La musica aiuta davvero a rimanere concentrati?

Questi ultimi decenni hanno visto uno sviluppo rapido dei servizi di streaming musicale e un incremento del numero di utenti: Spotify ha visto i suoi iscritti aumentare di quasi cinque volte tra il 2015 e il 2020 (Goltz & Sadakata, 2021).  L’ascolto di musica di sottofondo (Background Music, BGM) durante lo svolgimento di attività è ormai diventato una pratica della routine quotidiana delle persone, soprattutto la fascia d’età compresa tra le scuole medie e l’università (Souza & Barbosa, 2023).

La diffusione di questa abitudine ha dato avvio ad una serie di ricerche interessate ad indagare l’effetto che la musica di sottofondo ha sulla performance cognitiva in diverse attività come la lettura, la scrittura, lo svolgimento di test, la memorizzazione e il pensiero critico. Tuttavia, la conclusione che si può trarre da questo filone di ricerca è che non esista una risposta unica. L’analisi della letteratura, infatti, mostra risultati discordanti, che variano in base alla tipologia di compito svolto, al tipo di musica ascoltata e alle caratteristiche individuali dei partecipanti.

Gli effetti positivi

La ricerca scientifica è concorde nell’identificare gli effetti positivi della musica come indiretti: l’ascolto di musica agisce sullo stato interno della persona e sull’ambiente acustico, ma non influisce direttamente sulle capacità cognitive. 

In particolare, l’Arousal Mood Hypothesis (AHM; Thompson et al., 2001; He, Wong & Hui, 2017) suggerisce che la musica, in particolare quella percepita piacevole, influenzi indirettamente le performance cognitive tramite l’alterazione dell’arousal e la modulazione dell’umore. Diversi studi hanno osservato come l’ascolto di musica rilassante può portare ad un abbassamento dei livelli di arousal (attivazione fisiologica). Questo favorisce uno stato emotivo più “calmo” (riducendo lo stress) e una maggiore concentrazione; ciò agisce, in modo indiretto, sull’esecuzione di compiti che richiedono attenzione e sforzo cognitivo. In aggiunta, un’analisi sistematica della letteratura e una meta-analisi del 2024 (Sella et al.) ha messo in evidenza come brani musicali allegri, se usati come sottofondo, possono produrre effetti positivi sulla velocità di elaborazione delle informazioni e sulle funzioni esecutive.

Un caso di particolare interesse è la musica lo-fi (low-fidelity, a bassa fedeltà). Essendo tipicamente strumentale, ha la capacità di ridurre le fluttuazioni sonore ambientali. Uno studio del 2022 (Inion, Modejar & Sengson) ha osservato come gli studenti di scuola superiore che, durante lo svolgimento di un test, hanno ascoltato musica lo-fi hanno ottenuto in media punteggi più alti rispetto agli studenti nelle altre condizioni sperimentali, compresi quelli che hanno svolto il test in silenzio. 

Questo genere di musica non aumenta di per sé le capacità cognitive, ma agisce sulle distrazioni esterne, riducendole e, di conseguenza, creando un’atmosfera rilassata e diminuendo i livelli di stress.

Gli effetti negativi

Nonostante la presenza di benefici, la ricerca è concorde sull’esistenza di effetti negativi che, in determinate condizioni, rendono l’ascolto di musica un ostacolo per l’apprendimento o lo svolgimento di un compito.

Le evidenze scientifiche più significative riguardano l’impatto della musica con testo (lyrics) sulle performance cognitive. Una meta-analisi del 2023 (Souza & Barbosa) ha evidenziato come l’ascolto di musica con testo ostacola, in modo significativo, la memoria verbale, la memoria visiva e la comprensione della lettura. L’interferenza è significativa anche per i compiti che richiedono non solo la lettura di brani ma l’uso della memoria di lavoro (Cheah et al., 2022). Infine, ulteriori ricerche su studenti universitari hanno dimostrato come l’effetto negativo sulla comprensione della lettura e la memoria sia massimo quando questi ascoltavano musica cantata nella loro lingua madre (Sun et al., 2024).

Gli effetti negativi sono dovuti all’interferenza che la presenza del testo causa. Il cervello umano dispone di una quantità limitata di risorse cognitive. Quando la musica presenta un testo, il sistema cognitivo attiva dei processi di decodifica che collidono con le attività di elaborazione, attenzione e comprensione, “togliendo” risorse allo svolgimento del compito.

Quindi come si può fare?

È necessario avere alcune linee guida per evitare che l’ascolto di musica abbia un impatto negativo su ciò che si sta facendo.

Innanzitutto, è fondamentale eliminare l’ascolto di musica con testo durante qualsiasi attività che richiede un’elaborazione verbale, una comprensione profonda o un livello di concentrazione elevato, in modo da evitare di ridurre le risorse cognitive a disposizione per il compito.

Successivamente, per minimizzare le interruzioni attentive, si può scegliere di ascoltare musica lo-fi o musica strumentale ambient rilassante, al fine di favorire la concentrazione e uno stato emotivo positivo.

Infine, è importante comprendere in quali compiti la musica può essere utile e in quali invece può ostacolare. Ad esempio, dovrebbe essere evitata per compiti con una richiesta elevata di memoria di lavoro, come la risoluzione di problemi complicati o la lettura di testi complessi. Può, invece, essere usata come sottofondo per esercizi procedurali più semplici o per attività creative.

Bibliografia

Cheah, Y., Wong, H. K., Spitzer, M., & Coutinho, E. (2022). Background music and cognitive task performance: A systematic review of task, music, and population impact. Music & Science, 5, 20592043221134392.

Goltz, F., & Sadakata, M. (2021). Do you listen to music while studying? A portrait of how people use music to optimize their cognitive performance. Acta psychologica, 220, 103417.

He, W.-J., Wong, W.-C., & Hui, A. N.-N. (2017). The Arousal-and-Mood Hypothesis: A New Framework for Understanding Music’s Influence on Cognitive Functioning. Frontiers in Psychology, 8(1680).

Inion, K. A. L., Mondejar, M. E. A., & Sengson, K. I. V. (2022). Determining effective music genres for focus and academic performance of MCN senior high school students.

Sella, E., Vincenzi, M., Carbone, E., Schellenberg, E. G., Lima, C., Toffalini, E., & Borella, E. (2024). Effects of Music Listening on Cognition and Affective State in Older Adults. European Psychologist.

Souza, A. S., & Barbosa, L. C. L. (2023). Should we turn off the music? Music with lyrics interferes with cognitive tasks. Journal of cognition, 6(1), 24.

Sun, Y., Sun, C., Li, C., Shao, X., Liu, Q., & Liu, H. (2024). Impact of background music on reading comprehension: influence of lyrics language and study habits. Frontiers in psychology, 15, 1363562.

Thompson, W. F., Schellenberg, E. G., & Husain, G. (2001). Arousal, mood, and the Mozart effect. Psychological Science, 12(3), 248–251.

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