Rossella Lombardozzi

Esperta di progettazione, orientamento e community building. In ART-ER lavora su iniziative per attrarre e valorizzare capitale umano ad elevata specializzazione, sviluppando progettualità con stakeholder pubblici e privati sul territorio regionale.

In precedenza, ha co-fondato Officine On/Off (coworking e FabLab a Parma) e BeCrowdy (piattaforma di crowdfunding culturale), occupandosi di project management per l’innovazione sociale.

Nel 2025 si è laureata con lode in Giornalismo e comunicazione multimediale con una tesi sul Data Journalism per esplorare competenze, spazi di lavoro e traiettorie giovanili.

Secondo Eurydice, i presidi italiani vantano il 4° stipendio di partenza in Europa. Tuttavia, il nostro modello è rigido: la crescita salariale è debole e mancano premi per il merito o la complessità dell'istituto. Al contrario, Paesi come Svezia o Olanda usano sistemi manageriali e dinamici, pagando di più in base alle reali difficoltà della scuola e valorizzando meglio le responsabilità.
L'analisi dei dati europei sugli stipendi degli insegnanti mostra che l’Italia resta indietro rispetto a molti Paesi UE. Gli stipendi iniziali sono più bassi e la crescita nel tempo è lenta. Gli aumenti più consistenti arrivano solo verso la fine della carriera, dopo molti anni di servizio. Questo rende la professione meno attrattiva per i giovani e solleva una domanda: quanto è davvero valorizzato il ruolo di chi forma le nuove generazioni?
Un recente seminario sulle politiche giovanili lancia una sfida: con ragazzi meno numerosi e in cerca di indipendenza, i centri di aggregazione non possono essere solo luoghi di ritrovo. Devono diventare spazi vivi e organizzati, capaci di offrire supporto e opportunità reali per il loro futuro.
Via gli smartphone dalle classi. Ma funziona davvero? Il report UE smonta le facili illusioni, e analizza il caso italiano. Più che limitarsi a spegnere gli schermi, la vera sfida è organizzativa ed educativa.
Quattro visualizzazioni interattive per leggere i risultati dell’Indagine INDIRE 2025 e un invito a partecipare alla rilevazione 2026. L'Intelligenza Artificiale non è più solo una curiosità, ma un vero strumento di lavoro. Ora la sfida è usarla in modo responsabile, conoscendone i limiti e il suo impatto