen 11,1-9) e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme (cfr Ne 2-6)” …. “Babele rivela così il limite di ogni costruzione che, pur grandiosa, sorge dall’assolutizzazione dell’umano e dalla sua pretesa di autosufficienza, sacrifica la dignità delle persone all’efficienza e ambisce a raggiungere il cielo senza la benedizione di Dio” (7) mentre “il racconto di Neemia mostra come la città rinasca non grazie all’iniziativa di una singola persona, ma attraverso la responsabilità condivisa di tutto il popolo: sacerdoti, artigiani, capifamiglia, donne e giovani. È un’opera che ha Dio al centro e ricostruisce i legami prima ancora delle pietre. L’antica Gerusalemme ritrova così una lingua comune, non quella dell’uniformità, ma quella della comunione: l’armonia che nasce quando ciascuno si assume la propria parte e tutto il popolo riconosce che la sua forza viene dal Signore (8).

L’enciclica in 8 infografiche

Ho pensato di farmi aiutare dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale utilizzandola per costruire per ogni capitolo dell’enciclica una infografica che ne rendesse visivo il contenuto. Così da aiutare la comprensione e nel contempo spingere alla lettura integrale.

L’utilizzo dell’IA nella costruzione delle infografiche non è frutto di un semplice automatismo ma di una lunga serie di iterazioni che consegnano la responsabilità finale del lavoro a me come curator, come responsabile del senso e della sintesi, direbbero Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi.

Buona lettura

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